RC SANITARIA

COSA RILEVA IL BOLLETTINO STATISTICO IVASS: PUBBLICO IN AUTO‑RITENZIONE, PRIVATO IN RECUPERO TECNICO E UN MERCATO SEMPRE PIÙ OLIGOPOLISTICO

Autore: Leandro Giacobbi
ASSINEWS 386 – Giugno

Nel mese di aprile IVASS ha pubblicato il Bollettino Statistico su “I rischi da responsabilità civile generale e sanitaria”, analizzando l’andamento delle coperture nel 2024, confrontandolo con le annualità precedenti a partire dal 2019. In questo contributo analizzeremo la sola RC Sanitaria, dato che la RCG è già stata esaminata in un articolo apparso su ASSINEWS. it il 5 maggio scorso. Innanzitutto, il Bollettino scorpora l’analisi in tre grandi aree:

  • Strutture sanitarie pubbliche
  • Strutture sanitarie private
  • Personale sanitario;

poiché ciascuna di queste aree presenta caratteristiche tecniche e dinamiche evolutive profondamente differenti. In sintesi, nel 2024 i premi per la RC Sanitaria ammontano a 691 milioni di euro, in riduzione del -2,2% rispetto al 2023, ma comunque su livelli superiori a quelli osservati per gran parte del decennio precedente.

Nella scomposizione per settore la riduzione risulta particolarmente elevata nelle Strutture pubbliche, molto contenuta nel Personale sanitario, mentre le Strutture private espongono un incremento del 6,7%.

Il portafoglio come si è modificato negli ultimi 11 anni

Nel report sotto riportato abbiamo riassunto alcune tavole del Bollettino del 2013 e del 2024 per evidenziare le variazioni più significative. Il settore delle Strutture sanitarie pubbliche presenta una forte diminuzione dei premi e degli assicurati dovuto alle forme di auto-retenzione. Le strutture che scelgono l’auto-ritenzione costituiscono un fondo dedicato, alimentandolo tramite accantonamenti annuali specificamente destinati a far fronte ai risarcimenti per responsabilità sanitaria.

Il sistema di gestione del rischio RC Sanitaria nelle strutture pubbliche è tuttavia eterogeneo. In molte regioni coesistono, anche all’interno della stessa struttura, forme di copertura assicurativa e meccanismi di auto-ritenzione. Una forma mista tipicamente adottata prevede l’utilizzo congiunto della copertura assicurativa e dell’autoritenzione, la quale copre i sinistri fino a una determinata soglia, mentre per importi superiori interviene la copertura assicurativa.

Nonostante questo supporto di Finanziamento pubblico che ha determinato una diminuzione del numero dei denunciati (-27%), il premio medio è quasi raddoppiato (+47,5%), ma soprattutto il rapporto sinistri/ premi dell’anno di generazione è drammaticamente elevato con il 108%.

Il settore delle Strutture sanitarie private, invece, ha un aumento del numero degli assicurati rilevante, più che raddoppiato, che quindi ha trainato l’incremento della raccolta premi con un +76% in undici anni.

Il rapporto sinistri/premi ha raggiunto una situazione quasi accettabile, passando dal 188% del 2013 all’84% del 2024 (attenzione: con questo s/p il combined ratio è ancora critico) e questo miglioramento ha permesso di ridurre il premio medio di 18 punti percentuali. Il settore del Personale sanitario costituisce la componente più profittevole della RC Sanitaria: tutti i dati sono in crescita, mentre il numero di sinistri rimane pressoché costante a fronte di un aumento degli assicurati del 31% e di un rapporto sinistri/premi molto positivo (57%).

Una possibile spiegazione riguarda l’ampliamento delle platee obbligate alla copertura assicurativa e l’effetto della Legge Gelli‑Bianco: molte richieste vengono indirizzate prima alla struttura (responsabilità contrattuale), mentre il sanitario risponde solo in via sussidiaria. Questo sposta una quota di sinistri dalla persona alla struttura, riducendo la crescita dei denunciati individuali.

A ciò si aggiunge l’introduzione di protocolli clinici sempre più stringenti, che hanno probabilmente contribuito a ridurre i comportamenti negligenti nella pratica quotidiana. Indipendentemente dalle cause, questa tendenza merita un approfondimento perché rappresenta un segmento potenzialmente molto profittevole per le imprese di assicurazione, nonostante la tradizionale diffidenza di molte Compagnie verso questa area della RC professionale.

La concentrazione del mercato

Il mercato della RC Sanitaria si caratterizza per un elevato grado di concentrazione, significativamente superiore a quello osservato nel ramo RC Generale nel suo complesso (cfr. report del Bollettino di seguito riportato). Nel 2024, le prime cinque imprese (su 32 che offrono coperture di RC Sanitaria) raccolgono l’81,1% dei premi totali del settore.

Il settore delle Strutture sanitarie pubbliche presenta il livello di concentrazione più elevato: le prime cinque imprese raccolgono il 99,2% dei premi, e i primi due operatori rappresentano l’87,2% del mercato in termini di raccolta. Per IVASS l’elevata concentrazione riflette molteplici fattori tra cui: l’incertezza nella quantificazione del rischio sanitario, insufficiente profittabilità, crescita eccessiva dei risarcimenti e l’intensità del contenzioso.

In effetti, l’immagine che ne deriva è che le prime 10 imprese, per poter assorbire le perdite delle Strutture sanitarie pubbliche, si vedono costrette ad alimentare il portafoglio con i settori più profittevoli da cui deriva un andamento tecnico complessivo intorno all’80% (cfr. rapporto s/p totale 2024: 82%).

Il dato da sottolineare è che tra le 32 imprese che operano nel settore della RC del Personale sanitario, le prime 10 detengono il 90,5%, per cui le restanti 22 gestisco il rimanente 9,5% del portafoglio che abbiamo visto profittevole.

È vero che, nel comparto pubblico, le perdite vengono totalmente assorbite dalle prime 10 imprese; tuttavia, una situazione di oligopolio rimane problematica e andrebbe evitata, perché riduce la pressione competitiva e limita le alternative disponibili per le strutture.

In definitiva, per le Strutture sanitarie pubbliche le alternative restano limitate: ricorrere al finanziamento pubblico (totale o parziale) oppure richiedere quotazioni a un numero molto ristretto di Compagnie. Una configurazione che, di fatto, conferma la natura oligopolistica del mercato.

L’auto-ritenzione del rischio nelle strutture sanitarie pubbliche

Nella parte finale del Bollettino, IVASS approfondisce il tema dell’auto-ritenzione, di cui abbiamo fatto già cenno precedentemente, ma che è quanto mai opportuno riprendere perché su questa scelta si “gioca” una voce rilevante del bilancio delle Strutture sanitarie pubbliche.

Innanzitutto, IVASS ci fornisce un report che riassume quale sia il volume dei fondi e degli accantonamenti annuali che li sostengono finanziariamente. Le “colonne viola” rappresentano i volumi degli accantonamenti annuali che sono quantificati dalla scala in milioni di euro sulla sinistra, per cui nel 2023 hanno superato i 500 milioni di euro.

La “linea nera” rappresenta l’ammontare dei fondi, la cui scala di riferimento è a destra sempre in milioni di euro, per cui nel 2023 essi hanno raggiunto un importo superiore a 2.000 milioni di euro. Su questi dati IVASS afferma che “gli accantonamenti in auto‑ritenzione e i premi pagati per assicurazioni su rischi da RC Sanitaria sono confrontabili, essendo risorse stanziate annualmente a fronte dello stesso rischio”.

Questa assimilazione, tuttavia, richiede alcune precisazioni. I premi assicurativi rappresentano una spesa annuale che trasferisce il rischio all’impresa di assicurazione; gli accantonamenti, invece, alimentano un fondo pluriennale che non si esaurisce a fine esercizio.

La loro funzione economica è quindi diversa: il premio è un costo ricorrente, mentre l’accantonamento è un’integrazione patrimoniale di un fondo destinato a coprire anche i sinistri di anni precedenti.

Perché le due grandezze fossero realmente confrontabili, il fondo dovrebbe azzerarsi ogni anno, così che l’accantonamento rappresenti l’intero costo del rischio dell’esercizio, analogamente al premio. Poiché ciò non avviene, l’equiparazione proposta da IVASS va correttamente interpretata: confronta un flusso annuale (il premio) con un versamento incrementale che modifica uno stock pluriennale (il fondo).

Si tratta quindi di grandezze non omogenee, la cui comparazione rischia di generare interpretazioni fuorvianti sul reale costo del rischio sanitario per le strutture pubbliche.

Conclusioni

La RC Sanitaria cambia volto: meno premi, più auto‑ritenzione, un mercato sempre più concentrato e un segmento – quello del personale sanitario – che sorprende per redditività.

Ma dietro i numeri emergono criticità che non possono essere ignorate: la sostenibilità del modello pubblico, la scarsità di operatori e la necessità di metriche più omogenee per valutare il rischio.

Il 2024 non chiude un ciclo: lo apre. Soprattutto, se il Bollettino IVASS consente ai cittadini di conoscere l’andamento tecnico assicurativo della RC Sanitaria, sarebbe auspicabile un documento altrettanto semplice, chiaro ed esauriente sul risultato contabile dell’auto‑ritenzione.

Solo così si può garantire una piena consapevolezza della gestione della finanza pubblica in un ambito tanto delicato.

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