Danno funzionale o estetico?

IL VOSTRO QUESITO

Premesso che:

– l’assicurato contraente ha stipulato con primaria compagnia polizza incendio nella forma rischi nominati

– che tale contratto esplicitamente prevede “il risarcimento dei danni alle COSE assicurate precisate in Specifica (fabbricati, contenuto, merci), quando tali danni siano prodotti da qualsiasi evento di seguito indicato e denominato RISCHIO GARANTITO. Successivamente a tale premessa l’assicuratore elenca i danni risarcibili identificandoli in:

 

–  tutti i danni materiali subiti dalle cose assicurate cioè
–  dei DANNI DIRETTI verificatesi per effetto di taluno dei rischi garantiti
–  dei DANNI CONSEQUENZIALI verificatesi come conseguenza immediata di taluno dei rischi garantiti, compresi i guasti omissis….
–  dei danni IMMATERIALI conseguenti a danno materiale alle cose assicurate provocato da taluno dei rischi garantiti omissis… risarciti forfettariamente nella misura del 15% 
–  spese di demolizioni e sgomberi
–  onorari dei periti …

Che i RISCHI GARANTITI richiamati sono:

– incendio, autocombustione, fulmine, scoppio, esplosione, implosione
– ecc…
– eventi atmosferici: “Azione violenta di eventi atmosferici, intendendosi per tali: trombe, tempeste, bufere, uragani omissis….GRANDINE omissis…provocata dai predetti eventi.

Non sono risarcibili i danni provocati da detti eventi atmosferici a cose all’aperto, salvo il caso di impianti posti all’aperto per loro natura e destinazione, a tettoie palloni pressostatici ecc.., omissis
Limitatamente ai danni prodotti da sovraccarico di neve e/o dalla GRANDINE ai cosiddetti fragili – intendendosi per tali lastre di cemento amianto, di fibrocemento, manufatti di vetro o materia plastica – 
Anche se facenti parte di fabbricati aperti da uno o più lati la Società NON pagherà per singolo sinistro più di € …… detraendo da detto importo una franchigia DOPPIA rispetto a quella indicata in Specifica.  

    

Il CASO:
Il nostro cliente ha così stipulato, con la società assicuratrice,  la polizza a tutela dell’azienda; le somme assicurate nelle relative partite risultano congrue.
La zona ove l’insediamento è ubicato viene interessata da una violentissima grandinata che non risparmia i beni assicurati. Tale evento danneggia la copertura del fabbricato colpendo:
–  lucernari, vetri retinati, lastre in policarbonato e
–  impianto FOTOVOLTAICO INTEGRATO (800 pannelli totali) che nel frattempo (sei mesi prima dell’evento) l’Assicurato aveva installato sul fabbricato per l’intera estensione della copertura (giova far presente che i pannelli sono stati montati orizzontali rispetto al manto del tetto)

Le lesioni sofferte dall’IMPIANTO FOTOVOLTAICO si possono così riassumere:
–  numero TRE/QUATTRO pannelli distrutti (rottura del vetro e del silicio)
–  numero 500 pannelli LESIONATI (essi presentano evidenti “sbavature di lumaca”, termine “tecnico” usato dall’installatore) dai chicchi di grandine che colpendo il primo strato di vetro ha poi “ammaccato” i conduttori/le piste di silicio.

ATTIVITA’ PERITALE E QUESITO
Il perito nominato dalla compagnia assicuratrice effettua i rilievi e così (sinteticamente) valuterebbe il danno:
–  lucernari, vetri retinati, lastre in policarbonato riconosciuto al 100% (+ spese )
–  impianto FOTOVOLTAICO:
–  per i pannelli distrutti 100% (+ spese)
–  per i pannelli “ammaccati” nulla.

Una relazione tecnica fatta eseguire (in Germania, patria del produttore) per verificare lo stato dei pannelli danneggiati parla di “MICROCRAKS ON SOLAR CELLS” ossia MICROFRATTURE che potrebbero influenzare (in una percentuale minima, in verità) la potenza massima degli stessi. In soldoni, l’impianto funziona nel limite delle tolleranze contrattuali (per ora aggiungo io).
Su quanto sopra esposto poggia la logica per la quale il perito non ritiene di dover riconoscere più di quanto già offerto adducendo ad un non meglio precisato danno con PREVALENZA ESTETICA NON FUNZIONALE.
Qui sta il punto.
Se è vero che nelle polizze all risks (seppur con diverse formulazioni) il danno di NATURA ESTETICA viene ESPLICITAMENTE richiamato tra le esclusioni, così non è per la polizza a rischi nominati, ciò non di meno ed in ragione del contratto come sopra specificato (danni diretti, danni immateriali, danni consequenziali, estensione alla gradine, impianti rientranti nelle definizioni di fabbricati ecc..). Il mio parere a riguardo è che, nel sottolimite di indennizzo e dedotta la franchigia, tale danno dovrebbe essere pagato per la sua interezza (dedotti ove possibile quantificarlo, eventuali recuperi su quella parte di pannelli parzialmente danneggiati).

CONCLUDENDO
–  l’impianto rientra nelle definizioni
–  l’evento c’è stato ed è garantito in polizza (danni diretto = lesione = microraks )
–  i pannelli (distrutti e danneggiati) non hanno più le caratteristiche fisiche pre-evento
–  oggi l’impianto parrebbe funzionare, domani……

Con le dovute estensioni, se la grandinata così descritta avesse:
–  colpito degli autoveicoli su piazzale di una fabbrica o di un concessionario danneggiandone il tetto si tratterebbe anche in questo caso di danno ESTETICO non funzionale ? (l’acqua non entra nel veicolo…)
–  colpito una copertura in pannelli sandwich “bozzandone” l’intera superficie nulla sarebbe dovuto ?
–  colpito doghe metalliche di abbellimento (ad es: in facciata) senza comprometterne la funzionalità ?
Al pari e per assurdo,  i bagnamenti al contenuto (es arredi) non sarebbero risarcibili solo perché le scrivanie non sono marcite?
Quale è dunque il “confine” tra danno estetico danno funzionale ?

L’ESPERTO RISPONDE

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