Un over 50 su tre non sa quando smetterà di lavorare

Nonostante le varie riforme degli ultimi anni, gli italiani tendono ad avere ancora aspettative irrealistiche sulla pensione e quindi fanno ancora poco per costruire una integrazione all’assegno pubblico. Certo, la crisi del Covid non ha aiutato, ma proprio la ripresa economica sostenuta dai fondi europei dovrebbe contribuire a rilanciare la propensione a risparmiare per la pensione. Il nuovo sondaggio condotto da Moneyfarm e Progetica sulle attese delle varie fasce di età nei confronti della previdenza pubblica fotografa una situazione in cui solo un 3% pensa che avrà una pensione più alta dei propri desideri, mentre per il 90% la pensione sarà più bassa. Ma allarma il fatto che metà dei lavoratori non sappia quanto percepirà di pensione (54%). Per quanto riguarda le preferenze sul quando smettere di lavorare, soltanto sei su dieci hanno un’idea ben precisa (59%). Un dato che dovrebbe far riflettere. Fra chi ha avuto modo di riflettere sul proprio futuro, aleggia un ottimismo che stride con i dati di realtà: il 29% vorrebbe andare in pensione a 60 anni, il 18% a 65 anni, con via via percentuali sempre più basse, fino ad arrivare ai 70 anni indicati da un numero molto esiguo di persone. E quando invece realisticamente prevedono di poter andare in pensione? Solo il 50% dichiara di sapere quando andrà in pensione. Anche in questo caso, cresce la consapevolezza con il passare dell’età: si va dal 32% degli under 29, al 46% dei trentenni, al 57% dei quarantenni, fino al 65% dei cinquantenni. Questo vuol dire che il 35% degli ultracinquantenni non si è occupato di informarsi su quando andrà in pensione. Fra chi ha dichiarato di sapere quando potrà accedere alla pensione, quasi un terzo (31%) ha risposto 67 anni, che è proprio il requisito minimo per accedere alla pensione pubblica con l’attuale criterio di vecchiaia. Il resto (69%) indica dai 60 ai 70 anni, con una media di poco più di 66 anni. « Malgrado i numerosi interventi legislativi, da questa ricerca emerge un ottimismo purtroppo ingiustificato da parte dei risparmiatori italiani. La consapevolezza è il primo passo per fare la scelta giusta: investire. A maggior ragione quando gli incentivi fiscali destinati a chi decide di investire per la pensione sono così interessanti», spiega Giovanni Daprà, ad di Moneyfarm. D’altra parte, come ha osservato Paolo Galvani, presidente di Moneyfarm «gli anni da vivere in pensione sono in media più di 20. Alla luce del continuo allungamento delle aspettative di vita della popolazione, soprattutto le generazioni più giovani, che non potranno contare sul welfare pubblico, non possono prescindere dalla pianificazione di questa fase cruciale della loro vita». (riproduzione riservata)

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