Si è tenuta ieri a Milano l’Assemblea annuale di AIBA, durante la quale si è svolta una tavola rotonda dedicata alle novità introdotte dalla legge n. 24/2017 (Gelli-Bianco) in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché sulle disposizioni riguardanti la responsabilità professionale di medici e personale sanitario.

Nel corso del suo intervento, il Presidente di AIBA, Luca Franzi de Luca, ha proposto la “realizzazione di un Vademecum sulla Legge Gelli, contenente le linee guida da seguire da parte di aziende ed esercenti le professioni mediche”, che possa aiutare tutte le parti interessate a trovare le risposte più adeguate alle diverse necessità in questa fase di cambiamento. Sulla proposta di AIBA sono convenute sia l’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) sia lo stesso onorevole Federico Gelli, che ha partecipato ai lavori via collegamento skype, che lavoreranno a stretto contatto per la realizzazione del documento.

Durante l’Assemblea AIBA sono stati inoltre resi noti i dati relativi all’andamento del mercato del brokeraggio.

Nel 2016 i broker di assicurazioni italiani hanno complessivamente gestito 16,6 miliardi di euro, per una quota di mercato dell’11,5% (10,3% a fine 2015).

Nei soli Rami Danni i broker hanno gestito 14,9 miliardi di euro, pari al 41,0% (39,7 nel 2015) del comparto. Tenendo conto che il mercato assicurativo italiano ha registrato un decremento dell’8,7% a 134,2 miliardi, si tratta di valori decisamente rilevanti, che confermano il broker quale figura professionale di riferimento per il trattamento dei rischi del nostro Paese: oltre il 65% dei rischi industriali sono intermediati da broker.

“Le perduranti difficoltà del contesto economico e la frenata del mercato assicurativo non fermano la crescita del brokeraggio assicurativo. A fine 2016 risultavano 1.697 le aziende iscritte al Registro Unico degli Intermediari (RUI), pari a un aumento del 4,9% rispetto all’anno precedente”, ha affermato il presidente di AIBA, Luca Franzi de Luca, presentando all’Assemblea Annuale dell’Associazione i dati del mercato del brokeraggio assicurativo 2016.

“E’ oltremodo significativo – ha aggiunto Franzi de Luca – come di fronte all’arretramento del mercato assicurativo, i premi complessivamente gestiti dai broker siano ulteriormente cresciuti a 16,6 miliardi, a dimostrazione di come il mondo delle imprese, della pubblica amministrazione e dei professionisti percepiscano chiaramente i benefici apportati dall’attività consulenziale dei broker”.

I numeri dei broker

La professione del broker continua a costituire un polo di attrazione per gli operatori del settore. Nell’arco degli ultimi dieci anni si rileva una forte crescita numerica sia delle società (+66,2%) sia delle ditte individuali (+85%), dovuta in buona parte al passaggio al brokeraggio da parte di ex agenti.

Per avere un quadro più dettagliato sul numero di intermediari effettivamente attivi, alle 1.670 società operanti sul mercato devono aggiungersi 793 ditte individuali, per un totale di 2.463 unità. Tenuto conto dei soggetti inoperativi, AIBA stima in 1.900 gli intermediari effettivamente attivi, tra società e ditte individuali.

Aiba rappresenta in Italia l’80% della categoria

Aiba conta oggi su oltre 1.100 aziende associate che rappresentano circa l’80% del giro d’affari complessivo dei broker italiani, secondo una incidenza sul mercato consolidata da tempo.

 

La Legge Gelli

L’Assemblea annuale di AIBA ha ospitato una tavola rotonda dedicata al nuovo impianto normativo introdotto nel sistema sanitario, pubblico e privato, dalla Legge n. 24/2017 (Legge Gelli-Bianco) che, grazie all’intermediazione dei broker di assicurazioni, ha messo per la prima volta a confronto l’on. Federico Gelli e il mondo delle compagnie di assicurazioni.

La Legge nasce con il principale obiettivo di garantire il principio della sicurezza delle cure, di ridurre il contenzioso civile e penale riguardante la responsabilità medica, affermando un efficace sistema risarcitorio per i danni sanitari subiti dai pazienti, con effetti positivi sulla serenità del comparto. In termini generali, emerge la consapevolezza che la salvaguardia delle cure è realizzabile attraverso specifiche attività di risk management e prevenzione del rischio sanitario.

Le aziende sanitarie, pubbliche e private, devono quindi dotarsi di strumenti di finanziamento del rischio (coperture assicurative o misure analoghe) per garantire un rapido risarcimento ai pazienti che subiscano un danno alla salute, anche se provocato dal personale operante a qualunque titolo presso la struttura sanitaria. A loro volta, gli operatori delle professioni sanitarie dovranno assicurarsi a garanzia della responsabilità professionale in funzione del rapporto instaurato con la struttura e con i pazienti.

Il concetto di responsabilità degli esercenti professione sanitaria risulta mitigata sia in ambito penale sia in sede civile, qualora il professionista rispetti le raccomandazioni stabilite dalle Linee Guida o, in assenza, le buone pratiche clinico- assistenziali di prossima definizione.

Per comprendere la reale portata del provvedimento AIBA ritiene sia necessario attendere i decreti attuativi, nonché le indicazioni interpretative da parte della giurisprudenza.

Nel corso del suo intervento il presidente di AIBA, ha ricordato che “la maggior parte delle aziende sanitarie pubbliche e private di medio-grandi dimensioni si avvalgono della consulenza dei broker di assicurazioni. Sarebbe quindi opportuno il coinvolgimento di AIBA ai tavoli di discussione riguardanti interventi legislativi che, come nel caso della Legge Gelli, abbiano impatti diretti con l’attività assicurativa. AIBA potrebbe infatti fornire un contributo tecnico, di conoscenza dei dati statistici, derivante dall’esperienza professionale maturata dai propri associati nei diversi ambiti di mercato. Inoltre, anche in un ambito complesso come quello della sanità, il broker potrebbe agevolare un confronto virtuoso fra le parti, come di fatto avviene nella sua attività quotidiana”.

Le preoccupazioni per il nuovo impianto normativo non mancano: la Legge prevede la facoltà di azione diretta della persona danneggiata nei confronti della compagnia, sulla falsariga dell’Rc Auto. “L’assicuratore – ha aggiunto Franzi de Luca – non avrebbe facoltà di opporsi entro determinati limiti, ma potrebbe poi rivalersi secondo logiche differenti nei confronti dell’assicurato. A tale proposito sarà determinante la conferma dell’opponibilità al terzo danneggiato dei differenti meccanismi di autoritenzione, per evitare una eventuale situazione di crisi per il settore assicurativo, non ultimo le implicite problematiche di natura finanziaria”.

Pur nella consapevolezza della necessità di massima trasparenza, l’obbligo per le aziende sanitarie di pubblicare sul sito web i risarcimenti liquidati negli ultimi 5 anni, potrebbe rappresentare un elemento di criticità, “in quanto – ha osservato il Presidente di AIBA – si potrebbe prefigurare un classico esempio di asimmetria informativa, poiché le strutture con maggiore propensione alla gestione proattiva al contenzioso, potrebbero in realtà risultare meno virtuose sotto il profilo delle iniziative di gestione del rischio e della conseguente qualità, per via dei tempi lunghi dei contenziosi giudiziari che allungano i termini dei risarcimenti”.

Sarebbe quindi auspicabile un lavoro di squadra fra tutti gli attori coinvolti, al fine di agevolare il raggiungimento del risultato ottimale atteso dalla nuova Legge.