Quattro strade per affrontare il rischio catastrofale

IL PUNTO DI MAURO MASI

Secondo gli ultimi dati Ania solo il 12,9% delle polizze fabbricati in Italia ha estensioni assicurative per rischi catastrofali. Di queste solo il 3% copre tutti i rischi. Negli ultimi anni questi ultimi si sono aggravati per tipologie e conseguenze, situazione che ha portato alla difficile assicurabilità e al proliferare di strumenti innovativi, con un’evoluzione verso tecniche sofisticate (vedi i cat bond). Anche per questo le soluzioni proposte all’estero sono diverse e variegate. Tentando di essere schematici:

Assicurazione volontaria: da un punto di vista attuariale non consente di ripartire in modo sostenibile il rischio assicurativo e comporta alti costi per i cittadini. I potenziali clienti possono decidere di dotarsi o meno di copertura. In un contesto di carenza di cultura assicurativa il sistema può non svilupparsi e si possono generare meccanismi d’anti selezione, dove i soggetti esposti a un basso livello di rischio possono decidere di non sottoscrivere coperture.

Assicurazione obbligatoria: garantisce una vasta diffusione di coperture, soprattutto in mercati assicurativi non particolarmente sviluppati (Islanda, Turchia), anche se può essere percepita come impopolare.

Assicurazione semi-obbligatoria: prevede un’estensione obbligatoria ai rischi catastrofali nelle polizze base, commercializzate su base volontaria. Ovvero un modello semi-obbligatorio in base a cui i possessori di polizze incendio vedono automaticamente estendersi la copertura assicurativa anche contro i rischi di alluvioni, terremoti e via dicendo. Tale soluzione tende a risultare meno impopolare e più appetibile anche per l’abbinamento di due rischi con frequenze molto diverse ed è impiegato in Belgio, Spagna, Francia e in alcuni stati Usa.

Intervento Statale Pay as you go: intervento statale laddove il fatto accada, senza accantonamento preventivo, o comunque impiego di risorse statale, come in Italia dove il sistema ha assunto tutti gli oneri di ricostruzione post-emergenza.(riproduzione riservata)
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