Il 28% dei Comuni ha almeno un progetto di Smart City

  • Il 50% dei comuni più grandi, con oltre 15.000 abitanti, ha progetti attivi di Smart City

  • Tra gli ambiti applicativi più gettonati, troviamo soluzioni per sicurezza e controllo del territorio (58%), smart mobility (57%) e illuminazione pubblica (56%)

Cresce l’interesse per le Smart City. Quasi un comune italiano su tre (il 28%) ha avviato almeno un progetto nell’arco degli ultimi tre anni e la percentuale sale al 50% nelle città con oltre 15mila abitanti.

Una percentuale destinata a crescere ancora, con il 33% dei Comuni che vuole investire in città intelligenti entro il 2024, sfruttando il Pnrr che prevede oltre 10 miliardi di finanziamenti dedicati all’interno delle diverse missioni.

Metà dei progetti di Smart City in Italia si trova in fase esecutiva. Nel 2020 erano solo 1 su 4, segnale di un consolidamento delle soluzioni, che non sono più semplici sperimentazioni. I progetti attivi riguardano in maggioranza la sicurezza e il controllo del territorio (58% di quelli censiti), la smat mobility (57%) e l’illuminazione pubblica (56%).

A fronte di questo aumento di interesse, restano però delle barriere che fanno sì che il potenziale di questa rivoluzione sia colto solo in parte. I principali ostacoli riscontrati nella realizzazione di progetti smart per la città sono la mancanza di competenze, che interessa ben il 47% dei comuni italiani, e la mancanza di risorse economiche, mentre hanno un peso inferiore le complessità burocratiche (24%), le difficoltà di coordinamento con altri attori (14%) e le resistenze interne al comune (9%).

Sono questi alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Smart City della School of Management del Politecnico di Milano.

La Smart City continua a crescere in Italia e si afferma nel dibattito il modello di città data-driven, in cui l’interoperabilità dei dati, la collaborazione tra attori pubblici e privati e i problemi legati alla privacy diventano sempre più centrali”, Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio Smart City. “Segnali positivi arrivano dai Comuni, in cui aumentano i progetti esecutivi e si riducono le tradizionali barriere. Emerge, però, una forte differenziazione a seconda della dimensione della realtà urbana, perché sono soprattutto le città sopra i 15.000 abitanti a dotarsi di tecnologie e soluzioni smart”.

La maggioranza delle amministrazioni comunali (il 69%) è pronta a ricorrere ai fondi del PNRR per la Smart City, investendo soprattutto in interventi di digitalizzazione ed innovazione (76%), infrastrutture sostenibili (61%) e transizione ecologica (56%).

Secondo la stima dall’Osservatorio, i finanziamenti dedicati alle città intelligenti superano i 10 miliardi di euro. “Questi fondi sono distribuiti sulle diverse Missioni del PNRR, perché gli interventi che rientrano nella sfera di influenza delle città intelligenti coprono molte delle dimensioni trattate”, spiega Luca Gastaldi, responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart City.

Le applicazioni di Smart City consentono di raccogliere moltissimi dati. Dalle abitudini dei cittadini, alla rilevazione dei consumi energetici fino al monitoraggio del territorio. Una vera e propria miniera d’oro, che se attentamente studiata e analizzata può generare valore ed essere utilizzata per migliorare la vita dei cittadini. Tuttavia, il 40% dei comuni non utilizza ancora adeguatamente i dati raccolti, anche se il 33% ha intenzione di farlo in futuro, riconoscendone l’importanza strategica e dando segnali positivi per i prossimi anni.

Nell’ambito della ricerca sono state formalizzate 6 modalità di valorizzazione dei dati derivanti da progetti di Smart City che possono essere implementate sia da enti pubblici sia da attori privati: ottimizzazione dei processi, supporto alla definizione di politiche pubbliche, monetizzazione di prodotti/servizi, monetizzazione diretta dei dati e advertising mirato. Per esempio, grazie al monitoraggio in tempo reale dello stato di funzionamento del sistema di illuminazione urbano, in caso di guasto è possibile gestire un intervento preventivo o in tempi brevi, riducendo i costi di gestione e garantendo un migliore servizio ai clienti.

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