DI ADRIANO BONAFEDE

«Più di un terzo delle Sgr (68, numero invariato rispetto al 2009) ha chiuso in perdita l’esercizio. Di queste più della metà sono società specializzate nel comparto dei fondi chiusi, in particolare di tipo immobiliare: si tratta principalmente di operatori nati negli ultimi anni, che non hanno ancora raggiunto volumi d’attività tali da consentire la copertura dei costi». La Relazione Annuale della Banca d’Italia ha tracciato un quadro impietoso e disastroso delle società che gestiscono il risparmio degli italiani. Tanto che vien voglia di chiedersi perché così tanti operatori abbiano deciso di occuparsi di un’attività da cui non sanno trarre profitto ma solo perdite. Un terzo del totale circa 23 società perdono, e la metà di quelle che perdono sono sgr immobiliari. La stessa Relazione trova una spiegazione nel fatto che si tratterebbe di “operatori nati negli ultimi anni”. Ma con questi chiari di luna e con un comparto la cui raccolta è in contrazione da almeno un decennio, che speranze ci sono per queste società di raggiungere in tempi ragionevoli adeguati volumi?