Doris rilancia lo strumento Pir

di Mattia Franzini
Una congiunzione astrale quasi perfetta. È la definizione dell’attuale mercato che ha dato ieri Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum, nel corso dell’evento Mediolanum Market Forum-Investiamo sull’Italia. «Tra il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il denaro che inietterà l’Unione europea e il fondo complementare nazionale ci troviamo in una congiunzione astrale quasi perfetta», ha detto il manager. La nostra macchina dell’economia, ha aggiunto, «prima dell’avvento della crisi sanitaria stava funzionando e si è deciso giustamente di spegnerla». La decisione di procedere ai lockdown è stata presa a tavolino viste l’importanza e la delicatezza della crisi sanitaria. Ma ora, sottolinea Doris, «possiamo riaccendere quella macchina e siamo nella condizione perfetta per farla ripartire». Il numero uno della società finanziaria ha ricordato che «ci sono 1.700 miliardi sui conti correnti e una parte di questa liquidità potrebbe essere indirizzata all’economia. Gli strumenti ci sono, per esempio i Pir o i Pir alternativi». Lato risparmiatori «sarà anche una grande occasione per avere i ritorni». Ottimismo sulla situazione è stato espresso anche da Tommaso Corcos, ad e dg di Fideuram Ispb e presidente di Assogestioni. «È difficile non essere ottimisti sul mercato italiano e sulla congiuntura: è una situazione particolarmente positiva», sia per la credibilità del governo, con il premier Mario Draghi, «sia per i soldi che arriveranno» anche dall’Ue «per rilanciare l’economia». In aggiunta «sono in corso anche grandi trasformazioni nel settore economico ed energetico. Credo che l’accompagnamento che noi possiamo offrire per costruire un ponte tra risparmio e imprese in questa fase sia molto importante». In quest’ottica, ha aggiunto Corcos, «è importante la presenza dei fondi previdenziali. Occorre portare al tavolo questi investitori per attrarre risorse e offrire affidabilità», ha aggiunto. «Quando il risparmiatore si avventura da solo in modalità fai-da-te, subisce le grandi variazioni del mercato azionario: compra male e vende peggio», ha osservato ancora il numero uno di Assogestioni commentando la ricerca presentata. «Sono rimasto stupito dal livello di conoscenza che hanno i risparmiatori dei Pir, superiore a quello che ci si poteva aspettare. E questo lo si deve anche al lavoro delle grandi reti». Stefano Volpato, direttore commerciale di Banca Mediolanum, ha anche lui posto l’accento sull’importanza dei Pir. «Hanno una portata enorme sia per i risparmiatori che per il sistema produttivo», ha detto. In Gran Bretagna «gli equipollenti dei Pir hanno determinato un aumento incredibile delle quotazioni. È stato un successo straordinario. Sempre in Gran Bretagna si registra una adesione altissima, il 75% degli inglesi hanno sottoscritto questi prodotti. Per il risparmiatore sono uno strumento efficiente per accumulare le risorse per le nostre esigenze di lungo periodo». (riproduzione riservata)

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