Nei primi cinque mesi dell’anno FinecoBank ha raccolto 2,4 miliardi di euro (il 9% in più rispetto allo stesso periodo del 2016), di cui 1,4 miliardi nel risparmio gestito. «Per la fine di giugno ci avvicineremo a 3 miliardi di raccolta netta totale», afferma l’amministratore delegato e direttore generale Alessandro Foti. Nel solo mese di maggio i flussi netti sono stati pari a 464 milioni (+9%), con un continuo miglioramento nell’asset mix nella direzione del risparmio gestito (la raccolta nei fondi è stata di 308 milioni, +159%). E il patrimonio totale è cresciuto a 63,4 miliardi (+15% da maggio 2016). «Il semestre si chiuderà in linea con i risultati dei mesi scorsi, quindi con un incremento della raccolta molto importante e sostenuto», spiega Foti. «Gli sforzi fatti per aumentare l’efficacia e la produttività della nostra organizzazione stanno iniziando a dare frutti». Lo sviluppo «prevalentemente deriva dalla rete di consulenti finanziari, mentre il contributo della raccolta legata si ai reclutamenti (a differenza di altri player, ndr) è decisamente inferiore», aggiunge Foti. Che delinea i due trend alla base di questa crescita. «Da una parte c’è il cambio di approccio al risparmio da parte degli investitori italiani, che richiedono sempre di più una consulenza qualificata», spiega l’amministratore delegato. «Dall’altra parte c’è il continuo aumento della digitalizzazione del Paese, guidato dalla diffusione di smartphone e tablet. Ciò sta cambiando profondamente i criteri in base ai quali i clienti scelgono la banca. Oggi prevale il concetto di qualità e conta meno la prossimità, ossia la vicinanza della filiale. Inoltre l’attività di profonda ristrutturazione del sistema bancario tende a favorirci». Sul fronte dei prodotti «continuiamo ad aumentare la percentuale di penetrazione delle soluzioni considdette guided, che hanno raggiunto il 60% delle nostre masse nel risparmio gestito. Si tratta di prodotti in cui c’è una stretta interazione tra la banca e il consulente finanziario», prosegue Foti. Nel il secondo semestre Finecobank continuerà a migliorare i servizi di cyborg advisory, quelli in cui la banca definisce portafogli che poi vengono messi a disposizione dei clienti. «Un altro ambito in cui ci svilupperemo ulteriormente è la gestione dei big data», sottolinea Foti. «Per esempio, l’utilizzo quotidiano del conto corrente da parte dei clienti ci dà informazioni molto rilevanti che ci permettono di offrire soluzioni più mirate». Quanto alle altre aree, «nel secondo semestre costituiremo un’asset management company; non sarà una società di gestione di fondi bensì una struttura che si occuperà di assemblare prodotti gestiti da asset manager esterni. Resteremo una piattaforma aperta; una delle più vaste in Italia con 7 mila fondi di 70 case», conclude Foti. (riproduzione riservata)
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