Scudo da 2 miliardi sull’assicurazione del credito

di Anna Messia

Il paracadute statale è pronto ad aprirsi anche sopra l’assicurazione del credito italiana con una manovra complessiva da 2 miliardi volta a evitare il blocco del credito commerciale. La novità è contenuta nelle bozze del decreto Rilancio anche se non è escluso che possa invece essere veicolata nella conversione del decreto Liquidità. In ogni caso l’intenzione, come anticipato da MF- Milano Finanza, è replicare quanto fatto in altri Paesi europei, come Germania e Francia, con un correttivo pubblico per evitare che le compagnie del credito, vista la crisi, smettano di assicurare i pagamenti delle imprese, specie le più fragili, con un effetto a catena sulla fiducia e sulla stabilità del sistema. L’intenzione è creare una sezione speciale del fondo detenuto presso il ministero dell’Economia, istituito con il decreto Liquidità dello scorso aprile, da 1,7 miliardi, che potrà essere utilizzato a copertura delle garanzie relative alle imprese di assicurazione. Un argomento cruciale in questa fase economica. Durante la crisi del 2008 le assicurazioni del credito che operano in Italia pagarono sinistri per circa 1 miliardo e la nuova crisi creata dal coronavirus rischia di essere decisamente più profonda, bloccando il mercato italiano dell’assicurazione del credito a breve termine e di conseguenza il credito commerciale. Un mercato che oggi fornisce copertura a circa un milione tra aziende assicurate e loro debitrici, con 1,8 milioni di linee di credito assicurative per un importo complessivo di circa 250 miliardi di transazioni commerciali, di cui i due terzi su controparti italiane e un terzo su clienti esteri. Il governo vuole in pratica creare uno strumento di riassicurazione di Stato, «in analogia ai modelli adottati o in fase di adozione in altri Paesi europei, che ha l’obiettivo di preservare il sistema del finanziamento interaziendale e di consentire la continuità degli scambi commerciali necessari per garantire l’integrità del sistema produttivo del Paese», si legge nella bozza. I modelli stranieri non sono tutti uguali. In Francia, per esempio, dove è stato previsto un intervento complessivo di 12 miliardi, lo Stato interviene direttamente per integrare le coperture degli assicuratori privati sulle imprese finanziariamente più deboli, mentre in Germania l’intervento del governo federale è ancora più incisivo, con un programma straordinario, fino a fine anno, che prevede che lo Stato incassi direttamente il 65% dei premi dell’assicurazione dei crediti e compartecipi alla perdita fino a 30 miliardi rispetto ai circa 400 miliardi di esposizioni complessive. In Italia l’idea sarebbe di replicare il modello tedesco, con le compagnie che cederebbero allo Stato i due terzi dei premi, compartecipando alle perdite. Il tutto sarà però definito da un decreto ministeriale che dovrà essere emanato entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge. Le imprese di assicurazione attive in Italia nel ramo dei crediti commerciali a breve termine potranno aderire allo strumento di garanzia attraverso specifica convenzione e nel prestare la garanzia assicurativa avranno accesso alla garanzia statale fino alla fine dell’anno. (riproduzione riservata)

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