Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Gli Etf si fanno sempre più largo nelle scelte di investimento degli europei, a cominciare dai giovanissimi. Secondo una ricerca condotta da Scalable Capital, broker regolamentato con sede in Germania guidato in Italia dall’ex Goldman Sachs Alessandro Saldutti, nel mix di investimento degli under 35 europei che utilizzano la piattaforma i replicanti costituiscono il 75% del portafoglio totale. Un dato che, per gli over 55 (la ricerca è finalizzata a mettere a confronto gli investitori più giovani e quelli più maturi) rimane comunque elevato ma scende al 59%. Seguono a ruota le azioni (23% per i giovani, 36% per i loro colleghi più maturi) e a seguire, con una quota residuale per entrambe le fasce di età, il resto delle asset class.
Boom di ordini per il covered bond da 750 milioni di euro di Bcc Banca Iccrea con scadenza 10 anni, il cui collocamento si è chiuso ieri. Il titolo ha ricevuto richieste che sono arrivate a superare i 2 miliardi (oltre 4 volte l’offerta iniziale di 500 milioni) da oltre 80 investitori istituzionali globali. Proprio la forte domanda ha permesso sia di incrementare l’ammontare inizialmente offerto (a 750 milioni) sia di abbassare il livello finale di spread a mid-swap +68 punti base con una riduzione di 10 punti rispetto alle condizioni di lancio iniziali. In termini di tipologia di investitori, il 45% è stato allocato a fondi, il 38% a banche, l’11% a istituzioni e banche centrali, il 3% ad assicurazioni e fondi pensione.

L’anagrafe patrimoniale è in mano all’Agenzia delle Entrate grazie all’Unione europea (e all’Ocse). Aumenta il numero di informazioni su redditi e beni scambiati dal fisco italiano con i paesi europei ed extraeuropei, tanto che, ad oggi, l’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di costruire una vera e propria schedatura delle consistenze patrimoniali che ogni contribuente detiene all’estero o guadagna online. Dalle giacenze finanziarie, ai beni immobili (solo nell’Ue) o criptovalute, questo progresso è stato guidato dalla crescente cooperazione fiscale internazionale dell’Ocse, in particolare dopo la crisi del 2008 che ha segnato la fine del segreto bancario. Ma nel territorio dell’Unione europea gli scambi a fini fiscali sono regolati dalla direttiva DAC sulla Cooperazione amministrativa nel settore fiscale.
Al di fuori dei casi di dolo, i componenti dell’organo di controllo del collegio sindacale che violano i propri doveri risponderanno per danni «nei limiti di un multiplo del compenso annuo percepito», mediante un meccanismo «a scaglioni», ossia fino a 10.000 euro quindici volte l’emolumento, da 10.000 a 50.000 euro dodici, oltre i 50.000 euro dieci volte la somma ottenuta in pagamento. È quel che prevede la proposta di legge 1276 di modifica dell’articolo 2407 su cui ieri l’Aula della Camera ha acceso il semaforo verde all’unanimità; il testo, a prima firma della deputata di FdI Marta Schifone e, a seguire, siglato dal capogruppo degli onorevoli meloniani Tommaso Foti e dai membri del partito in commissione Finanze Andrea de Bertoldi, Saverio Congedo e Mariangela Matera, passato all’esame della Commissione Giustizia del Senato, potrebbe godere, in virtù dell’assenza di voti contrari e della forte volontà del centrodestra di condurlo in porto, della «corsia preferenziale» rappresentata dalla sede deliberante (saltando, cioè, la trattazione in assemblea), è stato ventilato dai parlamentari (fra cui la relatrice Carolina Varchi), nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio, completando così la «staffetta» per l’approvazione definitiva «in poche settimane».
Netcomm, Consorzio del commercio digitale in Italia, ha realizzato una ricerca in collaborazione con Althesys per analizzare gli effetti dell’e-commerce in Italia. I risultati dello studio hanno evidenziato come l’e-commerce b2b e b2c abbia un impatto economico che pesa per il 7% sul Pil nazionale. Nel 2022 la filiera ha infatti generato un valore condiviso di oltre 133 miliardi di euro, considerando gli effetti indotti, diretti e indiretti. Si tratta di un dato che, rispetto all’anno precedente, è cresciuto del 13,9% e che ha contribuito a creare 1,6 milioni di posti di lavoro (+12,4% rispetto al 2021). «I numeri parlano chiaro, il 4,7% del fatturato delle aziende italiane viene registrato dal canale digitale. Pur essendo una percentuale in crescita, le potenzialità di sviluppo di questo settore sono ancora molto ampie». Gli online seller, che costituiscono il segmento centrale del business e che da soli generano un valore condiviso pari a 61,9 milioni di euro, i fornitori e infine i sistemi di logistica e di pagamento.

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Di intelligenza artificiale si parla da molti anni, ma oggi assistiamo «a progressi spettacolari con una rapidità incredibile» in medicina, nelle scienze della vita, nella fisica, da stupire perfino gli esperti come James Manyika, 58 anni, originario dello Zimbabwe, un PdD in computer science, AI e robotica conseguito 25 anni fa all’Università di Oxford. Oggi Manyika è il primo senior vice president di Google per la Tecnologia e la Società e riporta direttamente al ceo Sundar Pichai. Co-presiede, inoltre, l’AI Advisory Board delle Nazioni Unite, creato per governare l’intelligenza artificiale. Nella prima intervista a un giornale italiano (su corriere.it la versione integrale), Manyika racconta i formidabili sviluppi che l’AI porterà all’umanità, dalla salute alla lotta al cambiamento climatico. Senza nascondere i rischi di questa nuova tecnologia, che «va regolata e governata a livello globale».

Una legge a tutela dei colleghi e soprattutto dei più giovani, anche nell’ottica della possibilità di assicurarsi. E che può contribuire a migliorare la qualità dei controlli dei sindaci di società nell’interesse di tutto il Paese. Elbano de Nuccio incassa con soddisfazione il primo ok alla proposta di legge che circoscrive la responsabilità dei sindaci ma guarda già avanti. L’obiettivo è duplice: un’approvazione in tempi rapidi al Senato e l’intervento (anche questo tanto atteso) nel correttivo del Codice della crisi d’impresa per definire meglio e circoscrivere la responsabilità dell’organo di controllo.
Il ricorso alla cassa integrazione «quattro volte superiore a quello del primo trimestre 2023». E i volumi delle aziende che, a seconda del tipo di attività, «sono in calo dal 20 al 70% in questi mesi». I segnali che il 2024 sia un anno duro per il tessile moda italiano ci sono tutti, nonostante i conti di alcune aziende del made in Italy continuino ad avere il segno più davanti. Non usa giri di parole Sergio Tamborini, presidente di Sistema moda Italia, associazione che riunisce circa 40mila imprese del comparto tessile-moda che nel 2023 ha registrato 64 miliardi di euro di ricavi (+2% sul 2022).
Avvio d’anno positivo per il rent a car con fatturato e volumi in aumento del 7% nel primo trimestre 2024 Molto buona la performance del lungo termine, che segna un +15% con maggiori richieste anche dai clienti individuali
Il canale indiretto, che oggi rappresenta secondo Aniasa il 42% degli ordini relativi ai contratti di noleggio a lungo termine subirà nei prossimi anni delle profonde rivoluzioni. Oltre ai broker e ai concessionari largamente utilizzati dai noleggiatori, le agenzie assicurative e gli sportelli fisici e digitali delle banche rappresentano un’interessatissima opportunità per avvicinare i clienti più piccoli. Può capitare anche il contrario, cioè che il noleggiatore sia utilizzato come fornitore da un’altra realtà che propone ed eroga il servizio al cliente.
Sono sempre più numerosi i veicoli, che, all’interno delle flotte aziendali, sono dotati di dispositivi telematici, i cosiddetti veicoli connessi. Nel 2024, secondo le stime diffuse da Aniasa, hanno superato quota un milione, includendo in questo calcolo sia autovetture sia veicoli commerciali leggeri. Il boom della mobilità digitale è testimoniato anche da altri numeri: il volume di dati sviluppati dai veicoli connessi, ad esempio, nel 2025 è stimato in circa 175 zettabyte (ovvero trilioni di giga), contro i 33 del 2018; la crescita del pil abilitata dai nuovi regolamenti sui dati sarà pari a 270 miliardi di euro entro il 2028; una percentuale inclusa tra il 10 e il 15% delle aziende investe già oggi sulle potenzialità dei dati con progetti di innovazione che si basano proprio sul flusso di informazioni garantito dalle tecnologie di connessione.