Tracollo delle immatricolazioni in Ue ad aprile: -76%. Lingotto -87%

di Francesca Chiarano MF-DowJones

Crollo senza precedenti per il mercato europeo dell’auto ad aprile. Nella sola Unione europea il calo delle immatricolazioni è stato del 76,3%, il peggior risultato da quando il dato viene registrato, dopo il -55,1% di marzo. È quanto ha comunicato ieri l’Acea, l’associazione dei costruttori europei, sottolineando che il calo record a 270.682 unità vendute è legato alle restrizioni per la pandemia con la maggioranza dei concessionari nei paesi Ue chiusi per tutto il mese. Per Fiat Chrysler le immatricolazioni ad aprile, con il lockdown totale dell’Italia, sono state 10.419, -87,7% rispetto allo stesso mese del 2019, mentre la quota di mercato si è quasi dimezzata al 3,8% dal 7,4%. Tra gennaio e aprile le immatricolazioni del gruppo sono state 169.112, con un calo del 48%, mentre la quota di mercato è diminuita al 6,1% dal 7,2%. Il primo gruppo europeo resta Volkswagen con 77.862 macchine immatricolate: in calo del 72,7% ma con una quota di mercato in espansione dal 24,9% al 28,8%. Al secondo posto c’è la francese di Psa (Peugeot e Citroën), promessa sposa di Fca, che ha venduto 36.718 auto con una diminuzione dell’81,2% e una quota in contrazione dal 17,1% al 13,6%. A Milano Fca perde l’1,25% a 7,703 euro. «Pur essendo negativo, il calo del mercato automobilistico europeo ad aprile non è una sorpresa», ha commentato Banca Imi. «Per quanto riguarda Fca, dato il suo posizionamento in Italia, il gruppo ha sottoperformato il mercato automobilistico europeo registrando un calo dei volumi dell’87,7% ad aprile e una contrazione del 48% da inizio anno». Anche per Mediobanca Securities il trend piuttosto debole di aprile in Europa era ampiamente atteso. «A maggio prevediamo solo una lieve ripresa che dovrebbe rimanere piuttosto negativa su base annua», ha previsto questa banca d’affari. Fidentiis ha parlato di dati molto brutti, ma in linea con le previsioni, «quindi non prevediamo alcuna reazione delle azioni alla notizia», ha affermato il broker, osservando che ad aprile Fca ha sofferto più dei suoi concorrenti a causa del crollo del -98% del mercato italiano. «Prevediamo un graduale recupero sequenziale delle vendite in Italia a partire da maggio in seguito all’allentamento del lockdown e alla riapertura dei rivenditori», ha aggiunto Fidentiis che ha un rating buy sul titolo Fca, che da inizio anno ha perso il 41% del suo valore contro il -34% del settore auto e tratta a un multiplo prezzo/utile 2021 di 5,8 volte (settore 7,6, Stati Uniti 7,9) e a un multiplo enterprise value/ebit di 6,4 volte (settore 7,3, Stati Uniti 7,1) con un rendimento del free cash flow del 15,4% (settore 5,3%, Stati Uniti 7,9%) e del dividendo del 9,8% (settore 9,9%, Stati Uniti 8,5%). (riproduzione riservata)

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