Unisalute: la prevenzione al femminile ha sofferto l’impatto dell’emergenza sanitaria

Secondo l’Osservatorio Sanità di UniSalute, appena il 50% delle donne italiane ha effettuato una visita ginecologica negli ultimi 12 mesi

È noto come le donne siano mediamente più attente alla prevenzione rispetto agli uomini, soprattutto in merito alle problematiche di salute tipiche del proprio genere. Ma anche la prevenzione al femminile sembra aver sofferto l’impatto dell’emergenza sanitaria, visto che nell’ultimo anno appena un’italiana su due ha effettuato una visita ginecologica. È quanto emerge dall’Osservatorio Sanità di UniSalute[1], svolto in collaborazione con Nomisma, che ha interrogato un campione di 1.200 italiane ed italiani in merito alle proprie scelte in materia di salute.

Stando ai risultati, metà delle donne italiane non è andata dal ginecologo negli ultimi 12 mesi, ma quasi una su tre sembra evitare questo controllo di base a prescindere dalla pandemia: il 16% dichiara infatti di non fare una visita ginecologica da molti anni, e addirittura un 13% afferma di non averla mai fatta. Anche un esame importante come il Pap test – fondamentale per individuare anomalie al collo dell’utero – è stato effettuato nell’ultimo anno da meno di una donna su tre (31%); ma preoccupa ancora di più che, nella fascia d’età tra i 30 e i 44 anni, il 30% delle donne dichiari di non averlo mai fatto, o di averlo fatto molti anni fa.

La ricerca di UniSalute ha poi indagato la frequenza dei controlli relativi alla prevenzione del tumore al seno. Anche in questo caso il quadro non è dei migliori: solo una donna su quattro ha svolto un’ecografia al seno nell’ultimo anno, e il 44% delle donne tra i 30 e i 44 anni non si èmai sottoposta a questo esame. Tecniche preventive come l’autopalpazione, inoltre, sono ancora praticate con regolarità solo da una minoranza delle donne italiane (29%). Per quanto riguarda la mammografia, quasi una donna su quattro (23%) tra i 45 e i 54 anni dichiara di averla effettuata molti anni fa, o addirittura di non averla mai effettuata, nonostante sia consigliata come controllo regolare a tutte le donne sopra i 40 anni.

Dati come questi sottolineano ancora di più l’importanza di promuovere la cultura della prevenzione: proprio a questo scopo Unisalute ha partecipato nei giorni scorsi a Roma alla Race for the Cure, la più grande manifestazione mondiale per la lotta ai tumori del seno, organizzata da Komen Italia.

E se guardiamo invece agli uomini? Purtroppo, non ci sono sorprese: il sondaggio rivela come appena il 15% sia stato dall’andrologo nell’ultimo anno. Inoltre, un esame importante per la salute della prostata, ossia il dosaggio del PSA, è stato effettuato nell’ultimo anno solo dal 42% degli uomini nella fascia d’età tra i 55 e i 65 anni, dato che scende al 27% nella fascia d’età 45-54 anni.

Insomma: se tanto c’è da fare per la prevenzione al femminile, i numeri dicono che sul fronte maschile siamo ancora decisamente più indietro. Ad accomunare donne e uomini, invece, è la poca attenzione alla salute della propria pelle: sempre secondo la ricerca di UniSalute, oltre la metà (54%) sia degli uomini che delle donne non ha mai svolto una visita dermatologica per la valutazione dei nei. Un dato che rappresenta un segnale d’allarme in vista dei mesi estivi, a cui si spera di porre rimedio con le tante campagne che a maggio vengono dedicate alla prevenzione del melanoma.



[1] Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nomisma a inizio 2022 su di un campione di 1.200 persone stratificato per età (18-75 anni), sesso ed area geografica con sovracampionamento nelle province di Milano, Torino, Padova, Bologna, Napoli