Contributi volontari maggiorati

La spesa minima è di 2.715 euro, pari a 390 euro in più

Pagina a cura di Daniele Cirioli

Primo appuntamento, a fine mese, con il versamento dei contributi volontari per il 2011. Scade il 30 giugno, infatti, il termine per pagare i contributi relativi al I trimestre. Quest’anno occorre una spesa minima di 2.715 euro per coprire un anno di contribuzione con la volontaria; se si è stati autorizzati dopo il 31 dicembre del 1995, bisogna spendere 390 euro in più (Inps, circolare n. 52/2011). Sono interessati anche i lavoratori occasionali (retribuiti tramite i voucher) che possono versare la volontaria anche per gli stessi periodi interessati da occupazioni con prestazioni di tipo accessorio. I contributi volontari. Due le ragioni per versare i contributi volontari: per perfezionare i requisiti contributivi necessari a raggiungere il diritto a una prestazione pensionistica; oppure per incrementare l’importo della futura pensione a cui si avrebbe diritto, se sono già stati perfezionati i requisiti contributivi richiesti. Perciò interessati a versare i contributi volontari sono i soggetti che non hanno più un lavoro: i disoccupati. Per effettuare i versamenti volontari occorre ottenere l’autorizzazione dall’Inps, il cui rilascio è però subordinato alla cessazione o all’interruzione del rapporto di lavoro che ha dato origine all’obbligo assicurativo. L’autorizzazione può essere concessa anche se il rapporto di lavoro (subordinato o autonomo) non è cessato nel caso di: sospensione dal lavoro, anche per periodi di breve durata se tali periodi sono assimilabili alla interruzione o cessazione del lavoro (aspettativa per motivi di famiglia); sospensione o interruzione del rapporto di lavoro previsti da specifiche norme di legge oppure disposizioni contrattuali successivi al 31 dicembre 1996 (congedi per formazione, congedi per gravi e documentati motivi familiari, aspettativa non retribuita per motivi privati o malattia, sciopero, interruzione del rapporto di lavoro con conservazione del posto per servizio militare) in alternativa alla possibilità di riscatto; attività svolta con contratto di lavoro part-time, se effettuati a copertura o a integrazione dei periodi di attività lavorativa svolta a orario ridotto; integrazione dei versamenti per attività lavorativa svolta nel settore agricolo con iscrizione per meno di 270 giornate complessive di contribuzione effettiva e figurativa nel corso dell’anno. Infine, possono richiedere l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria anche i lavoratori iscritti alla gestione separata (i lavoratori parasubordinati, come co.co.co., lavoratori a progetto). Non possono, invece, effettuare versamenti volontari i titolari di pensione diretta a carico dell’Inps o di altre forme di previdenza obbligatorie (Stato, Cpdel, Inpdai) o delle Casse di previdenza dei liberi professionisti. I requisiti. Per ottenere l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria, l’assicurato deve poter far valere uno dei seguenti requisiti: almeno cinque anni di contributi (pari a 260 contributi settimanali ovvero a 60 contributi mensili) indipendentemente dalla collocazione temporale dei contributi versati; almeno tre anni di contribuzione nei cinque anni che precedono la data di presentazione della domanda. I requisiti richiesti, per ottenere l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria, devono essere perfezionati con la contribuzione effettiva (obbligatoria, volontaria e da riscatto), escludendo la contribuzione figurativa a qualsiasi titolo accreditata. Aspetto importante è questo: l’autorizzazione, una volta concessa, non è soggetta a decadenza; per cui i versamenti volontari, anche se interrotti, possono essere sempre ripresi in qualsiasi momento senza dover presentare una nuova domanda. Le novità per il 2011. Le somme da versare per quest’anno, diverse a seconda della decorrenza dell’autorizzazione, sono già indicate sui bollettini di conto corrente postali che vengono inviati dall’ente di previdenza. L’esistenza di due diversi importi per il contributo settimanale è dovuta al fatto che coloro che sono stati autorizzati a versare la volontaria dopo il 31 dicembre 1995 pagano sulla base di un’aliquota maggiore. L’ammontare del contributo volontario si ottiene, infatti, applicando alla retribuzione di riferimento (quella dell’ultimo anno di lavoro), l’aliquota contributiva vigente che per gli ex lavoratori dipendenti è pari al 27,87%, per i soggetti autorizzati sino al 31 dicembre 1995, e al 31,87% (32,87% per le quote eccedenti i 43.042,00 euro annui), per le autorizzazioni successive. Quest’ultima aliquota (autorizzati dal 1° gennaio 1996 in poi) è destinata a salire gradualmente sino a che raggiungerà l’aliquota obbligatoria piena del 33%. Esiste anche una retribuzione base (minimale), pari al 40% del minimo di pensione mensile. In altri termini, per il 2011, con un minimale di retribuzione settimanale pari a 187,34 euro il contributo non può essere inferiore a 52,22 euro per i soggetti autorizzati sino al 31 dicembre 1995 e a 59,70 euro e per chi è stato autorizzato dal 1° gennaio 1996 in poi. Tra gli interessati alla volontaria ci sono anche gli ex lavoratori domestici, i quali quest’anno pagano 24,35 euro la settimana (per loro non esistono classi di contribuzione), oppure 31,84 euro, se l’autorizzazione è successiva al 31 dicembre 1995. Per pagare occorre utilizzare gli appositi bollettini di conto corrente postale già predisposti dall’Inps. Lavoro occasionale. Il sistema dei voucher, ossia l’assicurazione a favore di chi effettua prestazioni occasionali di tipo accessorio, prevede che la contribuzione relativa affluisca alla gestione separata oppure, nel caso di prestazioni rese nell’ambito dell’impresa familiare, al Fpld (Fondo pensioni lavoratori dipendenti). Sebbene la normativa di base dispone che non possa essere ammessa contribuzione volontaria per contestuali periodi di previdenza obbligatoria, l’Inps ha invece precisato che nel caso dei voucher (circolare 91/2010) non opera l’incompatibilità tra prosecuzione volontaria e contribuzione proveniente da lavoro occasionale accessorio, affluita alla gestione separata o al Fpld

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