Risparmio da mettere in gioco

DALLE INDAGINI CENSIS EMERGE CHE PIÙ DI UN ITALIANO SU DUE HA PAURA DI INVESTIRE
di Marco Capponi
Diversificazione, mercati privati, rapporto con le reti. Sullo sfondo, sempre presente, l’investimento come arma anti-inflazione presentato dal presidente di Assogestioni, Carlo Trabattoni, come la stella polare che dovrà muovere l’industria nei prossimi mesi. Dal Salone del Risparmio di Milano, arrivato ieri ai titoli di coda, è emersa la necessità forte di contrastare la paura di investire, che riguarda, stando ai dati Assogestioni-Censis, più di un italiano su due. «Il paradosso», ha spiegato a MF-Milano Finanza Fabio Galli, direttore generale dell’associazione di categoria del risparmio gestito, «è che spesso si percepisce il rischio dell’agire e non quello dello stare fermi: nel contesto attuale il vero rischio per i risparmiatori è proprio la liquidità».

Per rimettere in moto la macchina dei risparmi dai parcheggi improduttivi Galli ha suggerito di «mettere insieme tutte le soluzioni, perché la risposta è la diversificazione, unica vera arma di bilanciamento tra rischio e rendimento». Questo significa anche «spostare gradualmente i portafogli verso il mondo del non quotato, proseguendo il processo di evoluzione naturale dell’industria in atto da anni». Strumenti come pir, pir alternativi ed Eltif, supportati dagli incentivi fiscali, stanno avvicinando anche il retail ai mercati privati, «ma ciò non significa che le persone vanno a cercare queste soluzioni direttamente: il nostro modello è quello di accompagnare le scelte con la consulenza, e anche per questo abbiamo voluto abbassare le soglie d’accesso ai fondi non armonizzati», ha aggiunto il direttore generale.

Proprio il rapporto con le reti è un altro elemento centrale dell’agenda di Assogestioni. «Non c’è solo la capacità di costruire e gestire un prodotto, ma anche quella di portarlo ai clienti, spiegarlo e far capire come integrarlo con altri prodotti in portafoglio». Il Salone del Risparmio, ha evidenziato Galli, «serve per l’appunto a solidificare la relazione tra costruttori e distributori». I numeri del Salone hanno parlato da sé: «Ci aspettavano di tornare ai livelli del 2019, e invece siamo andati ben oltre, raggiungendo i 20mila partecipanti e superando le 120 conferenze». Segnale del fatto, ha concluso il direttore generale, «che la partecipazione online non sottrae quella fisica». (riproduzione riservata)
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