Gli infortuni nel settore della chimica

’Italia è il terzo produttore chimico europeo, dopo Germania e Francia. La distribuzione delle attività chimiche risulta diffusa su tutto il territorio nazionale. Particolarmente significativa è la presenza in Lombardia, la seconda regione chimica europea per numero di imprese e addetti (45mila addetti – fonte Assolombardia).

L’andamento infortunistico nell’industria chimica nel quinquennio 2010/2014, mostra una costante diminuzione di denunce, passate dai 3.100 del 2010 ai 2.096 del 2014 (-32,4%). Per gli infortuni mortali l’andamento è stato invece altalenante, dai 3 del 2010 ai 9 del 2014 con un picco nel 2012 (12 denunce). Il comparto con la maggior quota infortunistica (38,6% nel 2014) è la “Fabbricazione di prodotti chimici di base, fertilizzanti, materie plastiche e gomme”.

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Dall’analisi della dimensione aziendale si evidenzia come il settore sia caratterizzato dalla rilevanza delle grandi/medie imprese, con un 41,6% di denunce, nel 2014, avvenuti in imprese tra i 50 e 249 lavoratori, e solo il 12,2% in aziende con meno di 10 lavoratori. A livello territoriale, invece, l’attività del Settore risulta incentrata nel nord Italia, con il totale infortuni, tra Nord-Est e NordOvest, pari all’81,5%, contro il solo 4% di quelli verificatisi al Sud. La fascia di età maggiormente colpita è quella tra i 40 e i 44 anni, con una media nel quinquennio del 18,5% degli infortuni. Tra gli infortunati la grande maggioranza è rappresentata da uomini, 81,5% mentre il 20,4% del totale degli infortuni denunciati è accaduto in itinere.

Il numero degli infortuni accertati positivamente, nel 2014, è stato di 1.818, con un decremento del 32,8% rispetto i 2.704 del 2010. Al livello europeo, in base agli indici di frequenza Eurostat, al 2013, ultimo anno disponibile, l’Italia era al 16° posto nella graduatoria per Paese.

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Fonte: INAIL