Unipol triplica i profitti

Unipol ha chiuso il primo trimestre con un utile netto consolidato di 361 milioni di euro, quasi triplicato rispetto ai 134 mln dello stesso periodo del 2020. Ha inciso positivamente il contributo di 119 milioni derivante dal consolidamento pro-quota del risultato di Bper che riflette, tra l’altro, le componenti economiche straordinarie connesse al badwill rilevato per l’acquisto delle attività ex Ubi. Il risultato al netto di Bper è di 242 milioni. La raccolta diretta assicurativa, al lordo delle cessioni in riassicurazione, si è attestata a 3,18 miliardi (+2%).

Per quanto concerne gli altri settori, il protrarsi dell’emergenza Covid continua ad avere ripercussioni negative sul settore alberghiero. Per contro, si registra un buon risultato di UnipolReC e un sostanziale pareggio per gli altri business. La redditività lorda del portafoglio degli investimenti finanziari assicurativi ha ottenuto un rendimento del 3,2% degli asset investiti (3,3% a marzo 2020), di cui il 2,7% relativo alla componente cedole e dividendi. Per quanto concerne l’indice di solvibilità, il rapporto tra fondi propri e capitale richiesto era al 210% rispetto al 216% di dicembre 2020. Per l’intero esercizio è atteso un risultato consolidato della gestione positivo.

UnipolSai ha realizzato un utile netto consolidato di 249 milioni di euro, in crescita dai 171 mln precedenti. La raccolta diretta nel comparto Danni è scesa del 3% a 1,919 miliardi a causa del comparto Auto, mentre i premi Non auto sono saliti del 3,1% a 987 milioni. Nel Vita la raccolta diretta è cresciuta del 10,7% a 1,261 miliardi.

L’a.d. di Unipol, Carlo Cimbri, ha confermato l’intenzione di distribuire i dividendi congelati lo scorso anno dal regolatore, ma esclude azioni straordinarie sul capitale che portino alla distribuzione o all’indebolimento dell’eccesso di capitale di cui il gruppo dispone. «La nostra volontà e capacità sono inalterate, non c’è alcun tipo di prescrizione dei regolatori rispetto a quella già emanata che scade il 30 settembre e quindi, in assenza di nuove disposizioni, la nostra volontà è di onorare gli impegni assunti con il mercato non appena avremo il modo di averne le possibilità dal punto di vista regolamentare». (riproduzione riservata)

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