MERCATO
BENE I RAMI VITA, SIA PURE IN DECELERAZIONE. IMPORTANTE SVILUPPO DEI RAMI DANNI NON AUTO, PARTICOLARMENTE PER INCENDIO E MALATTIE. PREVISTO UN RALLENTAMENTO NEL 2026
Autore: Fausto Panzerii
ASSINEWS 386 – Giugno
La raccolta complessiva delle compagnie assicurative operanti in Italia, nel 2025, ha sfiorato i 170 miliardi di euro raggiungendo così un nuovo record storico. L’incremento, rispetto al 2024, ha sfiorato il 7%, determinato da un 7,4% nei rami vita e da un 6,5% per il complesso dei rami danni.
Un dato indubbiamente soddisfacente per le imprese, soprattutto se raffrontato ai tassi di inflazione e di incremento del PIL nazionale, che hanno espresso percentuali inferiori al 2%.
A fronte di questo dato, assai importante per il conto economico dell’intero settore, si dovranno contrapporre gli oneri complessivi, probabilmente in crescita, ma che lasciano intravvedere eccellenti prospettive per il risultato tecnico, che diverrà ufficiale con la pubblicazione dei dati da parte dell’ANIA nella prossima Assemblea annuale che, normalmente, viene celebrata nei primi giorni del mese di luglio.
Passiamo ora all’analisi dei dati relativi sia al Vita che ai Danni per meglio comprendere la composizione del portafoglio dell’intero comparto assicurativo nel 2025.
Rami vita
Nella tabella sottostante vengono rappresentati i premi raccolti nei cinque rami vita suddivisi per canali distributivi.

Emerge con chiarezza che, malgrado i rami vita siano cinque, la vera rilevanza statistica si concentra in due rami: il I (Durata vita umana) e il III (Unit linked). Basti pensare, infatti, che il ramo I rappresenta il 62,2% dell’intera raccolta e il ramo III si attesta al 31,6%; ciò significa che il residuo 6,2% è di pertinenza del ramo IV (malattia) con lo 0,3%, del ramo V (capitalizzazione) e del ramo VI (fondi pensioni e previdenza collettiva) che, con una raccolta di 5.665 milioni, raggiunge il 4,73% della raccolta totale.
Da sottolineare che, mentre la raccolta premi del ramo I è rimasta sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente, quella del ramo III ha registrato un incremento vicino al 19% e quella del ramo VI è cresciuta del 48,1%. Benché le cifre di quest’ultimo ramo siano ancora modeste, questo robusto incremento lascia intravvedere buone prospettive per un settore che meriterebbe davvero uno sviluppo più accentuato.
Analizzando la rilevanza dei canali distributivi constatiamo che gli agenti hanno raggiunto una quota di mercato del 13%, mentre la vendita diretta si è attestata all’11%. Il canale di gran lunga più importante e rappresentato dagli sportelli bancari e postali, con un ammontare di 67,5 miliardi e con una quota del 57% sul totale dei premi.
Volumi di business assai più contenuti per gli sportelli bancari e postali si riscontrano nel ramo VI, dove e più alta la presenza della vendita diretta. Il secondo canale di intermediazione, in ordine di importanza, e quello relativo ai consulenti finanziari abilitati con una quota di mercato pari al 17% e un volume premi di 20,1 miliardi.
Come detto, gli agenti con la loro percentuale rappresentano il terzo canale di intermediazione. Per quanto riguarda la “vendita a distanza e broker” la raccolta premi complessiva e stata di 1,8 miliardi. Una percentuale del tutto minima sul totale dei premi. Ci pare opportuno ribadire che la vendita a distanza, ovvero quella effettuata via telematica, e stata sostanzialmente irrilevante per quanto riguarda il ramo vita.
Rami danni
I premi lordi del portafoglio diretto italiano contabilizzati nel settore danni sono forniti dalle imprese di assicurazione operanti in Italia e dalle rappresentanze in Italia di imprese aventi sede legale in paesi europei ed extra europei.
Alla rilevazione partecipa la totalità delle imprese nazionali e 50 rappresentanze di imprese europee che, in termini di quota mercato, rappresentano oltre il 97% dei premi contabilizzati. I premi danni rilevati nel corso del 2025 sono stati pari a 51,1 miliardi, con un aumento del 6,5% rispetto al 2024.
In particolare, le compagnie nazionali ed extra europee hanno registrato un incremento del 6,6%, mentre le rappresentanze delle imprese europee hanno registrato una crescita lievemente più contenuta e pari al 6,2%. A questa crescita, come rilevabile dalla tabella sottostante, ha contribuito un aumento significativo nei rami diversi dal settore Auto con premi in aumento del 7,1% e un incremento del 5,6% nel settore Auto.
Entrando nello specifico del comparto Auto possiamo rilevare un incremento del 4,4% dei premi della sola Rc Auto, mentre il ramo Corpi veicoli terrestri (CVT) si è attestato all’8,9%. L’incremento dei premi del ramo Rc Auto e riconducibile all’evoluzione del costo dei sinistri che ha risentito in maniera significativa della crescita dell’inflazione, iniziata nei primi mesi del 2022.
Tra quell’anno e il 2025, infatti, il prezzo dei pezzi di ricambio e aumentato del 16,4%, mentre i risarcimenti per danni alla persona hanno registrato una rivalutazione superiore al 18%. A fronte di questi aumenti il premio medio e cresciuto di poco più del 16%. Ci pare importante sottolineare che, se l’esame venisse svolto su un periodo temporale più lungo (2012-2025), si potrebbe rilevare comunque una diminuzione complessiva del premio medio pari al 24%.
La crescita del ramo Corpi veicoli terrestri, che comprende incendio, furto, kasko, eventi naturali e cristalli, e risultata pari all’8,9%. La crescita dei premi e stata causata da possibili adeguamenti tecnici delle tariffe della garanzia furto, a causa della ripresa del fenomeno negli ultimi anni e quelli determinati dalle coperture per eventi naturali e cristalli.

I rami non Auto, come già detto, hanno registrato una crescita complessiva dei premi pari al 7,1%, trainata principalmente dai rami Malattia e Incendio. Il ramo Malattia ha raccolto 5,2 miliardi di premi con un aumento dell’11,4%, a conferma di un trend positivo degli ultimi anni. Il ramo Incendio, con una raccolta pari a 4,6 miliardi, evidenzia un aumento di quasi il 18% su base annua.
Almeno 5 punti percentuali di questo incremento sono riconducibili agli effetti della graduale applicazione dell’obbligo assicurativo contro i rischi catastrofali per le imprese che, lo ricordiamo, è stato introdotto con la Legge di bilancio 2024. Se passiamo all’analisi dell’importanza dei canali distributivi ricordiamo che il canale agenziale appare di gran lunga il più rilevante con il 72,3%, ma, come andremo successivamente a esporre, una parte di questa quota di mercato è di competenza dei broker che appoggiano alle agenzie una quota significativa dei loro affari.
I rami nei quali il canale agenziale è sviluppato sono la Rc Auto con l’86,3%, gli altri rami ai beni (79%) e la Rc generale (77%). Il secondo canale di distribuzione è sicuramente quello dei broker che, anche se formalmente con il 9,7% si collocherebbe al terzo posto, detengono una notevole quota di mercato, stimata dall’ANIA nell’ordine di 24 punti percentuali, per quegli affari che i broker raccolgono ma che poi vengono presentati alle agenzie anziché direttamente alle imprese.
Assumendo che tale incidenza del 24% fosse applicabile anche a fine 2025, la quota degli agenti sul totale del settore danni scenderebbe al 48,3%, mentre quella dei broker salirebbe al 33,7%. Gli sportelli bancari stanno proseguendo con una crescita più rilevante degli altri canali distributivi e si collocano al terzo posto con una quota di mercato del 9,8% rispetto al 9,4% a fine 2024. Il canale bancario è stato maggiormente coinvolto nella commercializzazione dei premi del ramo Credito (37,3%), Perdite pecuniarie (37%), Infortuni (20,8%) e Malattie (18,1%).
La vendita diretta nel suo complesso, comprensiva della vendita a distanza telefonica e internet, a fine 2025 ha registrato un’incidenza del 7,7%. Facendo, però, riferimento alle singole modalità di distribuzione della vendita diretta, è risultato che le agenzie in economia, gli intermediari a titolo accessorio che operano su incarico dell’impresa e i produttori diretti hanno pesato per il 4,9%, mentre il canale internet ha inciso per il 2,4% e la quota relativa ai premi veicolati attraverso i preventivatori online è risultata pari all’1,1%.
Non ci stanchiamo mai di ripetere che l’ampia letteratura che ipotizzava una presenza molto più significativa stimata nell’ordine, addirittura, del 15-20% relativamente alla vendita internet o telefonica appare del tutto smentita in maniera inconfutabile da almeno un decennio sulla sua veridicità.
Ci pare, per concludere, che il 2025 sia stato un anno decisamente positivo per la raccolta premi del settore assicurativo, ma riteniamo probabile che nel 2026 questi incrementi subiranno un rallentamento a causa dei turbamenti che stanno affliggendo l’economia europea, e quella italiana in particolare.
Le conseguenze più negative sono certamente quelle quotidianamente sofferte non solo dai soldati coinvolti nelle regioni dell’Ucraina e del Medio Oriente, ma anche e soprattutto dalle inermi popolazioni civili che stanno pagando prezzi elevatissimi. Per quanto riguarda i paesi indirettamente coinvolti, come l’Italia, le conseguenze economiche sono indubbiamente onerose a causa del forte aumento dei costi per l’energia.
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