I Robot e l’Unione Europea

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INNOVAZIONE TECNOLOGICA

Avrà ragione Mr Ned Ludd?

Autore: Alberto Scardino
ASSINEWS 287 – giugno 2017

 

Nel corso dell’anno passato mi era capitato di leggere di alcuni sinistri stradali, con esito anche mortale, accaduti negli Stati Uniti d’America a causa del cattivo funzionamento della guida automatica, cioè demandata a un computer, di cui tali autoveicoli erano dotati.
La faccenda mi intrigò e pensavo di scrivere per ASSINEWS un articolo su di essa, anche per valutarne gli aspetti della responsabilità sia civile che penale del conducente, alla luce della vigente normativa italiana.

Tali notizie suscitarono l’interesse, prontamente sopito di alcuni organi di stampa, che arrivarono a scrivere articoli intitolati “Estate rovente per le auto con internet”, evidenziando come gli esperti di programmazione e del web fossero arrivati alla conclusione che ogni auto, connessa ad internet, rappresentasse un pericolo gravissimo in quanto i software di gestione dell’elettronica collegati ai dispositivi meccanici avrebbero potuto bloccare pedali e volante di auto così connesse, potendo agire sulla direzione di marcia e sullo stesso apparato frenante. Questo scenario fu paventato non solo per le auto a guida “assistita” dal p.c. di bordo, ma addirittura anche per il caso di auto munite di “scatole nere”, che ormai rappresentano la maggioranza del parco veicoli a motore circolanti in Italia.

Non so se tutto ciò possa considerarsi assolutamente certo, ma in ogni caso è incontestabile come auto con guida “automatica” abbiano già provocato sinistri, anche gravissimi e con esito mortale.

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