Capgemini: per sopravvivere le banche devono allearsi le fintech

di Antonio Lusardi
Per le banche tradizioni collaborare con le società fintech sarà sempre più decisivo, non solo per la redditività ma per la stessa sopravvivenza. È questo il monito contenuto nel World Retail Banking Report 2017 di Capgemini, multinazionale francese della consulenza, in collaborazione con Efma (European Financial Management Association). Secondo l’ultima edizione dello studio annuale sul settore bancario, le società e le start-up attive nei servizi finanziari «stanno guadagnando terreno sul fronte della customer experience rispetto alle banche tradizionali grazie a un’ampia offerta di prodotti semplici e personalizzati». Secondo il commento di Monia Ferrari , head of Banking di Capgemini Italia, «è fondamentale che le banche prendano subito in considerazione nuovi approcci per la trasformazione del business, collaborando con le fintech in modo da poter stabilire e consolidare nel lungo termine le loro fondamenta nell’Open Banking».

Secondo il report, sarà di fondamentale importanza l’apertura delle banche retail tradizionali al modello dell’Open Banking, ovvero programmi applicativi aperti che consentano un flusso di informazioni e collaborazione tra le parti. Un rapporto non ostile tra le parti viene visto come fondamentale e positivo sia per le banche tradizionali sia per le società fintech: le prime potranno beneficiare dell’ampia customer base delle istituzioni tradizionali, che a loro volta potranno ottenere un vantaggio dalla creatività e flessibilità delle nuove start-up senza sconvolgere le loro organizzazioni. Inotlre, spiega Vincent Bastid, segretario generale di Efma, «gli istituti di credito di maggior successo utilizzeranno le open Api per generare una maggiore conoscenza dei clienti e nuovi flussi di ricavi, migliorando al tempo stesso la customer experience».

Un percorso la cui importanza sembra essere chiara alle parti in causa: secondo il sondaggio riportato dallo studio, la maggioranza delle fintech (53,8%) e delle banche (43,5%) vede un futuro caratterizzato dalla collaborazione tra istituti di credito e fintech per gettare le basi di piattaforme che includano più settori, complementari e collegati. Il report mette in evidenza anche il miglioramento della soddisfazione dei clienti delle banche in Italia: il Paese è al 17° posto nel Capgemini Customer Experience Index con il 59,5% di soddisfatti dall’interazione con le banche tradizionali (+7,6% rispetto al 2015). Il 62,4% degli intervistati italiani dice però di aver utilizzato in qualche misura i servizi delle fintech, giudicate più veloci (86,5%), più semplici (82,4%) e con una superiore qualità del servizio (79,8%)Il loro tasso di fiducia è però fermo al 23,8%. (riproduzione riservata)
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