Nessuno vuole assicurare i senatori

Va deserta la gara di palazzo Madama per il rischio infortuni

 di Stefano Sansonetti  

Niente da fare. Nemmeno una piccola offerta. Nessuno si è presentato alla gara di palazzo Madama per la copertura assicurativa del rischio di infortuni e malattia dei senatori nostrani. E così, per le competenti strutture del senato presieduto da Renato Schifani, non è rimasto altro che dichiarare la gara deserta.

Insomma, tutto da rifare per un bando che pure si presentava piuttosto ghiotto, almeno a livello economico. Si trattava infatti di un servizio stimato in 14,7 milioni di euro, anche se spalmati su sei anni.

Evidentemente devono essere state altre questioni a tenere alla larga dalla commessa gli operatori del settore. Anche perché in realtà il bando, comprensivo di diversi lotti, non è stato trascurato integralmente. Il lotto relativo alla copertura del rischio assoluto di morte, infatti, è stato aggiudicato al gruppo Generali. Si tratta, però, della parte del bando che valeva di meno, dal momento che la base d’asta era stata fissata in 8,7 milioni di euro. Durante la giornata di ieri, nonostante i ripetuti tentativi fatti al telefono da ItaliaOggi, non è stato possibile sapere dagli uffici di palazzo Madama a quale prezzo definitivo sia stato aggiudicato il servizio al Leone di Trieste, che per la precisione ha incassato la commessa attraverso Ina Assitalia in qualità di azienda delegataria, in coassicurazione proprio con Assicurazioni Generali.

Di sicuro a far notizia è più che altro il fatto che il lotto più succoso, quello sugli infortuni, sia andato completamente deserto. Dai relativi documenti di gara si apprende che il servizio aveva a oggetto una convenzione assicurativa per «il caso di morte o di invalidità permanente da infortunio e di invalidità permanente da malattia degli onorevoli senatori; eventi speciali relativi agli onorevoli senatori; il caso di morte o di invalidità permanente da infortunio e di invalidità permanente da malattia per il personale in servizio; danni ai beni mobili e immobili e responsabilità civili diverse (detta anche all risk)».

Il lotto aggiudicato alle Generali aveva invece a oggetto la stipula di una convenzione assicurativa «per il caso di morte (rischio assoluto) degli onorevoli senatori». Sta di fatto che al momento il Leone di Trieste è l’unico erede del colosso assicurativo americano Aon, che ha finora gestito il servizio di copertura assicurativa del senato. Di più, perché i documenti di gara spiegano che palazzo Madama, «ai fini dell’espletamento della presente procedura, si è avvalsa e si avvale della collaborazione del broker Aon spa, aggiudicatario di precedente gara d’appalto.