IL MEF STA LAVORANDO A UN DECRETO PER STERILIZZARE LE MINUSVALENZE SUI TITOLI
di Anna Messia
Assicurazioni di nuovo in cerca di scudo. La volatilità sui mercati, tra guerra in corso e pandemia non ancora finita, rischia di avere pesanti ripercussioni sui bilanci delle compagnie e in questi giorni sta prendendo corpo l’ipotesi che il Ministero dell’Economia possa replicare provvedimenti già presi in passato per sterilizzare perdite dovute alla volatilità. Era successo nel 2018, in periodo di tensione dello spread sui Btp o ancora due anni fa, quando la pandemia aveva obbligato a chiudere uffici e attività, con ricadute sui mercati.

Il fenomeno, questa volta, riguarda in particolare la volatilità del mercato obbligazionario che rischia di provocare perdite sui bilanci civilistici, redatti con le regole contabili nazionali, come si inizia a vedere dai primi numeri che emergono dalle relazioni trimestrali che dovranno essere pubblicate nelle prossime settimane. Se da una parte le regole di Solvency II, che riguardano i bilanci consolidati, prevedono già meccanismi (come il volatility adjustment) che attenuano gli effetti delle fasi negative temporanee, dall’altra le minusvalenze sarebbero evidenti nei bilanci civilistici. E non si tratta di un piccolo problema, considerando che in base ai risultati registrati in quei bilanci le assicurazioni pagano i dividendi ai propri azionisti ma anche le imposte al governo. L’emergere di eventuali perdite bloccherebbe quindi non solo le cedole ma anche introiti importanti per i conti pubblici. Ecco perché in Via XX Settembre sembrano attenti alle richieste arrivate dal settore rappresentato dall’Ania, l’associazione presieduta da Maria Bianca Farina.

Nel 2018, con un emendamento al dl fiscale, era stato previsto per esempio che le assicurazioni potessero valutare i titoli di stato al costo storico e non al valore di mercato. Era stata in particolare concessa la possibilità di valutare i titoli non destinati a permanere durevolmente nel loro patrimonio in base al loro valore di iscrizione così come risultante dall’ultimo bilancio approvato anziché al valore desumibile dall’andamento del mercato, fatta eccezione per le perdite di carattere durevole. Uno scudo che ora potrebbe essere riattivato già in occasione delle relazioni semestrali ma ovviamente anche per i bilanci civilistici annuali con le plusvalenze complessive del settore che, secondo l’ultimo rapporto di Banca d’Italia si sarebbero di fatto dimezzate da 71 miliardi a 35 miliardi. Una flessione dovuta soprattutto alla componente obbligazionaria ma ora la volatilità dei mercati iniziata ad aprile sta cominciando ad avere ripercussioni pure sulle valutazioni dei titoli azionari. In ogni caso per alzare un muro protettivo sui bilanci civilistici delle assicurazioni basterebbe un decreto del Ministero dell’Economia utile a sterilizzare le minusvalenze. Ma Via XX Settembre dovrà inevitabilmente coordinarsi con Ivass, l’autorità di controllo del settore. Era stato così anche in passato quando alla possibilità di non far emergere le minusvalenze erano stati affiancati una serie di paletti dell’Istituto che aveva per esempio evitato che le compagnie distribuissero dividendi in quel periodo, tenendo alti in periodi di incertezza i presidi patrimoniali. (riproduzione riservata)
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