Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

La Covip accende i riflettori sulla necessità di rilanciare le adesioni ai fondi pensione con una serie di proposte presentate in audizione parlamentare. La commissione di vigilanza presieduta da Mario Padula osserva che la partecipazione risulta diffusa solo nelle fasce di lavoratori più forti: di grandi imprese, residenti al nord o al centro, più spesso di sesso maschile e di età non giovane. Per contro, i segmenti più deboli di lavoratori, più bisognosi di una integrazione delle prestazioni pensionistiche pubbliche, rimangono per lo più escluse dalla partecipazione alla previdenza complementare.
L’indagine globale «Cinque verità finanziarie sui Millennials» di Natixis Im, condotta su quasi 2.500 investitori individuali tra i 25 e i 40 anni, ha evidenziato che il 59% dei Millennials ha un consulente finanziario professionale, una percentuale più elevata sia della Generazione X (56%) sia dei Baby boomers (48%). Inoltre la pianificazione finanziaria cui sono più interessati è la consulenza professionale, per aiutarli a raggiungere quelli che l’82% dei Millennials individua come obiettivi finanziari, tra cui quello di andare in pensione a 60 anni.
Secondo gli ultimi dati Ania solo il 12,9% delle polizze fabbricati in Italia ha estensioni assicurative per rischi catastrofali. Di queste solo il 3% copre tutti i rischi. Negli ultimi anni questi ultimi si sono aggravati per tipologie e conseguenze, situazione che ha portato alla difficile assicurabilità e al proliferare di strumenti innovativi, con un’evoluzione verso tecniche sofisticate (vedi i cat bond). Anche per questo le soluzioni proposte all’estero sono diverse e variegate. Tentando di essere schematici:
Carlo Cimbri è pronto a sfidare di nuovo il mercato. Era già successo nell’estate del 2012, quando con lui al timone, il gruppo assicurativo Unipol, sotto la regia congiunta di Mediobanca e di Unicredit, decise di muovere su FondiariaSai.
Chi scommetteva su una pace o, quanto meno, su una tregua è stato smentito dai fatti. La durissima contrapposizione emersa nel cda di giovedì 12 mostra che la guerra al vertice delle Generali è ancora in corso. È bastata la divergenza sulla costituzione del comitato per le operazioni strategiche per spingere di nuovo sulle barricate Francesco Gaetano Caltagirone e gli altri rappresentanti della minoranza che, per protesta, si sono sfilati dagli altri comitati della compagnia.
AZ Galaxy è un contratto finanziario-assicurativo a premio unico di tipo unit linked, dove i sottostanti finanziari possono essere innumerevoli. In questo caso si prende in esame l’investimento dei premi nel fondo Thematic Innovation Opzione No Load, appartenente alla galassia di prodotti gestiti attivamente da Azimut. La polizza non ha una durata prefissata e si estingue in caso di riscatto totale, recesso o con il decesso dell’assicurato.

Rischio valanga di telefonate commerciali sui cellulari. È l’effetto beffa che potrebbe derivare da una lettura delle norme sul nuovo registro delle opposizioni al telemarketing (RPO), che farà il suo debutto entro il 31 luglio 2022. La novità più esaltata delle disposizioni della legge 5/2018 potrebbe, dunque, trasformarsi in un boomerang per gli utenti, se non si disinnesca una interpretazione suggestiva, che sfrutta alcune incertezze nella formulazione delle norme.
Unipol ha presentato il nuovo piano Opening New Ways, che punta ad aprire nuove strade negli ecosistemi mobility, welfare e property e nella bancassicurazione. Gli obiettivi finanziari del triennio 2022-2024, in rialzo rispetto a quelli del precedente piano strategico, prevedono un utile cumulato di 2,3 miliardi di euro e dividendi cumulati per 750 milioni. La raccolta nel comparto Danni è stimata a 8,9 miliardi (+1,1 mld rispetto al 2021), di cui un miliardo nel comparto Salute, un combined ratio Danni al 92,6% (-2,7%) e una raccolta Vita a 5,8 miliardi (+400 milioni). La raccolta premi nel canale bancassicurativo è attesa a 3,1 miliardi (+14,8%).
  • I profitti di Banca Generali salgono del 43% a 53 mln
Banca Generali ha chiuso il primo trimestre con un utile netto ricorrente di 53,2 milioni di euro, in crescita del 43% su base annua. Le commissioni nette ricorrenti sono salite del 15% a 120 milioni e i ricavi totali sono diminuiti del 33% a 160,8 milioni. Il Cet 1 si è posizionato al 16,2%. La raccolta netta è stata pari a 1,5 miliardi (-12%) e in aprile si è registrato un flusso positivo per 457 milioni, con un totale che da inizio anno ha superato 1,9 miliardi. Le masse totali sono aumentate dell’8% a 84 miliardi.

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  • Generali, cinque giorni per una mediazione sul Cda
Generali ha cinque giorni per trovare una toppa a colori, dopo che il cda di giovedì, chiamato a formare i comitati consultivi interni e includervi i tre consiglieri della “lista Caltagirone”, è sfociato nella polemica ritirata di essi, per la scomparsa del comitato strategico. Se il cda troverà una soluzione cherestauri l’armonia e non l’ostilità che da un anno affligge il gruppo, quel comitato potrebbe “riapparire” mercoledì, integrato nel comitato investimenti lasciato in sospeso per la retromarcia della vigilia. Unformato già adottato dal gennaio 2017 e fino al 2019.
  • Unipol, nel piano più cedole e meno Btp Ma cade in Borsa
«Non facciamo piani industriali per stappare champagne il giorno della presentazione». Carlo Cimbri, neo presidente del gruppo Unipol dopo esserne stato a lungo amministratore delegato, conclude così la presentazione del nuovo piano industriale al 2024. In quel momento in Borsa il titolo perdeva circa il 10%, a fine giornata il rosso si era ridotto all’8,25% (contro un mercato in rialzo del 2,05%) mentre la controllata UnipolSai ha chiuso a -3,17%. Un andamento che lo stesso Cimbri ha interpretato come probabilmente legato a chi aveva scommesso sull’annuncio di un prossimo accorciamento della catena di controllo.

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  • Unipol vara il nuovo piano al 2024: 1,3 miliardi in più nella sostenibilità
Non solo assicurazioni ma anche un altro salto «beyond insurance», puntando su servizi per la mobilità, per il welfare e l’immobiliare. Al centro naturalmente la bancassicurazione, grazie alla spinta di Bper e dell’altro partner più «giovane», la Popolare di Sondrio, nella quale il gruppo Unipol è salito al 10%. Sono gli ingredienti del nuovo piano triennale presentato ieri da Unipol, il primo illustrato da Carlo Cimbri nel ruolo di presidente sia di Unipol sia di UnipolSai, in base al passaggio di consegne deciso dall’assemblea di fine aprile che ha visto la nomina di Matteo Laterza ad amministratore delegato di UnipolSai e direttore generale di Unipol. Il team di manager ha illustrato «Opening new ways», il piano che traghetterà il gruppo al 2024. Punta a 2,3 miliardi di utile netto consolidato e dividendi cumulati di 750 milioni. Mentre la controllata (85%) UnipolSai distribuirà 1,4 miliardi. Salgono di 1,3 miliardi gli investimenti dalla raccolta nella sostenibilità. Sul fronte industriale c’è un impegno di 500 milioni nella tecnologia.

  • Generali, caso comitati sul tavolo Consob
  • B. Generali conferma gli obiettivi del piano
  • Unipol, più profitti e dividendi ma il titolo scivola in Borsa
  • Per Facile.it spunta anche il californiano SilverLake
  • Autotrasporto, perse oltre 11mila imprese
Tra i 100 numeri per capire l’autotrasporto italiano, il volume presentato ieri in Fiera Milano nell’ambito del Transpotec (il salone del trasporto pesante e della logistica), uno colpisce più di altri: il tramonto dei padroncini. Dal 2016 al 2021 le imprese individuali dell’autotrasporto merci sono passate da 54.681 a 43.296, pari a un saldo negativo di 11.385 unità (-20,82%). E l’attuale congiuntura, con i rincari record del carburante (gasolio, Gnl e AdBlue), potrebbe peggiorare ulteriormente la situazione, con una miriade di micro imprenditori in lotta per la sopravvivenza e a rischio espulsione dal mercato. Per contro, cresce il numero delle società di capitali, passate da 20.195 a 24.781, con un saldo positivo di 4.586 unità (+22,71%). Dunque, un autotrasporto più imprenditoriale e meno familiare.

  • L’11% ha rinunciato alle visite specialistiche
Nel 2021, l’11% degli italiani ha deciso di rinunciare alle visite specialistiche. Un dato in aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente: sono 765mila persone in più (escluse le visite dal dentista). È quanto ha certificato l’Istat nel rapporto Bes 2021, ovvero il dossier sul benessere equo e sostenibile dell’Italia. Al primo posto per rinunce c’è la Sardegna con il 18,3% della popolazione che ha rinunciato agli accertamenti, seguita da Abruzzo (13,8%) e Molise a pari merito con il Lazio (13,2%). Motivo delle rinunce? «Problemi economici o legati alle difficoltà di accesso al servizio», si legge nel Bes.
  • Fondi sanitari. Riforma al via? I segnali di ministero e Covip
L’8 aprile è stato diffuso sul sito del ministero della Salute, il monitoraggio tradizionale dei fondi sanitari da parte dell’ufficio Anagrafe fondi sanitari. Alla fine del report, pieno di dati interessanti, vi è il riferimento al “patto per la salute 2019-2021”, sancito da Stato e Regioni che prevede «l’istituzione di un gruppo di lavoro che elabori una proposta di provvedimento volta all’ammodernamento e alla revisione della normativa sui fondi sanitari». Una normativa, viene segnalato, che ha come fine, tra l’altro, «di favorire la trasparenza del settore, di potenziare il sistema di vigilanza, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza complessiva». Meno di un mese dopo (il 5 maggio), il presidente della Covip, Mario Padula, davanti alla Commissione bicamerale di Vigilanza degli enti pensione, dichiara: «Nonostante il gran numero di fondi sanitari operanti sul mercato, il settore dei fondi sanitari integrativi non è ancora adeguatamente regolato, né efficacemente vigilato. In tale contesto risulta necessario disporre di un adeguato sistema dei controlli, volto a presidiare la sana e prudente gestione dei fondi sanitari». E poi arriva la candidatura Covip: «Tali obiettivi possono essere efficacemente perseguiti tramite un sistema di vigilanza anch’esso integrato, con l’attribuzione della vigilanza su questi ambiti alla Covip».
  • Assicurazioni. Generali sul podio vita e danni, ora pensa alla salute
  • Secondo il Crif le richieste ad aprile sono scese del 24,3%