Cattolica, nel piano 2011-2013 previsto il raddoppio dell’utile

Il piano d’impresa 2011-2013 di Cattolica Assicurazioni prevede per il 2013 un raddoppio dell’utile consolidato a 140 mln euro (70 mln in 2010), con un forte miglioramento in particolare della redditività del ramo vita.
L’utile di gruppo, si legge in una nota, è stimato a 120 mln da 62 milioni nel 2010 e una politica di dividendi attrattiva (payout non inferiore al 60%). E’ previsto un consolidamento ulteriore della redditività tecnica dei rami Danni con un miglioramento di circa 3pp del combined ratio che risulterà inferiore al 95% da 97,7% del 2010. La raccolta premi danni è prevista in aumento da 1,594 mln del 2010 a 1,790 mln al 2013 registrando una crescita media annua di circa il 4%, 2pp in più rispetto al mercato. Il rapporto sinistri a premi è previsto al 70% (71,2% in 2010), l’utile netto Danni a 90 mln (54 mln in 2010). E’ prevista inoltre una crescita del Roe al 9% (5% in 2010), un Rote al 12% (8% nel 2010), un utile netto danni a 90 mln e un target Solvency II ratio oltre il 130%.

Per quanto riguarda il ramo vita, le riserve cresceranno dagli attuali 12,1 mld a 13,8 mld; il valore della nuova produzione passerà dagli attuali 24 milioni a 45 mln nel 2013; l’utile vita a 50 mln da 25 mln in 2010. E’ prevista una riduzione strutturale dei costi con un risparmio nell’arco di piano di 25 mln. L’aumento della redditività e la crescita saranno accompagnati da un presidio rigoroso della solidità finanziaria in ottica Solvency II (target minimo al 2013 pari a 130%) e del mantenimento di un rating di categoria “A”.

Dal punto di vista industriale, il Piano di Cattolica si sviluppa lungo sette direttrici che riguardano: il miglioramento della redditività del business vita, il consolidamento dell’eccellenza tecnica e della redditività del ramo danni con particolare attenzione allo sviluppo dell’offerta alle Piccole Medie Imprese, il potenziamento della capacità distributiva, l’orientamento delle scelte di business in ottica Solvency II, la riduzione strutturale dei costi e presa di beneficio della trasformazione dei sistemi It, il rafforzamento delle competenze tecnico professionali di tutte le risorse umane del gruppo e il miglioramento del livello di comunicazione ai mercati finanziari, agli azionisti e alla base sociale per valorizzare il gruppo Cattolica.

Durante la conferenza stampa di presentazione del piano d’impresa l’a.d. Giovan Battista Mazzucchelli ha precisato che “la compagnia non ha nessuna intenzione di procedere ad un aumento di capitale” poiché prevediamo un Solvency II ratio superiore al 130% nel 2013 e per la disponibilità di un’elevata flessibilità finanziaria (ad esempio spazi di computabilità per un debito subordinato fino a 300 mln euro).

L’assemblea ha rinnovato la delega al Cda a procedere ad un aumento fino a 500 mln, ma non intendiamo utilizzare questa possibilità. Inoltre in questa fase non prevediamo acquisizioni particolari. La possibilità di effettuare l’aumento sarà esercitata solo se dovessero presentarsi delle occasioni per noi irrinunciabili”.

Infine Mazzucchelli ha confermato che Cattolica parteciperà all’aumento di Ubi B. perché la banca “è un partner storico” e l’investimento nell’istituto di credito è “positivo anche per la valenza di accordi che abbiamo” nella bancassicurazione.