di Anna Messia

 

Un altro ostacolo si frappone all’avvio in Italia dell’agenzia antifrode nel settore dell’Rc Auto. Questa volta a frenare il provvedimento, secondo quanto risulta a MF/Milano Finanza, sarebbe il ministero dell’Interno guidato da Roberto Maroni che non gradirebbe affatto l’utilizzo della banca dati della polizia tra le varie fonti informative che dovrebbero essere messe al servizio della nuova agenzia.

 

Un’istituzione che dovrebbe nascere con lo scopo di ridurre le frodi e i falsi sinistri nel settore assicurativo, causa principale dei rincari che hanno colpito le polizze Rc Auto negli ultimi mesi.

Il disegno di legge è già stato licenziato con un voto bipartisan dalla commissione Finanze della Camera con l’obiettivo di approvare il testo direttamente in sede legislativa evitando così il passaggio in aula con un netto taglio dei tempi di approvazione. Ma ora il parere negativo del ministero dell’Interno rischia di provocare un altro rallentamento. Qualche settimana fa era stato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, a sollevare dei dubbi sul documento. In particolare per il passaggio del ddl che prevede l’obbligo delle compagnie di assicurazione di presentare querela in caso di sinistri che le assicurazioni si rifiutano di pagare perché ritenuti sospetti: «il tenore della disposizione non consente di rilevare in quali casi possa scaturire l’obbligo di presentare querela», avevano obiettato gli uffici tecnici del ministero della Giustizia. Un’obiezione che però sarebbe stata superata in questi giorni prevedendo che, in ogni caso, quando le compagnie decidono di chiedere 30 giorni in più di tempo (rispetto ai 30 giorni già previsti dalla legge) per svolgere indagini perché c’è il sospetto che il sinistro Rc Auto sia una frode, debbano comunque segnalare il caso alla magistratura: sia quando alla fine si decidono a pagare il sinistro sia, ovviamente, se si rifiutano di pagare perché i sospetti di frode sono confermati.

Ma sciolto un nodo se ne è presentato subito un altro, che tra l’altro sembra anche più intricato, visto che il ministero dell’Interno avrebbe anche sottolineato i rischi che la nuova Agenzia antifrode possa interferire con il lavoro della polizia, ponendosi come una struttura sovraordinata. Dubbi che rischiano di rompere il fronte bipartisan che aveva caratterizzato l’iter della commissione e di obbligare il ddl al passaggio in Aula. Se anche queste obiezioni non saranno superate il parere negativo del ministero dei Rapporti con il Parlamento appare inevitabile. Nel qual caso l’approvazione in sede legislativa dovrebbe essere abbandonata.

Intanto ieri l’Isvap ha scattato una fotografia aggiornata delle strutture di liquidazione dei sinistri in Italia. Anche nel 2010 le compagnie hanno ulteriormente ridotto quelli che l’autorità di controllo definisce «punti di contatto», ovvero gli uffici dove gli assicurati possono recarsi per ottenere la liquidazione dei sinistri, sia unità di base che uffici periferici. E nonostante i numerosi richiami del presidente Giancarlo Giannini indirizzati alle compagnie per spingerle a rafforzare le strutture di liquidazione dei sinistri, l’ultimo rapporto mostra invece un calo del 10% del numero dei centri liquidazione sinistri nel 2010 rispetto al 2009, e un aumento del numero dei reclami rispetto ai sinistri. (riproduzione riservata)