Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

Generali «deve restare italiana, indipendente e internazionale». E, nei suoi 200 anni di storia, la compagnia assicurativa italiana «non è mai stata così forte come oggi». Il riassetto di Delfin (socio di Generali con il 10%) «non ha alcun effetto sull’operatività del gruppo» mentre, per quanto riguarda Unicredit (che è salita verso il 9% salita, puntando al 10%) «la partnership tra Generali e la banca va bene (in alcuni Paesi dell’Est Europa, ndr)». E «la speranza è che ci saranno possibilità di ulteriori sviluppi, sia nel campo assicurativo sia del risparmio gestito», mentre l’accordo con i francesi di Natixis appare definitivamente archiviato «perché non ci sono le condizioni». A dichiararlo al Senato, in occasione dell’audizione davanti alla Commissione d’inchiesta sulle banche presieduta da Pierantonio Zanettin, è stato il ceo di Generali, Philippe Donnet.
Non è facile, nella fase di trasformazione che si segnala in diverse aree del sistema bancario, lo svolgimento del ruolo delle istituzioni competenti e degli stessi organismi sociali e rappresentativi. Si pongono problemi dei limiti degli interventi esterni di controllo, del ruolo della «moral suasion», dell’adeguatezza della normativa vigente, dall’integrazione dei mercati a livello europeo e internazionale. In questo contesto, nell’ambito dei soggetti sociali, l’Abi si rafforza nel versante della spinta all’innovazione, a cominciare dall’impiego dell’Intelligenza artificiale generativa, dei rapporti europei e internazionali, del confronto sulla normativa di settore. Un impegno non ordinario richiederà la fase, se come sembra vi si arriverà nei tempi previsti, dell’introduzione dell’euro digitale. Non meno importante è il rinnovo del contratto collettivo di lavoro.
Proprio la previdenza complementare sarà infatti protagonista della sedicesima edizione del Salone. La necessità di affiancare una copertura integrativa alla pensione pubblica, sempre meno rinviabile, sarà il vero tema dell’evento. Un’esigenza molto rilevante in Italia, dove, secondo gli ultimi studi citati da Assogestioni, l’associazione del risparmio gestito presieduta da Maria Luisa Gota (ad e dg di Eurizon), oggi si conta un pensionato ogni 3,5 abitanti, per una spesa complessiva dello Stato pari a 286 miliardi. Allo stesso tempo la posta in gioco è alta anche per le società di gestione (sgr): ai fondi pensione aderisce soltanto il 40% dei lavoratori italiani, lasciando ampi margini di crescita. Il risparmio previdenziale è inoltre una fonte costante di raccolta per l’asset management, alimentata mensilmente dai versamenti del Tfr e da eventuali contributi di lavoratori e datori di lavoro
Due big del risparmio gestito europeo si uniscono alla schiera delle Sgr presenti nel mercato degli Etf attivi. La prima è Eurizon, società di gestione del gruppo Intesa Sanpaolo guidata dall’ad e dg Maria Luisa Gota, che dopo aver lanciato a marzo la piattaforma YourActive Sicav dedicata agli Etf attivi mette in rampa di lancio il primo prodotto della gamma: Yas Robotics Active, che investe nelle società che sviluppano nuovi prodotti e servizi focalizzati sulla robotica e l’automazione. Contestualmente anche Allianz Global Investors (AllianzGI) ha annunciato il grande salto nel mondo degli Etf a gestione attiva in Europa (li ha già lanciati a Taiwan nel 2025). Nella seconda metà di quest’anno il colosso tedesco guidato dal ceo Tobias Pross introdurrà questa nuova tipologia di veicoli d’investimento in diversi mercati del continente.

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni chiederà alla Commissione europea una verifica sui servizi di intelligenza artificiale di Google, AI Overviews e AI Mode, in seguito alla segnalazione ricevuta dagli editori della Fieg che accusava in particolare le sintesi AI presenti nelle pagine delle ricerche di violare il Digital services act «con effetti pregiudizievoli sugli utenti, i consumatori e le imprese italiane».
ha lanciato un fondo di debito privato gestito da Eurizon Capital Re sgr.
Con la sentenza numero 65, depositata ieri, la Corte ha dichiarato in parte inammissibile e in parte non fondata la questione di legittimità costituzionale – sollevata dal Giudice di pace di Napoli in riferimento agli articoli 3, 13, 41 e 97 della Costituzione – dell’articolo 175, comma 12, del codice della strada, norma censurata «nella parte in cui subordina l’attività di soccorso stradale e la rimozione dei veicoli a preventiva autorizzazione dell’ente proprietario della strada», sanzionando, di conseguenza, chi compia tale attività in difetto di autorizzazione.
Prosegue la riduzione dell’uso del contante in Italia. Nel secondo semestre del 2025 le operazioni cash sono diminuite del 5% su base annua, con un calo sia dei versamenti (-7,1%) sia dei prelievi (-2,9%), confermando il ridimensionamento dopo il picco registrato nel 2023. È quanto emerge dai dati dell’Unità di Informazione Finanziaria (Uif) della Banca d’Italia sul secondo semestre del 2025. Nel complesso, il numero delle operazioni registrate nelle Segnalazioni Antiriciclaggio Aggregate (Sara) è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente, a fronte di una sostanziale stabilità degli importi (-0,6%), per un totale di circa 16mila miliardi di euro movimentati. Il settore bancario rappresenta il 96% dei flussi complessivi e l’operatività è costituita per circa due terzi da bonifici.

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Il Fondo Pensione Agenti chiude il 2025 con un avanzo tecnico di 176,2 milioni di euro, il risultato riconferma la solidità prospettica del Fondo dopo aver operato una redistribuzione di 108 milioni mediante aumento delle prestazioni agli iscritti, la seconda dopo quella di 70 milioni del 2022.

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Il gruppo francese Bnp Paribas ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 3,2 miliardi, in crescita del 9% annuo, grazie alla solida performance operativa e alla positiva integrazione della società di gestione patrimoniale Axa Im, acquisita nel 2025.

Forte rimbalzo (atteso) dei prezzi al consumo in aprile: dai dati provvisori comunicati da Istat l’inflazione annua è schizzata al +2,8%, con un aumento nel solo mese dell’1,2% dell’indice. Quindi rispetto a marzo l’inflazione tendenziale è salita più di un punto, dall’1,7%, un balzo che non si registrava dalla fine del 2021, allora effetto indotto dalle strozzature commerciali post-covid. Quello di aprile 2026 quindi è il livello più alto registrato dell’indice dei prezzi dall’ottobre 2023, quando l’inflazione annua era risultata dell’1,7% (in quel mese era scesa dal 5,3% di settembre, ma oltre al calo degli energetici avevano influito in gran parte fattori tecnici e statistici).
Sì alla confisca per equivalente e al sequestro a questa finalizzato delle somme che derivano dall’estinzione di una polizza assicurativa in virtù del recesso dell’assicurato esercitato prima della scadenza. La misura è possibile a meno che le somme non siano state reinvestite in funzione previdenziale. A precisarlo è la Corte di cassazione, con la sentenza 15877 depositata ieri.