Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
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Dalle app una marea di dati per la pubblicità: il 56% delle app condivide le informazioni personali per pubblicità di terze parti, mentre il 76% delle applicazioni dichiara di utilizzare i dati degli utenti per pubblicità o marketing dello sviluppatore delle app stesse. Inoltre, il 96% delle app elabora le informazioni per statistiche (analytics) relative al comportamento degli utenti e l’84% dei dati serve a personalizzare l’esperienza dell’utilizzatore, per esempio consigliando prodotti specifici. Infine, i dati vengono raccolti per la funzionalità dell’app, come l’autenticazione degli utenti e l’attuazione di misure di sicurezza: il 98% delle app raccoglie dati per garantire il corretto funzionamento. Sono questi i risultati di una ricerca diffusa dal portale Truffa.net, che ha analizzato i termini e le condizioni sulla privacy delle app più popolari in Italia. La ricerca (la versione completa è disponibile alla pagina https://www.truffa.net/news/dati/app-aggressive-raccolta-dati-personali.html) si inserisce in un quadro di estremo interesse, considerato il mercato (16 milioni di italiani usano almeno un’app) e i rischi (nel 2025 al Garante della privacy sono pervenute 2415 segnalazioni di data breach).
Anche se c’è il rischio di sovrapposizioni, la tutela contro app intrusive e lesive si può giocare su più livelli. Per orientarsi tra tutte queste possibilità, l’interessato deve analizzare il suo caso, capire quali sono i suoi obiettivi e percorrere la o le strade utili a raggiungerli. Illegittimo uso di dati personali. È competente il Garante della privacy, al quale si può inviare un reclamo o una segnalazione. Pratiche commerciali scorrette. È competente l’Agcm, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, alla quale si possono inoltrare esposti in materia di interfaccia ingannevoli, costi occulti, raccolta dati in cambio di servizi apparentemente gratuiti, pubblicità subdola o inveritiera, consenso forzato, informazioni opache e anche per segnalare abusi di posizione dominante. Violazioni del Dsa. È competente l’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, quale coordinatore italiano del Digital Service Act.
Continuano a crescere le reti d’impesa. Lungo la penisola, nel 2025, sono stati 10.361 i contratti di rete attivi, (+7,6% rispetto al 2024), con il coinvolgimento di circa 53 mila imprese, in crescita del 5,2% rispetto ai dodici mesi precedenti. Sul fronte occupazionale, le imprese in rete hanno impiegato oltre 1 milione e 743 mila addetti.
Cresce l’offerta delle assicurazioni pensate per chi viaggia con il proprio animale con soluzioni dedicate, capaci di intervenire in situazioni specifiche come incidenti durante il trasporto, malattie improvvise o infortuni lontano da casa. Le polizze viaggio per animali possono includere, per esempio, il rimborso delle spese veterinarie sostenute durante la permanenza fuori sede, ma anche servizi di assistenza come le consulenze telefoniche o il supporto organizzativo in caso di emergenze. Alcune formule prevedono perfino una centrale operativa attiva durante il viaggio, in grado di aiutare il proprietario nella gestione pratica delle difficoltà, dalla ricerca di strutture adeguate fino al supporto in caso di smarrimento dell’animale. Si tratta di un’evoluzione significativa rispetto al passato: se prima le coperture erano limitate soprattutto agli interventi più gravi, oggi includono anche prestazioni più ampie e mirate, con massimali specifici per le spese sostenute durante i viaggi.

Gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori, ma in un contesto globale segnato da crisi ricorrenti la prudenza rischia di trasformarsi in un autogol finanziario. È questo il monito lanciato da Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni, che evidenzia il paradosso di un sistema in cui la liquidità continua a crescere, ma resta spesso improduttiva. Secondo una recente analisi del Centro studi di Unimpresa, a febbraio la liquidità detenuta da famiglie e imprese ha raggiunto i 2.084 miliardi di euro, con un incremento annuo del 4,8%. Di questa massa, ben 1.410 miliardi pari – pari al 67,6% – sono parcheggiati sui conti correnti, in crescita del 6,4% su base annua.
Il passaggio generazionale dei grandi patrimoni non è una questione privata. Piuttosto un tema strutturato per l’economia del Paese. Entro il 2034 si stia infatti un trasferimento di circa 396 miliardi di euro, secondo i dati Aipb, l’associazione del private banking: una cifra che equivale a oltre un quarto delle masse gestite dal settore.
Uno slittamento di quattro mesi motivato con la necessità di adeguare i sistemi informatici e le procedure amministrative delle aziende. La piena portabilità dei contributi, uno dei punti più rilevanti introdotti dalla riforma della previdenza complementare contenuta nella legge di Bilancio 2026, entrerà in vigore a fine ottobre e non più a inizio luglio come inizialmente previsto. Il cambiamento riguarda un aspetto cruciale: la possibilità per i lavoratori di trasferire non solo la propria posizione individuale da un fondo pensione a un altro, ma anche il contributo versato dal datore di lavoro.
Le compagnie sperano che il 2026 possa essere un altro anno da incorniciare. Sinceramente l’anno scorso – secondo le prime stime degli addetti ai lavori – è cominciato bene, con una raccolta a gennaio e febbraio simile a quella del 2025, che a tutti gli effetti è stato un anno record. Soltanto la guerra in Iran, se perdurerà, potrebbe cambiare le carte in tavola. Nel 2025 in Italia il valore dei premi assicurativi è cresciuto complessivamente del 7,8% a 182 miliardi. E tutto è andato per il verso giusto: i rami Vita sono aumentati dell’8,3 per cento, i Danni del 6,5 mentre Pip e Fondi aperti previdenziali si sono dimostrati in buona salute. All’interno dei Danni, i premi Rc auto sono continuati a salire (+3,6 per cento) per il recupero dell’inflazione degli anni precedenti.
Utili record, che producono benefici pari a 41 milioni per i soci della mutua, e nuovi investimenti con l’acquisto di Lifenet Healthcare, rete di ospedali e centri medici per offrire assistenza diretta. Questo il è il doppio volto, tra ritorno economico alla base sociale e rafforzamento nel campo della salute, della crescita di Reale Group. Nei giorni scorsi, l’assemblea del gruppo assicurativo torinese ha dato l’ok ai conti del 2025: utile consolidato di 320,5 milioni, in crescita del 45,5% sull’esercizio precedente e restituzione di 30 milioni in vantaggi mutualistici a oltre 650mila soci assicurati.
Smith Bilbrough & Co., storico broker del mercato Lloyd’s of London specializzato nel marine e recentemente entrato nel gruppo Gbsapri, ha nominato Paolo Santamaria nuovo ad. Vanta oltre 20 anni di esperienza nell’intermediazione assicurativa marine a livello internazionale.
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A oltre trent’anni dalla riforma Dini, la previdenza complementare resta un sistema che non ha ancora compiuto il salto atteso. Gli strumenti esistono, il quadro normativo si è progressivamente evoluto e il tema è entrato nel dibattito pubblico. Eppure, il secondo pilastro pensionistico continua a muoversi con lentezza. È su questa contraddizione che si concentra il rapporto Assogestioni-Censis 2026, dedicato alle opportunità della previdenza integrativa, che sarà presentato a giugno e di cui L’Economia del Corriere della Sera è in grado di anticipare alcuni contenuti. I dati raccontano un paradosso ormai strutturale. Il 74,4% degli italiani dichiara di conoscere le diverse forme di previdenza complementare, ma soltanto il 15,4% afferma di conoscerle bene.
In fatto di educazione finanziaria, l’Italia, pur mantenendosi ancora al di sotto della media dei Paesi Ocse, non è più fanalino di coda. Dal 2021 ad oggi, gli italiani, hanno fatto significativi passi avanti, anche grazie ai più giovani e ai corsi introdotti nelle scuole. Il punto più alto è stato raggiunto l’anno scorso con la vittoria all’Emq (European Money Quiz), la più importante competizione europea che valuta la preparazione dei ragazzi tra i 13 e i 15 anni di tutte le scuole italiane, sui temi del risparmio e sulla loro capacità di gestione del denaro. A portare la bandiera italiana sul gradino più alto del podio è stata la squadra formata da due studenti dell’Istituto Barletti di Ovada: Cuth Razvan Martini e Alessio Prendi. Un risultato confortante che conferma il crescente interesse per i temi finanziari dei ragazzi che sono il futuro.
Gli agenti Ai dell’intelligenza artificiale fanno un passo in avanti. Diventano sistemi capaci di migliorare se stessi e le prestazioni che offrono, in particolare nel mondo cosiddetto conversazionale, quello fatto di voci e testi scritti. Si chiamano Self improving agent e non sono ancora sul mercato (in fase Beta) ma potrebbe fare la differenza per quelle realtà, dalle banche alle società di credito al consumo, dalle utility alle assicurazioni che vogliono aumentare le vendite o assistere i clienti in maniera sempre più empatica e personalizzata.
La linea di demarcazione tra le notizie audio e video autentiche e quelle create con i sistemi di intelligenza artificiale si sta assottigliando, ormai è diventata quasi invisibile. Secondo il Deepfake Incident Report 2025 di Resemble Ai, il mercato globale delle deepfake negli ultimi 12 mesi ha fatto incassare ai truffatori 1,28 miliardi di dollari. Il fenomeno dei falsi contenuti si è amplificato alla fine dello scorso febbraio, con la guerra dichiarata da Stati Uniti e Israele all’Iran: i social network sono stati invasi da una valanga di immagini e video fasulli, diffusi allo scopo di generare distorsione informativa.
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