I comitati delle Generali e i rapporti con la minoranza

Il cda delle Generali oggi è chiamato a nominare i componenti dei vigenti cinque comitati endoconsiliari. L’attenzione alle nomine è, questa volta, maggiore rispetto alle altre passate circostanze successive all’elezione dei componenti i nuovi organi, per tutto quanto ha preceduto l’elezione stessa e per gli attuali rapporti tra la lista, del consiglio di amministrazione, che si è affermata nel voto e quella, di Franco Caltagirone, risultata minoritaria. Mentre si diffonde qualche voce, priva, però, di qualsiasi conferma, circa un progetto ad ampio raggio che vorrebbe l’uscita di Mediobanca dall’azionariato del Leone, più concretamente sarà interessante verificare se l’occasione della nomina dei membri dei comitati in questione sarà colta dalla maggioranza, al di là del rispetto delle minoranze, come un passaggio per una distensione dei rapporti con gli eletti della lista dell’imprenditore romano. In tal modo, si avvierebbe o comunque si tenterebbe di avviare una nuova fase delle relazioni, guardando al superiore interesse della Compagnia. In effetti, il contenzioso potenziale, palese od occulto, attivabile pur sempre incombe e si può nutrire di motivazioni giuridiche o di controffensive sul piano dei rapporti di forza, considerato che Caltagirone detiene ora in Mediobanca il 5,5% e Leonardo Del Vecchio, che ha sostenuto la lista Caltagirone nelle Generali, possiede oltre il 19% della stessa Mediobanca. In sostanza, più che per questi ultimi due imprenditori, la prova odierna è della maggioranza, che è chiamata a dimostrare equilibrio e lungimiranza.

Non è detto che una dosata composizione di questi organi faccia scomparire le ragioni del confronto tra le due parti. Ma certamente può incanalarlo su di un giusto binario o, in ogni caso, creare le premesse perché ciò possa avvenire. Certo, i Comitati hanno un ruolo importante anche se non decisivo. Comunque, nel tempo non è stata facile la loro configurazione. E’ sperabile che ora, pur trattandosi di questioni di diversa natura e contenuti, non si agisca in modo tale da dover necessariamente fare poi, tra qualche tempo, ciò che poteva essere fatto subito, adesso. Naturalmente, non si tratta soltanto dei Comitati. Occorre avere un progetto sul modo in cui prestare attenzione ai programmi della lista Caltagirone ora sostenuti dagli eletti e alla critiche rivolte alla passata gestione. Del pari, se vi è la dimostrazione di un tale ascolto, un atteggiamento similare si impone per i predetti eletti. Occorre, naturalmente, tenere conto dell’accennato contesto generale con i problemi indotti dall’inflazione, dagli sviluppi della pandemia, soprattutto dalla guerra e dai rapporti geopolitici.

Tutto ciò potrebbe accelerare la riduzione del carattere accomodante della politica monetaria con l’ulteriore rientro di operazioni non convenzionali – quindi con la diminuzione degli acquisti di titoli, pubblici in particolare – e con l’avvio della risalita dei tassi di riferimento. Un soggetto come le Generali non può non essere massimamente interessato a tale contesto. Andrà anche considerato, per le basi azionarie di Mediobanca e della Compagnia, il regolamento che il ministero dell’Economia ha messo in consultazione pubblica sui requisiti di competenza, correttezza e onorabilità per l’assunzione di partecipazioni qualificate, tra l’altro, in banche e assicurazioni (oltre ad altri intermediari). Si confida, ovviamente, che non si sia pensato, nel progettare l’emanazione di un atto le cui basi normative risalgono al 2015, a interventi ad personam. il regolamento non può non partire dai limiti propri di una fonte subordinata nella gerarchia delle norme. Dunque, occorre fare bene attenzione, a maggior ragione, agli spazi di discrezionalità che si dovessero lasciare agli Organi di controllo in materia di correttezza e competenza. Una materia che dovrebbe essere regolata per legge, per corrispondere ai vincoli della Costituzione, finirebbe, per rinvii a catena, nella disponibilità di Autorità amministrative che formerebbero la norma e l’applicherebbero: legislatori, esecutori e sanzionatori, un concorso insostenibile di funzioni, che, innanzitutto, dimentica la Costituzione. (riproduzione riservata)

Angelo De Mattia
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