Eredità e fisco al test delle riforme

Imposta di successione calcolata sul patrimonio del beneficiario. È una delle possibili opzioni di riforma indicate dall’Ocse che propone di cambiare il punto di vista sulla tassa delle eredità. Non più un prelievo sul patrimonio del defunto, ma una imposta che tenga in considerazione la ricchezza di chi riceve le proprietà. Se basata sul beneficiario, la tassa di successione può diventare più equa rispetto a un’imposta calcolata sulla ricchezza totale trasferita dai donatori, dice l’Ocse. Se l’obiettivo è quello di promuovere l’uguaglianza delle opportunità, è la quantità di ricchezza ricevuta da ogni singolo beneficiario e le sue circostanze personali che contano di più della quantità complessiva di ricchezza lasciata dal donatore. Un altro vantaggio di un’imposta di successione calcolata sul beneficiario è che può incoraggiare la divisione dei patrimoni e ridurre ulteriormente le concentrazioni di ricchezza, poiché la divisione dei lasciti tra più beneficiari potrebbe ridurre l’ammontare dell’imposta da pagare.
In alternativa, un approccio particolarmente equo ed efficiente è quello di tassare i beneficiari sulle donazioni e i lasciti che ricevono nel corso della loro vita attraverso una tassa sui trasferimenti di ricchezza. Nell’ambito di una tassa sui trasferimenti nel corso della vita, l’obbligo fiscale per ogni trasferimento sarebbe determinato prendendo in considerazione l’ammontare dei patrimoni ricevuti da un beneficiario. Tale imposta potrebbe essere applicata al di sopra di una soglia di esenzione fiscale nel corso della vita, vale a dire al di sopra di un importo di ricchezza di cui un beneficiari ha diritto a ricevere esentasse nel corso della vita, sia attraverso donazioni che eredità. Tenere conto della ricchezza ricevuta in precedenza da un beneficiario può garantire che gli individui che ricevono più ricchezza nel corso della loro vita paghino più tasse di successione rispetto agli individui che ne ricevono meno, in particolare se le aliquote fiscali sono progressive.

Indipendentemente dal tipo di tassa implementata, esistono comunque una serie di riforme che i paesi possono considerare. Le soglie di esenzione fiscale, ad esempio, devono esentare le piccole eredità, permettendo agli eredi di ricevere una certa quantità di ricchezza esentasse. Dove le aliquote fiscali sono fisse, inoltre, si potrebbero considerare aliquote progressive per assicurare che coloro che ricevono più ricchezza siano tassati di più.

Nel caso in cui esistono divari significativi tra il trattamento fiscale che si applica ai discendenti diretti e quello che si applica agli eredi più lontani, questi potrebbero essere ridotti. L’applicazione di aliquote fiscali più elevate ai membri della famiglia più lontani incentiva i donatori a concentrare i loro trasferimenti di ricchezza tra i membri della famiglia più vicini. Inoltre, le opportunità di pianificazione ed evasione fiscale dovrebbero essere minimizzate attraverso una migliore progettazione: il trattamento fiscale delle successioni e delle donazioni dovrebbe essere allineato.

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