Infortuni, un’altra pandemia

L’ARGOMENTO AL CENTRO DEL WEBINAR ORGANIZZATO DA CASSA RAGIONIERI ED ESPERTI CONTABILI
di Mattia Grieco
La continua crescita del numero di morti e infortuni sul lavoro in Italia, anche nel 2022, impone l’adozione di misure straordinarie a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie. Lavorare, specie dopo i due anni di crisi economica legata all’emergenza pandemica, è diventata una sfida sempre più ardua e a farne le spese sono, come al solito, i più deboli e meno tutelati. Questi gli argomenti trattati nel corso del webinar “Infortuni sul lavoro, la pandemia silenziosa” promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, che ha visto protagonisti Iunio Valerio Romano (capogruppo del “M5s” in commissione lavoro a Palazzo Madama e vicepresidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni del lavoro in Italia), Emanuela Corda (deputata di ‘Alternativa’ e presidente della commissione Parlamentare per le questioni regionali), Carmela Bucalo (parlamentare di “Fratelli d’Italia” in commissione lavoro a Montecitorio) e Renzo Tondo (deputato di “Noi con l’Italia” nella commissione parlamentare di controllo sugli enti gestori della previdenza).

Il punto di vista dei professionisti è stato illustrato da Antonio Moltelo, commercialista e revisore dei conti dell’Odcec di Nola: «L’osservatorio di sicurezza Vega ha diffuso i dati sui morti sul lavoro dal 2018 al 2021 che risultano essere circa 4.713. Un numero spropositato inaccettabile di vittime in continua crescita, come dimostrano le statistiche annue che fanno registrare nel 2021, rispetto all’anno precedente, un incremento addirittura del 40 %. Le maglie nere sono le regioni del Centro Sud con la sola eccezione della Valle d’Aosta. Servono azioni immediate finalizzate a invertire questa tendenza nel più breve tempo possibile».

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni (consigliere d’amministrazione della Cnpr): «La cultura della sicurezza su lavoro deve necessariamente essere multiforme. E’ necessaria una normativa chiara e precisa ed insieme ci devono essere i controlli. Ma anche l’atteggiamento di chi promuove la cultura della sicurezza è assolutamente importante. E in questo il legislatore deve fare la propria parte. La sicurezza nei luoghi di lavoro è un argomento ad elevata intensità civile, non è un tema tecnico e non riguarda una singola professione. Confrontarsi su questi temi così rilevanti nell’ambito di una società evoluta come la nostra, dimostra che i professionisti non sono solo dei tecnici nella propria materia ma anche rappresentanti a pieno titolo della società civile. E come tali continueremo a promuovere questi dibattiti».
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