Nel mirino degli attacchi banche e sanità

Banche e sanità sotto attacco cyber. Nel settore pubblico nel mirino c’è il governo centrale, ma crescono gli attentati agli enti locali. Gli ultimi dati ufficiali sul cybercrime (relazione annuale del governo sulla politica dell’informazione per la sicurezza) fotografano il 2016: ai primi posti le statistiche trovano il settore bancario con il 17% delle minacce a soggetti privati (+14% rispetto al 2015), le Agenzie di stampa e le testate giornalistiche che, insieme alle associazioni industriali, si attestano sull’11%. Il settore farmaceutico, con il 5%, si posiziona a pari merito di difesa, aerospazio e energia.

Nel settore pubblico l’87% degli attacchi cyber riguarda la pubblica amministrazione centrale (comprese attività ostili verso movimenti politici). Nel 2016 si è verificata una inversione di tendenza, poiché gli attacchi contro le Pubbliche amministrazioni centrali (Pac) risultano, infatti, in lieve diminuzione (-2%) mentre quelli avverso le Pubbliche amministrazioni locali (Pal) sono in aumento (+5%).

Secondo il governo i settori a rischio continueranno a essere quelli ad alto contenuto tecnologico e di know how, con livelli di time to market contenuti, quali il segmento farmaceutico e del software, e altri obiettivi sensibili al danno reputazionale con conseguenti significativi impatti economici e di mercato. La relazione del 2016 del governo indica i settori bancario e sanitario come bersagli privilegiati del cybercrime, anche per il valore intrinseco dei dati finanziari e personali posseduti, sfruttabili, attraverso il furto di identità, nell’ambito di attività di frode, e, nel caso dell’area finanziaria, per le potenziali ingenti sottrazioni di valuta perseguibili tanto a livello massivo (frodi connesse alle carte di credito/debito), quanto a livello dei circuiti interbancari, nonché attraverso la potenziale manipolazione degli algoritmi di trading combinata con attività di speculazione sui mercati.

Il settore sanitario sta diventando molto appetibile alla malavita cibernetica perché sempre di più ricorre al supporto Ict sia nel management dei processi organizzativi (cartelle cliniche, dati sanitari) sia nella gestione dei presìdi biomedicali (controllo remoto dei pacemaker, robotica sanitaria, sistemi automatici di monitoring di parametri critici).

L’evoluzione tecnologica caratterizzata dal progressivo aumento delle possibilità di gestione e controllo in remoto delle attività produttive mette il settore manifatturiero al rischio di crescenti compromissioni cyber.
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