La borsa non si riprende

L’euro rallenta a 1,1211 $. Petrolio in calo
I timori legati all’abbandono della Ue da parte del Regno Unito continuano a pesare sui mercati, che hanno chiuso ancora in ribasso: Milano ha ceduto il 2,11% a 16.271 punti, Parigi il 2,29%, Madrid il 2,13%, Londra il 2,01% e Francoforte l’1,43%. Wall Street viaggiava invece in calo frazionale, con il Dow Jones a -0,36% e il Nasdaq -0,30%.

A livello macroeconomico, la produzione industriale nell’Eurozona in aprile è salita dell’1,1% su base mensile, più del consenso, e del 2% su base annua.

Negli Stati Uniti le vendite al dettaglio in maggio sono cresciute dello 0,5% rispetto al +0,3% atteso dal consenso, mentre i prezzi import hanno segnato un +1,4% (+0,4% il consenso).

A Piazza Affari le vendite hanno nuovamente colpito le banche: Unicredit ha lasciato sul terreno l’1,95%, Ubi B. il 2,1%, B.Mps il 2,79%, B.P.E.Romagna il 2,83%, Intesa Sanpaolo il 3,48%, Mediobanca il 3,78%, B.P.Milano il 5,21% e B.Popolare il 6,56%. Sottotono anche il comparto del risparmio gestito: B.Generali -6,33%, Anima H. -4,53%, B.Mediolanum -4,43%, Finecobank -2,63%, Azimut H. -2,32%.

Fra le peggiori blue chip si segnalano Telecom Italia (-3,79%), YNap (-4,33%) e Unipol (-4,91%). Ha resistito Poste italiane (+0,07% a 6,75 euro): Banca Akros ha avviato la copertura con raccomandazione accumulate e prezzo obiettivo a 7,9 euro. Gli analisti hanno spiegato che i servizi assicurativi e finanziari giocheranno probabilmente un ruolo chiave nella diversificazione dell’offerta di prodotti più redditizi. Sopra la parità anche Saipem (+0,17% a 0,3476 euro): secondo un analista tecnico, l’azione ha effettuato un rimbalzo aggressivo dopo avere toccato un livello di supporto a 0,335.

In discesa Eni (-1,86%) e Tenaris (-1,37%). Pesante Cnh I. (-3,23%), seguita da Leonardo spa (-2,27%) e Fca (-1,85%), mentre Fincantieri si è mossa in decisa controtendenza guadagnando il 5,94%. Continua a soffrire Acea (-4,66%) a causa delle incertezze legate alle elezioni comunali di Roma. Nel resto del listino hanno perso terreno Igd (-6,68%), Astaldi (-4,31%) e Saras (-3,93%).

Nei cambi, l’euro ha chiuso in ribasso a 1,1211 dollari e 118,73 yen.

Per le materie prime, ancora vendite sul petrolio: a Londra il Brent cedeva 66 centesimi a 49,71 dollari e a New York il Wti era scambiato a 48,39 dollari (-49 cent). In lieve discesa l’oro, che perdeva 2 dollari intorno a 1.281 dollari.

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