Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
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Il gruppo assicurativo-finanziario Unipol chiude il primo trimestre del 2026 con un utile netto consolidato di 329 milioni, in aumento del 15,4% rispetto ai 285 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Considerando anche il contributo della partecipazione in Bper, il risultato netto consolidato ammonta a 433 milioni (+6,2%). Cresce anche la raccolta diretta assicurativa, in aumento del 7,1% a 4,8 miliardi. Nel dettaglio il ramo Danni ha contribuito con 2,5 miliardi (+3,5%). Positiva la performance del business non-auto, con una raccolta di 1,3 miliardi (+0,8%), mentre il business salute registra 400 milioni, in aumento del 4,4%. Il ramo vita invece raccoglie 2,3 miliardi, in crescita dell’11,2% rispetto a un anno fa.
L’ultima manovra finanziaria del governo italiano ha modificato i criteri di accesso al pensionamento, incentivando la permanenza al lavoro e limitando ancora le uscite anticipate. In particolare non sono state prorogate le misure generalizzate dirette ad anticipare l’uscita dal mercato del lavoro tra cui Opzione Donna (61 anni e 35 anni di contributi per determinate categorie di lavoratrici in condizioni di necessità) e Quota 103 (62 anni di età e 41 anni di contributi). Per la pensione anticipata ordinaria resta nel 2026 il requisito contributivo di 42 anni e 10 mesi di versamenti per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi per le donne. Per la pensione di vecchiaia ordinaria rimane invece il paletto anagrafico di 67 anni di età. Viene inoltre confermato il meccanismo strutturale di adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento alla variazione della speranza di vita determinata dall’Istat.
Con il Pnrr che sta per concludersi le casse previdenziali e i fondi pensione, forti di un patrimonio complessivo che ha superato i 240 miliardi, potranno avere un ruolo importante per continuare a sostenere gli investimenti in Italia e il pil del Paese. Come fare? «I vincoli europei non consentono di prevedere norme che favoriscano l’Italia a scapito degli altri Paesi dell’Unione», ma si possono «mettere a punto regole per liberare le loro potenzialità e far crescere ancora il sistema della previdenza integrativa». Ad annunciarlo a Milano Finanza è il sottosegretario al ministero del Lavoro, Claudio Durigon (Lega), che parla dell’intenzione di iniziare a «ridurre gradualmente la tassazione dei rendimenti degli investimenti della casse, oggi penalizzati da un’aliquota del 26%». Ma anche di possibili «garanzie pubbliche per favorire gli investimenti in economia reale» e di incentivi per fondi e casse «a sostenere il welfare dei loro stessi lavoratori e l’aumento degli iscritti e quindi l’economia».
Il 4° Rapporto Federproprietà-Censis conferma il valore che la proprietà della casa ha nell’immaginario collettivo come simbolo di benessere individuale e sicurezza collettiva. Quello che però emerge in maniera forte è che senza il supporto famigliare è molto difficile per tanti giovani acquistare casa (lo pensa il 94,1% degli intervistati). In questa prospettiva è utile ricordare come tra gli strumenti che possono essere utilizzati per perfezionare l’acquisto della prima casa vi è anche il fondo pensione. Decorsi infatti otto anni di iscrizione alla previdenza complementare è possibile chiedere l’anticipazione in misura non superiore al 75% della posizione individuale per acquisto della prima casa di abitazione per sé e per i figli o per la realizzazione di interventi di ristrutturazione sulla prima casa di abitazione. L’anticipazione è soggetta a tassazione con l’aliquota ordinaria del 23%.

Un conto salato che sfiora 1,2 miliardi a Roma, 825 milioni a Milano e nel complesso vale 2,5 miliardi di euro. E’ il gettito che le città metropolitane e le province hanno dovuto sacrificare in questi anni sull’altare delle pratiche elusive poste in essere sull’Imposta provinciale sulle trascrizioni e sull’imposta sull’Rc auto dalle società di autonoleggio. Che grazie a una normativa molto permissiva e all’incomunicabilità delle banche dati hanno reso possibile migrazioni fittizie nei territori italiani a fiscalità di vantaggio (in primis le province autonome di Trento e Bolzano) dove si paga una tassazione fissa (151 euro) e non proporzionale come su tutto il territorio nazionale.

