Il settore del noleggio veicoli continua a crescere, consolidando il proprio ruolo strategico nel sistema automotive e a supporto della mobilità cittadina, turistica e aziendale del Paese. Con 1,5 milioni di veicoli in flotta e oltre un terzo (34%) delle immatricolazioni nazionali, il comparto si conferma motore di innovazione e rinnovo del parco circolante.
Il contesto normativo e fiscale resta tuttavia un fattore critico. ANIASA esprime forte preoccupazione per il possibile recepimento delle quote obbligatorie europee di elettrico per flotte aziendali e società di noleggio: misure troppo rigide rischiano di rallentare gli investimenti e frenare ulteriormente il ricambio del parco auto, con effetti opposti rispetto agli obiettivi di transizione ecologica.
È quanto emerge dalla presentazione della 25esima edizione del Rapporto ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità.
In un mercato dell’auto stagnante, il settore del noleggio veicoli ha proseguito nel 2025 la graduale crescita, raggiungendo un giro d’affari di 17 mld di €, una flotta di 1,5 milioni di veicoli e registrando 526.500 immatricolazioni (+11% vs 2024).
Noleggio a breve termine
Il noleggio a breve termine è cresciuto, ma a velocità variabile. Sono aumentati fatturato (1,6 miliardi, +6,4%), noleggi (quasi 5 milioni) e immatricolazioni (+8,4%), mentre sono rimasti stabili i giorni di noleggio (38 milioni) e si sono ridotte durata media dei noleggi (-3%) e flotta (-2%).
Il vero traino per il settore è il canale aeroportuale, che ha generato il 60% del business ed è cresciuto dell’11%. In aumento anche i clienti diretti (34% del totale), mentre i broker si sono confermati fondamentali (31%) per sostenere i volumi.
Noleggio a lungo termine
Il noleggio a lungo termine ha continuato la sua espansione strutturale, toccando livelli record: oltre 13 miliardi di € di fatturato, 1,3 milioni di veicoli in flotta, 411mila immatricolazioni (+10%) che hanno portato al 24% l’incidenza sul mercato auto nazionale. In crescita i clienti privati (185mila e +4%), segnale di un cambio culturale dalla proprietà verso l’uso del veicolo. Sul fronte delle alimentazioni, continua a calare il diesel (sceso al 28% delle immatricolazioni), mentre elettrico e plug-in hanno raggiunto complessivamente il 20%. Sempre più lunghi i contratti: il 78% supera i 36 mesi.
Car sharing
Dopo anni di investimenti, il car sharing attraversa oggi una fase critica. Il settore non ha raggiunto il break-even e paga l’effetto congiunto dello scarso supporto degli enti locali, dell’assenza di regole nazionali uniformi, di un adeguato impianto normativo, dell’aumento dei costi operativi (furti, usi impropri, sanzioni) e di una fiscalità sfavorevole (IVA al 22%, anziché al 10% come per il TPL).
I numeri certificano l’involuzione del servizio con i noleggi passati dagli oltre 13 milioni del 2019 a meno di 4 milioni e la flotta ridotta di oltre il 70% rispetto al periodo pre-pandemia.
Primo trimestre 2026
Il primo trimestre dell’anno in corso ha confermato il trend di crescita del long term, anche se con primi segnali di rallentamento, e quello altalenante dello short. Il breve termine, infatti, ha registrato uno sviluppo del fatturato (+3,6%), dei noleggi (+1,5%) e un incremento significativo delle immatricolazioni (+51%), ma, contestualmente, un calo dei giorni di noleggio (-3%) e della consistenza della flotta (-2,5%). Nel lungo termine alla crescita del giro d’affari (+5,6%) e della flotta, che ha raggiunto 1.337.000 veicoli (+3,2%), fa da contraltare il calo delle immatricolazioni (-4,3%), su cui pesano i numerosi rinvii dei rinnovi delle flotte decisi dalla clientela aziendale per evitare di incorrere nelle nuove penalizzanti regole sul fringe benefit. In crescita la presenza di vetture di brand cinesi, che hanno complessivamente raggiunto il 12,4% delle immatricolazioni; nel breve termine addirittura 1 vettura su 5 arriva dalla Cina.