Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
![]()
Il mercato immobiliare rialza la testa. Dopo un primo timido accenno di ripartenza registrato nel 2024, lo scorso anno le transazioni di abitazioni, terreni ed edifici commerciali hanno ripreso a correre archiviando i dodici mesi con una crescita del 5,2% pari a 1.456.433 compravendite. Un dato ufficiale, frutto dei rogiti conclusi dagli oltre 5.200 notai attivi sul territorio della Penisola, secondo cui il controvalore totale delle transazioni ha raggiunto il valore di 145,4 miliardi di euro, oltre 6 miliardi in più (+4,3%) rispetto ai 139,4 miliardi del 2024. Una cifra che fotografa non soltanto la crescita dei volumi, ma anche l’aumento dei prezzi medi, posizionando il comparto del mattone come uno dei motori più solidi dell’economia reale italiana. A fare da traino al comparto è stato il segmento residenziale.
Gli italiani tornano a comprare casa. E lo fanno sempre più attraverso la leva del debito bancario. Forte di un andamento dell’Euribor in progressivo calo dal 2024, il mercato dei mutui ipotecari in Italia ha segnato un balzo in avanti senza precedenti andando a chiudere il 2025 con un’impennata del 18,8% in termini di numero di contratti: 404.530 nuovi finanziamenti erogati nell’anno, contro i circa 340.000 del 2024. Numeri che parlano da soli ma che appaiono ancora più eloquenti se analizzati sotto il profilo economico. In base alle rilevazioni del Consiglio nazionale del notariato, infatti, lo scorso anno il capitale complessivo erogato tramite finanziamenti ipotecari su immobili ha raggiunto i 75,6 miliardi di euro, segnando un incremento del 30,4% rispetto al 2024.
Proroga a metà per i sistemi di IA (intelligenza artificiale) nei settori ad alto rischio. È ormai al traguardo il doppio rinvio (al 2/12/2027 per i sistemi indipendenti e al 2/8/2028 per i sistemi integrati) degli obblighi previsti dal regolamento Ue sull’IA n. 2024/1689 (noto come “AI act”). Tuttavia, nel frattempo, sono applicabili le norme e le sanzioni del Gdpr (se si usa l’IA per trattare dati personali) e i giudici possono già applicare anticipatamente i principi del regolamento Ue 2024/1689, come la “riserva di umanità” (supervisione delle persone fisiche). È questa la precaria situazione europea a riguardo dell’AI act, che viene revisionato ancora prima di muovere i primi passi in ambiti cruciali.
Il mercato del credito in Italia attraversa una fase di maggiore prudenza, con famiglie e consumatori che sembrano orientare le proprie scelte finanziarie in modo più selettivo. A rallentare sono soprattutto le richieste collegate agli acquisti più impegnativi e ai beni durevoli, mentre continuano a mostrare una buona tenuta le forme di finanziamento legate alla gestione della liquidità e alle spese di breve periodo. In questo scenario emerge un atteggiamento più cauto nei consumi, accompagnato però dalla ricerca di strumenti flessibili e immediati per sostenere le necessità quotidiane. Tra i fenomeni più evidenti si conferma la crescita del buy now pay later, sempre più utilizzato soprattutto dalle fasce più giovani della popolazione, insieme alla solidità dei prestiti personali e alla sostanziale stabilità del mercato dei mutui.
Se il testatore assegna il capitale di una polizza vita agli “eredi”, siano essi “testamentari” oppure “legittimi”, per individuare il beneficiario (o i beneficiari) occorre fare riferimento a chi, al momento del decesso, possieda effettivamente tale qualifica. Restano quindi esclusi coloro che, pur indicati nel testamento come destinatari di specifici beni, non abbiano la qualità di eredi. Questo è quanto ha precisato la Corte di cassazione con la sentenza n. 10382 del 20 aprile 2026.

Una spesa pensionistica da 352 miliardi, quest’anno: quasi 10 in più il consuntivo 2025. Con una previsione di salire a sfiorare i 387 miliardi nel 2029. E ancora di accelerare fino a raggiungere il 17,1 per cento del Pil nel 2041 e successivo triennio. Una gobba, questa, data dall’aumento del rapporto fra numero di pensioni e numero di occupati: il frutto della demografia e del pensionamento dei “baby boomer”, che la stretta sui requisiti di pensionamento e importi riesce a compensare solo in parte. Ecco la tendenza del sistema previdenziale italiano nell’ultima fotografia scattata dal governo con il Documento di finanza pubblica di aprile.

Davanti al numero record di italiani con un’assicurazione sanitaria, raddoppiato in dieci anni, s’impone una domanda: i 21,6 milioni di cittadini che oggi possiedono una polizza — contro gli 11 milioni del 2015 — possono davvero considerarsi al riparo dal malfunzionamento del Servizio sanitario nazionale (Ssn)? I numeri ovviamente comprendono non solo il titolare della polizza, ma anche il nucleo familiare a cui è estesa la copertura. Subito dopo se ne impone un’altra: se l’obiettivo principale di chi stipula un’assicurazione è saltare le liste d’attesa, perché invece di diminuire si sono così ingolfate da rappresentare uno dei principali problemi del Paese?
![]()
Cosa fare del proprio fondo pensione quanto si raggiungono i requisiti previsti dalla normativa previdenziale per poter smettere di lavorare? Si può chiedere una rendita vitalizia, oppure il 100% in capitale (se la somma non supera una certa soglia), oppure un mix tra rendita e capitale (fino al 60% con le novità previste dalla legge Finanziaria per il 2026). Dal primo di luglio di quest’anno, inoltre, grazie alle nuove rendite a durata definita, o frazionate in minimo 5 anni, ci saranno ulteriori possibilità per poter avere indietro le risorse che abbiamo versato. In certi casi, tuttavia, attraverso opportune scelte, si potrà anche decidere di mantenere aperto il proprio fondo pensione, per continuare a versare e per godere del beneficio fiscale anche dopo il ritiro dall’attività lavorativa.
![]()