Con l’inflazione, sinistri (e polizze) RcAuto salate

di Anna Messia
Non solo energia e carburante. Anche il settore assicurativo rischia di essere colpito dai rincari dovuti alla spinta inflattiva accesa dalla guerra in Ucraina. E se il problema non riguarda le polizze vita (dove a preoccupare è piuttosto la volatilità dei mercati che sta avendo ricadute sugli investimenti mettendo a rischio i rendimenti) l’attenzione è tutta focalizzata sull’aumento dei costi dei sinistri, in particolare quelli del ramo Auto. Un trend che è una delle principali preoccupazioni dei manager assicurativi in tutta Europa, come rileva la società di consulenza Bcg, Boston Consulting Group. L’incremento era già partito in tutta Europa nei mesi del covid. Perché se è vero che con il lockdown c’è stata una minore circolazione della automobili e un crollo degli incidenti è anche vero che, con l’interruzione delle attività e il rallentamento delle catene produttive, i pezzi di ricambio sono diventati più costosi. Dall’inizio della pandemia, rilevano in Bcg, il costo di un sinistro automobilistico è aumentato in media del 4% ogni anno nei maggiori mercati europei, aggiungendo circa 5 miliardi di euro di costi totali ai conti economici delle compagnie assicurative europee. Ma il fatto è che si prospetta un ulteriore aumento dal 5% al 7% nel corso del 2022.

Bcg ha tastato il polso di alcune delle principali compagnie assicurative e del settore automotive in Europa per studiare il fenomeno e se guardiamo all’Italia, è attesa addirittura una crescita del costo medio del sinistro Rca nel 2022 compresa fra il 4,5% ed il 7%. Nel 2021 l’incremento era stato decisamente più contenuto, pari al 2,4%, ed inferiore al 2% negli anni precedenti. «Se consideriamo che ogni punto percentuale di inflazione costa alle compagnie di assicurazione circa 100 milioni di euro di costi addizionali nei sinistri Rca, al 2025, nello scenario più moderato definito dallo studio, il mercato italiano avrà accumulato circa 2,1 miliardi di costi addizionali rispetto al 2019, ultimo anno non impattato dal Covid», spiegano da Bcg. Per capire la differenza con il periodo pre-pandemico, si può tenere in considerazione il margine tecnico complessivo del settore Rca registrato nel 2019, pari a 1,5 miliardi di euro. In pratica il settore, dopo anni di risultati positivi, sarebbe destinato ad affrontare un periodo complesso con un probabile aumento a cascata dei prezzi delle polizze. «L’impennata dell’inflazione nei sinistri Auto è dovuta ad una congiuntura da tempesta perfetta. Abbiamo avuto gli effetti della pandemia, con le difficoltà di approvvigionamento sui pezzi di ricambio, che continueremo ad osservare fino almeno al prossimo anno, a cui si somma una strutturale evoluzione tecnologica dei veicoli, che porterà maggiori complessità dei componenti e, di conseguenza, costi superiori e incremento dei tempi di lavoro».,commenta Emanuele Costa, partner e director di Bcg. Inoltre, ad inasprire il quadro, si aggiunge un generale rialzo dei prezzi al consumo, che nell’Eurozona è stimato al 5% nel 2022, nonché gli impatti delle recenti tensioni geo-politiche legate alla crisi Ucraina. In tali circostanze, diventa urgente agire con tempestività, unendo iniziative volte a mitigare il costo dei risarcimenti ad una strategia strutturata su tariffe, condizioni di prodotto e appetito al rischio dicono da Bcg. Nello studio vengono approfondite 5 azioni chiave per la gestione efficace dei sinistri, partendo dalla trasformazione del modello operativo, che dovrà essere guidata dall’uso dei dati e dell’intelligenza artificiale, passando allo sviluppo delle reti di carrozzerie, alla gestione dei pezzi di ricambio, ma anche la sostenibilità ambientale del processo di liquidazione dei sinistri. «E’ nei periodi di maggiore discontinuità che possono presentarsi occasioni per rafforzare il proprio vantaggio competitivo», conclude Costa. (riproduzione riservata)

Fonte: