Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Da quando nel mercato finanziario sono iniziate a circolare indiscrezioni su possibili accordi bancassicurativi di Generali con Unicredit o con Mps (visto l’avvicinarsi a scadenza della jv con Axa) gli agenti della compagnia triestina hanno subito alzato il livello di attenzione. «Bisogna stare attenti a conservare valore. La rete agenziale è un asset centrale per Generali con competenze che nessuna banca, nessun algoritmo e nessun call center possono replicare nel breve termine», dice convinto Federico Serrao, presidente del gruppo agenti Generali Italia (Ga-Gi) che con 6,2 miliardi di premi annui e 1.200 imprenditorie rappresenta circa la metà del business assicurativo intermediati dalle reti agenziali in Italia. «A differenza di altre compagnie che hanno spinto sulla bancassurance, Generali in Italia ha scelto storicamente di mettere al centro della sua strategia la rete degli agenti. Una fiducia che è stata ripagata come dimostra anche il bilancio 2025 chiuso con utili di gruppo record», continua.
Tra le leve strategiche per attivare il risparmio italiano e metterlo in moto tramite investimenti la più sentita dall’industria è quella della previdenza complementare. Nell’ultima riforma della previdenza, ha detto la presidente di Assogestioni Maria Luisa Gota in occasione della conferenza di apertura del Salone del Risparmio di Milano, «abbiamo trovato molti dei nostri cavalli di battaglia: dall’iscrizione di default al comparto life cycle alla maggiore flessibilità in uscita». La numero uno dell’associazione di categoria ha sottolineato però che, oltre alle riforme tecniche, è necessario «diffondere una cultura previdenziale, anche tramite iniziative di collaborazione tra pubblico e privato».
La rivoluzione della mobilità auspicata negli ultimi anni non si sta materializzando nei tempi e nei modi attesi. Anzi, rischia di avere effetti opposti su consumatori e mercato. È quanto emerge dalla ricerca «Il futuro sbagliato della mobilità. Rimettere il cliente al volante del settore per evitare l’uscita di strada», realizzata da Aniasa e Bain & Company e presentata ieri a Milano. Lo studio fotografa un settore in forte discontinuità, ma lontano dalla narrativa dominante: l’auto privata resta centrale, mentre car sharing, monopattini e altre soluzioni condivise rimangono di nicchia. Anche l’elettrico cresce, ma in modo disomogeneo e fortemente dipendente da incentivi e campagne promozionali, con una quota che in Europa potrebbe attestarsi attorno al 30% al 2030, ben al di sotto delle aspettative più ambiziose degli ultimi anni.
Avvia la collaborazione con Agos nell’attività di cessione del quinto della pensione.
Ieri a Roma evento dedicato al tennista Jannik Sinner in qualità di nuovo global ambassador del gruppo assicurativo, guidato in Italia dall’amministratore delegato Giacomo Campora.

Silver economy sempre più luccicante cavalcando redditi complessivi per oltre 400 miliardi di euro l’anno, che generano a loro volta oltre il 35% dei consumi. Eppure anche il giro d’affari, che ruota intorno ai consumatori over 65 italiani, ha i suoi chiaroscuri: uno stato o meno di buona salute che permetta di accedere a tanti prodotti e servizi (dal turismo ai consumi fuori casa) o l’eventuale carico economico di figli e nipoti o ancora, come per tanti, il peso degli attuali rigurgiti inflattivi. Senza dimenticare in aggiunta che la popolazione più agé è polarizzata tra chi ha una capacità economica molto bassa e, in particolare, un contenuto 17-20% con redditi elevati. Comunque, sta di fatto che la silver economy italiana tenderà a brillare ancora di più nei prossimi anni, per effetto tra l’altro dell’invecchiamento progressivo dei cosiddetti Baby boomer (nati tra il 1945 e il 1965), economicamente più agiati di altre generazioni.
Parte bene il primo trimestre di Unicredit con il piano strategico aggiornato: l’utile netto di 3,2 miliardi di euro, in aumento del 16% su base annua, si colloca al 20% sopra le attese del consenso degli analisti, portando a migliorare le stime annuali. L’a.d. Andrea Orcel ha evidenziato il 21esimo trimestre consecutivo di crescita. I ricavi sono saliti del 5% a 6,9 miliardi. Il risultato netto assicurativo è cresciuto dell’8% a 2,5 miliardi, mentre il margine d’interesse è diminuito del 2% a 3,6 miliardi. Per l’intero esercizio la previsione dell’utile netto è migliorata ad almeno 11 miliardi.
Il 2025 è stato un anno da record per il risparmio gestito, ma occorre spingere ancora sull’acceleratore, dal momento che il 30% del risparmio delle famiglie in Europa non è investito: lo ha riferito Maria Luisa Gota, presidente di Assogestioni, in occasione del Salone del risparmio. Gota ha spiegato che l’anno scorso il patrimonio gestito ha raggiunto 2.636 miliardi, oltre 100 mld in più rispetto al 2024.
ha concluso un round di finanziamento da 5 milioni, portando il totale raccolto dal 2022 a 20 mln.
Crescono gli infortuni, sia in occasione di lavoro sia in itinere, ma calano in entrambi i casi gli incidenti mortali. Secondo i dati diffusi ieri dall’Inail e relativi al primo trimestre 2026, per la modalità in occasione di lavoro gli infortuni sono aumentati del 4,4% mentre i decessi hanno fatto registrare un -6,8%; per la componente in itinere invece le denunce di infortunio sono cresciute del 9,6% e i casi mortali sono scesi del 10,2%.

 

Nel 2025 in Italia sono nati 355mila bambini (-3,9% rispetto al 2024). Anche stavolta i dati dell’Istat – pubblicati a fine marzo – sono stati accompagnati dai titoli di giornali sul nuovo record negativo e sull’inverno demografico. Il senso di déjà-vu è perfettamente giustificato, perché siamo di fronte a una tendenza consolidata che finora nessuna politica pubblica è riuscita neppure a fermare, se non proprio a invertire. L’Istat ha stimato un numero medio di figli per donna pari a 1,14 nel 2025.
Si accendono i motori sulla rampa di lancio dell’euro digitale. Tagliato il traguardo del regolamento, che Parlamento e Consiglio europeo promettono sarà approvato entro fine anno, la Banca centrale europea si prepara per lanciare nella seconda metà del 2027 il programma pilota. Si tratta di una fase di rodaggio decisiva per testare il funzionamento dell’infrastruttura e il raggiungimento concreto dei molteplici obiettivi della moneta di banca centrale in forma elettronica: sovranità e autonomia monetaria, ma anche e soprattutto inclusione, privacy, trasparenza, costi equi, convenienza o meglio ancora opportunità di profitto e soddisfazione per tutti, cittadini, banche, imprese e commercianti.
Nel primo trimestre per Axa premi lordi in crescita del 6% a 38, di cui 21,5 miliardi (+4%) derivanti dal ramo Danni e 16,5 miliardi (+8%) dal Vita. Il coefficiente Solvency II al 211% al 31 marzo 2026.
Per Sosteneo il primo fondo, da 700 milioni (inclusi co-investimenti per 80 milioni), completamente allocato con un’ultima fiche piazzata sul biogas in Lombardia e per un “impatto” complessivo – tra capitale e debito – di circa 2,2 miliardi, di cui il 60% in Italia. La conferma del forte impegno della controllante Generali, che tra primo e secondo fondo (da 1 miliardo) ha puntato sul progetto, secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore, ben 800 milioni. La piattaforma di Generali Investments specializzata sulle infrastrutture green, è a uno snodo chiave del suo percorso e il suo Ceo e Cio Europa, Umberto Tamburrino, rivendica con soddisfazione il fatto che, finora, sono stati centrati tutti i target.
Ai fini della disciplina agevolativa dell’Ace (oggi abrogata) le polizze assicurative non vanno a sterilizzare la base imponibile. È questa la conferma dei giudici di secondo grado della Lombardia, con la sentenza 767 depositata lo scorso 10 aprile 2026, che ricalca l’impianto dei giudici di primo grado (si veda «Il Sole 24 Ore» del 25 ottobre 2024). Ciò anche per quanto concerne la circostanza per cui la posizione espressa dalle Entrate vincola al massimo gli uffici, ma essendo solo un parere di parte non riveste assolutamente alcuna funzione normativa.
La Cassazione, con la sentenza 9570/2026, ha affermato che il condomino che installa un impianto di videosorveglianza nella propria abitazione, a tutela della sua proprietà e per fini esclusivamente personali, non deve ottenere l’approvazione dell’assemblea, né osservare la disciplina relativa al trattamento dei dati personali di cui al Codice della privacy, a condizione che l’angolo di visuale delle telecamere non si estenda alle parti comuni.
L’uso del numero di telefono cellulare del condomino da parte dell’amministratore non si configura come una facoltà ordinaria, generale e automaticamente giustificata dal ruolo gestorio. La lettura coordinata dei provvedimenti del Garante per la protezione dei dati personali conduce, al contrario, a una conclusione rigorosa: il recapito telefonico è dato personale, il suo trattamento deve restare confinato a ciò che è realmente necessario e il cellulare, salvo consenso o provenienza da elenchi pubblici, può essere utilizzato solo in ipotesi eccezionali.