Modello francese per Generali

di Andrea Deugeni
Spunta il modello Axa per una mediazione nel consiglio delle Assicurazioni Generali. Le diverse ipotesi per ricomporre la frattura andata in scena solo due settimane dopo l’assemblea fra i consiglieri di maggioranza e la minoranza capeggiata da Francesco Caltagirone sono sul tavolo del Comitato nomine e corporate governance della compagnia. È l’organismo presieduto da Andrea Sironi e in cui siedono Clara Furse, Luisa Torchia e Diva Moriani, incaricato dal board il 12 maggio di trovare una soluzione all’impasse.

Quella su cui i consiglieri si starebbero concentrando è l’opzione che prevede un comitato ad hoc per venire incontro alle richieste dell’imprenditore capitolino che ha il 9,95% della compagnia, concedendo però allo stesso tempo maggiore autonomia al group ceo del Leone, Philippe Donnet, nei singoli dossier di m&a. In che modo? Attraverso l’innalzamento dell’attuale tetto di 50 milioni di euro per le operazioni che non richiedono il via libera preventivo del board. Lo spiegano a MF-Milano Finanza alcune fonti, secondo cui la proposta di mediazione, salvo cambiamenti, dovrebbe prendere la forma di un accorpamento del comitato investimenti con quello per le operazioni strategiche. Sarebbe l’organismo incaricato di istruire i potenziali deal sopra i 500 milioni, lasciando invece sotto tale soglia ampi poteri a Donnet, proprio come avviene in Axa per il ceo Thomas Buberl.

Dopo che Caltagirone e gli altri consiglieri di minoranza, Flavio Cattaneo e Marina Brogi, avevano deciso di rifiutare l’ingresso negli altri comitati interni per protesta contro la cancellazione di quello per le operazioni strategiche, la proposta di mediazione sulla governance potrebbe essere presentata entro la fine di questa settimana o all’inizio della prossima. Il costruttore romano ha lamentato la mancanza di un presidio centrale sui principali dossier di m&a e un eccessivo potere nelle mani del ceo; la maggioranza dei consiglieri invece è a favore del rispetto di una best practice che individua il board come unico organo deputato alle funzioni strategiche. Intanto il Leone è salito al 91,5% di Cattolica avendo concluso l’acquisto del 6,8% con un reverse accelerate book-building da 105 milioni. (riproduzione riservata)

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