Il Bollettino IVASS 2024 sulla RCG conferma una tendenza che il mercato percepiva da mesi: i sinistri costano sempre di più, anche se ne denunciano meno.

di Leandro Giacobbi

Nel mese di aprile IVASS ha pubblicato il Bollettino Statistico su “I rischi da responsabilità civile generale e sanitaria”, analizzando l’andamento delle coperture nel 2024 e confrontandolo con le annualità precedenti a partire dal 2019.

Va subito sottolineato che la sezione sulla RCG è veramente complessa da interpretare perché si tratta di un business contraddistinto dalle componenti retail e corporate con caratteristiche totalmente differenti a livello di rischi assicurati; poi, nel corporate abbiamo una serie di rischi rilevanti e totalmente differenti, come ad esempio gli infortuni sul lavoro, la responsabilità da prodotto, da inquinamento e la RC professionale. In questo scenario, però, IVASS offre un dettaglio puntuale sulla responsabilità civile sanitaria (segmento che richiede un’analisi autonoma e che sarà oggetto di un successivo approfondimento), che non è poca cosa per i volumi e per la complessità, se si tiene conto che i premi contabilizzati 2024 della RCG ammontano a 4.157 milioni di euro di cui 691 riguardano la RC Sanitaria, quindi il 16,6%.

RC GENERALE: L’ANDAMENTO TECNICO

Il 2024 è contraddistinto da un peggioramento del risultato tecnico, al netto della riassicurazione, del 23,1% rispetto al 2023; il risultato tecnico resta positivo, ma il costo dei sinistri presenta un preoccupante aumento.

La Tavola 7 – Sintesi del conto tecnico del ramo – permette di avere una fotografia molto intuitiva.

 

I premi di competenza nel 2024 rispetto al 2023 sono aumentati del 4,5% (da 3.954 a 4.133 milioni di euro), mentre gli oneri relativi ai sinistri sono passati da 1.561 a 1.933 milioni di euro con un incremento percentuale del 23,8%. Questo aumento è da attribuire alla riservazione perché il pagato 2024 è in linea con il 2023 (cfr. Tavola 3 riportata più avanti), il numero di sinistri denunciati è diminuito nel 2024 dell’1,3% e la frequenza è costante, come risulta dalla Tavola 2 – Numero dei sinistri denunciati e con seguito.

Inoltre, la Tavola 2 evidenzia che le unità di rischio sono diminuite dello 0,2%, quindi sembrerebbe un business – a livello di quantità di rischi – in recessione. Per approfondire abbiamo inserito nella Tavola 2 le annualità a partire dal 2014 da cui emerge che le unità di rischio crescono sempre dal 2016. In sintesi, il decennio 2015-2024 è stato contraddistinto dai seguenti aspetti:

  • le unità di rischio in aumento: +35% dal 2014;
  • i sinistri denunciati in diminuzione: -5% dal 2014;
  • la frequenza in diminuzione: – 32% dal 2014;
  • il 2024 presenta in controtendenza una diminuzione delle unità di rischio, ma dato che la frequenza è uguale al 2023, questa diminuzione è stata assorbita dalla riduzione del numero dei denunciati.

Alla luce di questi indicatori, qual è davvero lo stato di salute del business RC Generale?

IL PUNTO CRITICO DELLA RC GENERALE: IL COSTO MEDIO

In effetti, la politica di riservazione presenta un notevole aumento nel quinquennio 2019-2024 (+32,6%), mentre il pagato ha una crescita inferiore pari al 15,6%, come dalla Tavola 3 confrontando i numeri del 2019 e del 2024.

Questa situazione deve essere poi confrontata con la velocità di liquidazione, aspetto dolente della RCG, dove la Tavola 6 ci segnala che la velocità per importi (non per numero di sinistri) è decisamente bassa; infatti, al 3° anno si liquida il 50% della stima dei sinistri e, pertanto, sul riservato va anche a pesare un ultimo triennio post Covid molto gravato dall’indice inflattivo che si aggira su un 12% complessivamente.

IL CONTO TECNICO DELLA RC GENERALE

Le osservazioni suindicate trovano una perfetta sintesi nel conto tecnico riportato alla Tavola 9

dove il loss ratio dell’esercizio presenta un leggero aumento rispetto al 2023, ma il dato che crea maggiore scompiglio è il loss ratio di bilancio perché il recupero sul riservato degli anni precedenti è di solo 8,3% (da 55,1% a 46,8%) ed è la percentuale più bassa per tutte le annualità precedenti (ad esempio, nel 2019 era stato il 25,4% e nel 2023 il 14,6). Dato che l’expense ratio è pressoché costante il combined ratio di bilancio si attesta al 79,6%. Si tratta di un risultato che conferma un andamento favorevole della gestione tecnica, ma con una progressiva compressione della redditività rispetto all’anno precedente e, quello che preoccupa maggiormente, con segnali di inversione rispetto agli anni precedenti. Saranno i dati 2025 a dirci se il 2024 rappresenta un’anomalia contingente o l’inizio di una deriva strutturale del business.

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