Banca Generali da record. E ora guarda alle cripto

di Anna Messia
Gli obiettivi del piano industriale triennale 2019-2021 che si chiude quest’anno saranno con buona probabilità superati. Quello appena finito è stato del resto il miglior trimestre di sempre per Banca Generali, con un utile netto di 135,4 milioni, in crescita del 71% e ricavi totali di 239,9 milioni, in aumento del 42%.

«Il 2021 è partito molto bene, con un’ulteriore accelerazione dell’interesse per la nostra industria e un risultato pro capire dei nostri banker superiore alla media di mercato», dice l’amministratore delegato Gian Maria Mossa, pronto ad aprire i cantieri per il nuovo piano industriale che sarà presentato a fine anno e che spingerà su «persone e tecnologia», come dice a MF-Milano Finanza. L’obiettivo sarà «la crescita dei clienti» e la «spinta sull’internazionalizzazione che non riguarderà solo la Svizzera, dove il gruppo è già presente ma anche il potenziamento della fabbrica prodotti in Lussemburgo e su altre piazze che dovessero rivelarsi interessanti», aggiunge.

Per quanto riguarda il futuro, «l’industria non può permettersi di trascurare le potenzialità delle criptovalute, che sono già una realtà molto importante negli Usa e che sono destinate a diventarlo sempre di più anche in Europa con la nuova regolamentazione che entrerà in vigore tra due anni», dice Mossa, ricordando che Banca Generali è già entrata nel capitale di Conio, la fintech dedicata alle criptovalute. Mentre sulle previsioni di chiusura d’anno il numero uno della banca dice di aspettarsi che «i nodi su mercati, tassi e inflazione verranno probabilmente al pettine ma siamo pronti a difendere i portafogli dei nostri clienti», conclude. (riproduzione riservata)

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