La pillola da 1 miliardo

Chi è TJ Parker, il (frustrato) farmacista che ha incassato l’assegno di Amazon. La sua creatura rivoluziona la distribuzione dei medicinali. E aprirà a Bezos le porte di un altro business d’oro
di Eliot Brown e Sharon Terlep – traduzione di Giorgia Crespi
TJ Parker è cresciuto lavorando dietro il bancone della farmacia del padre a Concord (New Hampshire). Proprio lì è montata la frustrazione per l’incredibile quantità di clienti che fatica a seguire i piani di cura. Andò alla scuola di farmacia, ma invece di darsi semplicemente all’impresa di famiglia, insieme a un amico decise di cambiarla. Nel 2013, da Manchester (New Hampshire), lanciarono una farmacia online e giovedì scorso il ceo 32enne ha reso nota la vendita della propria startup ad Amazon . Secondo fonti, si tratta di un affare da circa un miliardo di dollari. Parker dovrebbe rimanere coinvolto in seguito al closing, ha informato una persona che ha familiarità con l’operazione. L’idea alla base di PillPack era quella di creare un modo più rapido e semplice di erogare medicinali. L’anno scorso la società, ha detto Parker in un post che risale a novembre, aveva accumulato «centinaia di migliaia» di clienti mensili ed era sulla buona strada per generare più di 100 milioni di dollari di entrate annuali. PillPack ha rifiutato di rendere Parker disponibile per un’intervista. La genesi dell’azienda ha a che fare con una competizione per favorire l’imprenditorialità presso il Mit, quando Parker era iscritto a farmacia. Con l’amico Elliot Cohen, un ingegnere che stava perseguendo un Mba al Mit, presentò l’idea alla base di PillPack e vinse, ha raccontato Zen Chu, un investitore di venture capital basato a Boston che aveva supervisionato il concorso. Conosceva Cohen, ed era un sostenitore del duo e della loro ambizione. «Ho dato loro un assegno in bianco e ho detto: spero che vi aiuti a creare fiducia e ad attirare altri investitori», ha riferito, «la vision era molto chiara». Alla fine, stando a PitchBook, hanno raccolto 120 mila dollari dagli investitori, incluso l’acceleratore di startup Techstars. «Siamo convinti che se assumere farmaci come da prescrizione fosse facile, la gente lo farebbe», ha scritto Parker in un post l’anno scorso, «per le persone con malattie croniche la ricerca dimostra che l’aderenza al trattamento è molto importante per raggiungere gli obiettivi sanitari». La startup ha sperimentato un’ascesa vertiginosa. All’epoca del primo grande investimento nel 2014, un’iniezione di 4 milioni di dollari, la valutazione era di appena 9,4 milioni di dollari sempre secondo PitchBook. Man mano che accumulava, arrivava più denaro da grandi società di venture capital, come Accel Partners e CRV, e nel 2016 valeva 360 milioni di dollari. In totale, ha intercettato 118 milioni di dollari di finanziamenti in capitale di rischio. Uno dei primi investitori, David Frankel della bostoniana Founders Collective, giovedì ha scritto su Medium.com che la società prometteva bene con due fondatori che si completano a vicenda. «TJ tiene molto a un bel design ma ha il portamento di un medico», ha scritto di Parker, mentre Cohen è stato in grado di dominare le sfide tecniche alla base di una «soluzione indispensabile per la distribuzione di pillole», tanto che «la visione e il progresso da loro avanzati hanno portato a un lancio convincente».
Prima di andare alla scuola di farmacia Parker lavorava presso l’attività del padre, che forniva medicine alle case di cura e alle strutture di assistenza a lungo termine. L’azienda è cresciuta rapidamente e infine ha messo insieme una propria flotta di fattorini, da cui Parker ha tratto esperienza sul piano della logistica nella consegna di farmaci, ha rivelato in un’intervista del 2015 con il sito di informazione tech pando.com. Mentre frequentava il Massachusetts College of Pharmacy and Health Sciences di Boston iniziò a prendere lezioni di fashion design presso il vicino Massachusetts College of Art. «La scuola di farmacia era talmente noiosa», ha confessato nella stessa intervista. Il periodo alla scuola di design è stato breve ma quel know-how, ha rivelato, ha ispirato il concept di PillPack: semplificare i regimi terapeutici suddividendo le pillole nei cosiddetti «pacchetti dose», dispensati da una piccola scatola in buste contrassegnate con la data e l’ora in cui devono essere assunti. Si è rivelato essere un’idea da un miliardo di dollari.

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