Premi danni stabili al I trimestre

Alla finedel I trimestre 2017 – secondo quanto riporta l’ANIA – i premi totali DANNI (imprese italiane e rappresentanze) del portafoglio diretto italiano sono stati pari a 8,9 mld come nel I trimestre del 2016 dopo che per diciannove trimestri consecutivi si era registrata una variazione tendenziale
negativa.

Se da un lato, infatti, il settore Auto (-2,0%) continua a mostrare una, seppur più contenuta, contrazione, dall’altro i premi degli altri rami danni confermano la crescita registrata negli ultimi anni.

L’invarianza complessiva registrata dai premi dell’intero settore Danni alla fine del I trimestre 2017 è la conseguenza di:
• una diminuzione nel settore Auto, i cui premi hanno registrato una flessione del 2%;
• un aumento negli altri rami Danni, i cui premi sono cresciuti dell’1,8%.

Più specificatamente, nel comparto Auto si è registrata una diminuzione del 3,5% nel ramo R.C. Auto e veicoli marittimi e una crescita del 5,4% nel ramo Corpi veicoli terrestri. Si tratta, per il ramo R.C. Auto, della diciannovesima variazione tendenziale annuale negativa consecutiva. Va, tuttavia, evidenziato come il trend di diminuzione, iniziato nel 2012, sia andato progressivamente rallentando nel corso degli ultimi cinque
trimestri.
Il ramo Corpi Veicoli terrestri (essenzialmente le garanzie incendio/furto, kasko dei veicoli), invece, con 0,8 miliardi di raccolta premi a fine marzo 2017, è risultato in crescita del 5,4% rispetto all’anno precedente, consolidando la ripresa del comparto avviatasi nel 2015 e proseguita nel corso del 2016 e conseguenza ancora della crescita di nuove immatricolazioni.
Per quanto riguarda gli altri rami Danni, questi risultano ancora positivamente influenzati dal recupero del ciclo economico generale e, rispetto a una crescita complessiva dell’1,8%, si è registrata una variazione positiva superiore alla media nei seguenti rami: Infortuni (+3,5%), R.C. Veicoli marittimi (+4,4%), Perdite pecuniarie (+5,4%), Altri danni ai beni (+6,0%), Assistenza (+7,1%), Malattia (+7,2%) e il ramo Tutela legale (+8,6%); sono invece risultati in calo i premi del ramo R.C. Generale (-1,8%),
Incendio (-2,0%), Corpi veicoli marittimi (-7,7%), Merci trasportate (-9,6%), R.C. Aeromobili (-34,5%), Corpi veicoli ferroviari (-45,2%) e Corpi veicoli aerei (-86,0%).
Relativamente alle rappresentanze di imprese U.E. (circa 45 imprese che rappresentano oltre il 95% in termini di premi su un totale di 78 imprese attualmente autorizzate), alla fine di marzo 2017, sono stati contabilizzati 1.149 mln di premi in diminuzione
del 3,8% rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo del 2016 (era -1,9% la variazione alla fine marzo del 2016).

Il peso percentuale dei premi contabilizzati dalle rappresentanze di imprese europee rispetto al totale dei premi è stato del 13%: in particolare nel settore Auto il peso è stato del 5,0% mentre negli altri rami danni di circa il 20%. In alcuni rami tale quota è stata superiore al 40% come nei rami Corpi veicoli aerei (61,0%), Merci
trasportate (47,5%) e nel ramo Credito dove l’incidenza di tali imprese è stata pari al 90%. Il settore Auto è risultato in aumento dello 0,3%; in particolare, il ramo Corpi veicoli terrestri ha registrato un aumento superiore a quello registrato dalle imprese nazionali (8,1% vs 5,1%) mentre il ramo R.C. auto ha registrato una variazione negativa più contenuta (-2,6% vs -3,6%). In diminuzione rispetto al 2016, il volume premi dei restanti rami Danni (-4,6%).

Relativamente alle imprese italiane ed extra U.E., la principale forma di intermediazione in termini di market share si conferma essere il canale agenziale (75,8%), in lieve diminuzione rispetto a quanto rilevato alla fine del I trimestre del 2016 (76,6%). In
particolare i rami nei quali il canale agenziale risulta mediamente più sviluppato sono i rami R.C. Veicoli marittimi (93,8%), R.C. Auto (85,1%), R.C. Generale (84,1%) e Altri danni ai beni (84,0%). Volumi di business molto ridotti per gli agenti si riscontrano invece
nei rami Corpi veicoli aerei (3,9%), R.C. Aeromobili (4,3%) e Corpi veicoli marittimi (9,4%) dove, soprattutto in quest’ultimi due casi, è molto forte la presenza dei broker con quote di mercato rispettivamente pari a 95,7% e 90,5%. Sono proprio i broker a
rappresentare il secondo canale di distribuzione dei premi danni con una quota pari all’8,6%. Oltre a quelli già menzionati, i rami in cui l’intermediazione dei broker è molto rilevante sono il Malattia (23,3%), il Credito (23,1%) e le Merci trasportate (42,7%). Va
evidenziato, comunque, che il peso dei broker è sottostimato, in quanto non considera una quota importante di premi (stimata per il totale danni nel 2015 in 24,9 punti percentuali) che tali intermediari raccolgono ma che presentano alle agenzie e non direttamente alle imprese. Assumendo che questa incidenza sia applicabile anche per il I trimestre 2017, la quota degli agenti per il totale settore danni scenderebbe a 50,9% mentre quella dei
broker salirebbe a 33,5%. Gli sportelli bancari con una quota di mercato del 6,4% (5,2% al I trimestre 2016), sono in aumento e sono stati maggiormente coinvolti nella commercializzazione dei premi nei rami Credito (32,8%) e Perdite pecuniarie (49,8%).
Rivestono tuttavia un ruolo importante (e in crescita) anche nei rami Infortuni (13,4%), Malattia (12,3%), Tutela legale (9,5%), Incendio ed elementi naturali (9,5%) e Assistenza (8,8%). La vendita diretta nel suo complesso (Direzione, Vendita telefonica e
Internet) a fine marzo 2017 registrava un’incidenza del 9,1% (era 9,3% la quota rilevata alla fine di marzo 2016). Facendo riferimento al dettaglio delle singole modalità di distribuzione della vendita diretta, risulta che alla fine del primo trimestre 2017, le
agenzie in economia pesavano per il 4,4% (era 4,3% nello stesso periodo del 2016), mentre pesava per il 3,2% il canale internet (3,6 nel 2016); in particolare l’utilizzo di internet è risultato, per il secondo trimestre consecutivo, in lieve contrazione nel ramo R.C. Autoveicoli terrestri (5,6% vs 6,2% alla fine dell’anno precedente).
La vendita telefonica, infine, ha registrato una quota pari all’1,3% (era 1,2% alla fine di marzo 2016).

Relativamente alle rappresentanze di imprese U.E. i principali canali di distribuzione sono stati i broker con una quota pari al 50,4% e gli agenti con una quota pari al 34,9%. In particolare nel settore Auto è quello agenziale il canale distributivo più utilizzato
dalle imprese con una quota del 61,8% mentre negli altri ramidanni il canale di distribuzione prevalente è risultato essere quello dei broker (58,0%). Gli sportelli bancari risultano essere il terzo canale di vendita con una quota del 6,6% (3,7% nel settore auto
e 7,2% nei restanti rami). Risulta infine ancora nel complesso poco sfruttato l’utilizzo di internet (2,2%)

Fonte: ANIA