La finanza dei robot e dei dati

di Marco Capisani
Ci sono un bancario, un agricoltore e un assistente socio-sanitario. Cos’hanno in comune le loro professioni? I robot e la blockchain, ultime evoluzioni tecnologiche che permettono di profilare con più precisione i clienti e di migliorare i prodotti. Così il banchiere può gestire nel dettaglio il comportamento di un risparmiatore attraverso robo-advisor e piattaforme, l’agricoltore può controllare a distanza un trattore che si guida da solo e analizza il terreno. O l’assistente socio-sanitario riesce a monitorare a distanza i pazienti grazie all’Internet of things domestico. Questi sono solo tre degli esempi descritti ieri durante la Digital Experience Week di Class Editori (in programma fino a domani a Milano presso il Museo della scienza e della tecnologia). La seconda giornata è stata dedicata a robot&risparmi, rete5G&blockchain e al loro impatto sulle banche. «Nella finanza ci sono molti dati a disposizione», ha spiegato Alessandro Arrigo, cofondatore di Finscience. «Come hanno fatto Amazon e Netflix , ora anche il mondo della finanza si concentra sui dati per avere col risparmiatore un approccio comportamentale, impostando piani d’investimento con propensione al rischio e orizzonte temporale ad hoc. Finscience analizza i cosiddetti dati alternativi, circa 500 mila al giorno, che di solito non vengono analizzati perché troppo difficili da trattare e pulire».
A un approccio comportamentale si è rifatta CheBanca! del gruppo Mediobanca per proporre ai suoi clienti le scelte d’investimento migliori scegliendo tra oltre 56 sgr e più di 9 mila fondi, filtrati dal servizio Yellow Advice. Così «il cliente ha più chiari i suoi obiettivi, si forma una cultura finanziaria, partecipa e dialoga velocemente con la banca mentre quest’ultima riesce a monitorare e ribilanciare eventualmente con costante periodicità i portafogli», ha spiegato il direttore investimenti Marco Parini. «Il nostro servizio è sempre affiancato da un comitato fisico d’investimenti che gestisce le operazioni». Al momento hanno scelto il servizio di CheBanca! 3.500 clienti, con un’età dai 50 anni in su ma anche sui 30-40 anni, ugualmente ripartiti tra uomini e donne. Si può parlare, insomma, di «democratizzazione dei servizi finanziari perché vengono coperte fasce di risparmiatori finora non servite, magari con patrimoni più piccoli», ha riassunto Luca Valaguzza, responsabile prodotto di Euclidea sim, aggiungendo che «i robot della finanza sono come il pilota automatico: si disinnesta quando compaiono variabili esogene, come le elezioni italiani, e interviene il comitato d’investimento».
Buddybank del gruppo Unicredit si definisce «una banca conversazionale dove il cliente può dialogare con referenti reali 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Soddisfiamo esigenze bancarie ma anche quelle della vita di tutti i giorni, come organizzare weekend speciali per una coppia», ha detto il fondatore Angelo D’Alessandro. Secondo Francesco Guarneri, ad di Guber Banca, le banche devono specializzarsi, per esempio ,«sul target delle pmi che maggiormente vengono colpite dalla disintermediazione».
A proposito di nuove tecnologie, «questo è l’anno della blockchain, il momento in cui mettere in produzione i progetti», ha dichiarato Emanuele Cicco di Unicredit che ha formato con nove banche europee la joint-venture WeTrade per sviluppare una piattaforma blockchain per la gestione e il monitoraggio delle transazioni commerciali internazionali. «La blockchain aiuta a creare ecosistemi in cui le aziende possono registrare e far certificare, attraverso le banche, le transazioni coi propri partner». La blockchain diventa così una sorta di libro mastro condiviso dove una pmi che vende all’estero i suoi prodotti o trova alleati logistici può archiviare i termini degli accordi in modo sicuro e veloce. (riproduzione riservata)
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