L’intelligenza artificiale sta ridefinendo il panorama della sicurezza informatica. Gli autori degli attacchi ricorrono sempre più spesso all’IA per aumentare la velocità, la portata e la sofisticazione delle minacce. Per far fronte a questi rischi in continua evoluzione, la sicurezza informatica deve stare al passo con la crescente velocità e sofisticazione degli attacchi moderni.
L’AI è identificata come il fattore di cambiamento più rilevante nel settore della cybersecurity dal 94% degli intervistati. Il 77% delle organizzazioni dichiara già di utilizzare l’AI in ambito cybersecurity, con tassi di adozione più elevati nelle grandi imprese rispetto a enti pubblici, PMI e ONG, penalizzati da vincoli finanziari, carenza di competenze e immaturità dei dati.
Questi i dati principali che emergono dal report Empowering Defenders: AI for Cybersecurity, realizzato dal World Economic Forum (WEF) in collaborazione con KPMG. Il documento è stato sviluppato nell’ambito dell’iniziativa Cyber Frontiers con il contributo di 105 rappresentanti di 84 organizzazioni in 15 settori industriali
Secondo il WEF, i benefici misurabili dell’adozione estensiva dell’AI includono:
- Riduzione del tempo medio di rilevamento delle violazioni di circa 80 giorni
- Riduzione del costo medio di una violazione di 1,9 milioni di dollari
- Risparmio di tempo e incremento delle attività proattive di difesa per l’88% dei team di sicurezza
Sul fronte delle criticità strutturali, nel 2025 il 53% dei team di cybersecurity ha dichiarato sottofinanziamento e il 55% carenza di organico; il 76% dei professionisti ha segnalato condizioni di burnout; il 54% delle organizzazioni individua nella scarsità di talenti qualificati il principale ostacolo all’adozione dell’AI.
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