Al via il nuovo progetto di Credem e ALMED (Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) su “Longevità e informazione” con l’obiettivo di fotografare la situazione in Italia dei “Longennials” (termine che unisce longevità e millennials per definire i nuovi over 50 attivi).

Il “day by day” degli over 50 intervistati dai ricercatori è caratterizzato da una forte centralità delle relazioni e della cura. In particolare, l’82% degli intervistati giudica positivamente i rapporti familiari e il 73% quelli amicali, tuttavia, il 60% degli intervistati con figli sente il peso della responsabilità verso di loro e il 66% verso i genitori anziani. Quest’ultimo aspetto è avvertito maggiormente nelle fasce di popolazione con redditi medio-alti, dove la preoccupazione per i genitori in vita tocca il 78%.

In questo scenario, i pilastri del benessere individuale si spostano verso una dimensione più consapevole e salutista: l’alimentazione sana è un valore guida per l’85% del campione, seguita dalla ricerca dell’equilibrio psicofisico (81%) e dalla coltivazione di hobby e passioni (76%). Per quanto riguarda la gestione del tempo libero, a fronte di una generale soddisfazione per lo spazio dedicato agli affetti (71%), circa quattro intervistati su dieci (38%) esprimono il desiderio di dedicare maggior tempo per i consumi culturali e mediali. Tale esigenza colpisce soprattutto le donne (45%) e chi è impegnato nella cura dei genitori (43%).

Sulla visione del futuro gli over 50 sono divisi tra curiosità (40%) e ansia (42%), con il 36% preoccupato dalla prospettiva di vivere oltre gli 85 anni. Mentre per i bisogni informativi i Longennials si autodichiarano come soggetti attenti all’informazione (74%) e si muovono con facilità tra canali digitali e tradizionali: il 35% predilige i canali tradizionali, il 36% quelli digitali e il 35% non esprime una preferenza, utilizzandoli in egual misura. Per quanto riguarda le aspettative sulla pensione si evidenzia una forte differenza tra il desiderio di andare in pensione (64% vorrebbe il ritiro entro 5 anni) e la possibilità di farlo (30% potrà farlo).

Inoltre, dalla ricerca emerge che il 42% dei lavoratori over 50 ignora quale sarà l’effettiva differenza tra l’ultimo stipendio percepito e l’importo della futura pensione, tema che alimenta il timore per il 31% del campione che l’assegno pensionistico non sia sufficiente a coprire i propri progetti di vita. In questo scenario, la pianificazione finanziaria diventa una priorità: circa il 60% dei Longennials esprime il bisogno di ricevere maggiori e migliori informazioni su investimenti e previdenza integrativa, cercando strumenti per tutelare il proprio tenore di vita futuro. Per orientarsi in queste scelte, il 47% del campione riconosce nel consulente della propria banca la figura di riferimento, preferendo per il 60% dei casi una consulenza guidata e di persona rispetto alle soluzioni interamente digitali.