RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 25/05/2020

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali


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Indipendenza logico-giuridica del piano assicurativo da quello giudiziario: il contagio da covid-19 sul luogo di lavoro fa scattare la tutela infortunistica da parte dell’Inail, ma non si traduce automaticamente in una responsabilità per il datore di lavoro, né civile né penale. È quanto chiarito dalla circolare Inail n. 22 del 20 maggio scorso (si veda ItaliaOggi del 21 maggio), precisando che il riconoscimento di un caso di infezione da Covid-19 come infortunio per il quale interviene la tutela Inail non determinerà alcun presupposto per individuare una responsabilità civile o penale dell’imprenditore. Peraltro si rassicura anche sull’esclusione di qualsiasi incidenza degli infortuni da coronavirus sulla misura del premio pagato dal singolo datore di lavoro.
Attivazione degli amministratori con finalità di scovare indizi di crisi o situazioni in cui la continuità sia messa a repentaglio, mediante l’ausilio degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili. Ruolo chiave dell’informazione sociale che deve essere garantita ai componenti non esecutivi. Responsabilità degli amministratori a cui è richiesta informazione, iniziativa, intervento, attivazione e trasparenza. Sono alcune indicazioni contenute nel documento «Compiti e responsabilità degli amministratori privi di delega», emanato dalla Fondazione nazionale dei commercialisti il 30/4/2020, alla luce dell’entrata in vigore del codice della crisi e delle recenti modifiche al codice civile con cui è stato riformulato l’art. 2086.

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La tutela della salute si consolida al primo posto. Ma emergono nuovi pericoli, soprattutto quelli riguardanti il rischio di impoverimento per la pandemia. Le compagnie studiano le soluzioni migliori. La strategia di Generali
Fabio Carsenzuola, numero uno di Europ Assistance, racconta come cambiano i bisogni assicurativi ai tempi del virus. Dai pacchetti per i viaggi fai-da-te ai consulti telematici con il medico
Nata appena tre anni fa, Bene Assicurazioni ha già raggiunto il break even e una raccolta rilevante. Ora punta quota 300 mila clienti
  • Nel silenzio dei grattacieli deserti il futuro sospeso delle metropoli
Lo smart working svuota le torri: in ufficio meno del 10% delle grandi compagnie. La nuova normalità nei quartieri del Business. Quale il futuro dei grattacieli e dei palazzi uffici delle metropoli europee?

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  • Il parapendio si sgonfia in aria. Muore 58enne
Un 58enne ha perso la vita precipitando con il parapendio, che si è sgonfiato in volo diventando incontrollabile. È accaduto vicino a Punta Almana, sulla sponda bresciana del Lago d’Iseo: l’uomo si è schiantato sulle rocce. Per soccorrerlo si è alzata in volo l’eliambulanza di Bergamo, ma non c’è stato nulla da fare. L’incidente si è verificato alle 16.30 di ieri. Stando a quanto ricostruito dai carabinieri della compagna di Chiari, intervenuti sul posto, l’uomo era in volo quando una corrente d’aria improvvisa ha rovesciato il parapendio senza lasciargli la possibilità di riprenderne il controllo. Il piccolo mezzo ha perso la rotta e si è schiantato contro uno sperone roccioso. L’uomo era originario di Cazzago San Martino, nel Bresciano.

Meno ottimisti sul futuro. Propensi a stare fermi e, semmai, ad accantonare di più. Gli italiani fotografati nel bel mezzo della pandemia dall’Osservatorio Anima Eumetra Mr (marzo 2020) sono giustamente preoccupati e «appiattiti» su decisioni molto conservative indipendentemente dalle disponibilità economiche e dalla cultura finanziaria che passiedono. Anche se, proprio la crisi più pesante della storia recente, segnala che le famiglie sono più informate rispetto a qualche tempo fa sulle tendenze del mercato.
Con il decreto legge Rilancio prende il via il Pir alternativo. Un nuovo tipo di piano individuale di risparmio che si propone di contribuire al rilancio del nostro Paese, puntando di più sul vero tessuto economico dell’Italia. Si tratta infatti di uno strumento costruito con l’obiettivo di far affluire risorse alle piccole e medie imprese anche non quotate, il cui accesso al capitale, oggi, per effetto dell’emergenza sanitaria, è ancora più complicato.
Innovare oppure innovare: l’industria del risparmio non ha alternative. E la crisi da Covid lo ha dimostrato una volta di più. Si può solo accettare la sfida dell’efficienza e della riduzione dei costi, che possono portare vantaggi per tutti. Yves Perrier, ceo di Amundi — il più grande asset manager europeo di portata globale controllato da Crédit Agricole e quotato a Parigi, con 1.500 miliardi di asset, 100 milioni di clienti, sedi in 40 Paesi ( Milano è tra le più importanti), 4.500 dipendenti e sei piattaforme di gestione — racconta i progetti per andare oltre la grande incertezza.
  • Governance. La svolta di Cattolica
La compagnia veronese smette di litigare e trova una sintesi tra le due proposte di modifica dell’architettura societaria. Consiglio ridotto e spazio alla seconda lista. Soci più “pesanti”. L’assemblea voterà il 27 giugno.
  • Una polizza piena di Pir Per puntare sull’Italia
Sostenere l’economia e le pmi italiane per ripartire, dopo l’emergenza Covid-19. In questa logica, Crédit Agricole Italia rilancia l’offerta dei piani individuali di risparmio, attraverso MultiPir. La polizza multiramo, firmata da Crédit Agricole Vita (la compagnia di assicurazione del gruppo, specializzata nel ramo vita, guidata da Marco Di Guida) che, oltre a una gestione separata investita in titoli di stato, contiene otto fondi Pir: due (azionario e bilanciato) di Amundi (la società di gestione del gruppo) e sei azionari di terzi (Anima, Axa, Schroder ed Eurizon). «MultiPir — spiega Roberto Ghisellini, vice direttore generale di Crédit Agricole Italia — investe in strumenti finanziari di imprese italiane e combina la garanzia del capitale impiegato nella gestione separata Crédit Agricole Vita Più, con le potenzialità di performance di otto fondi Pir, gestiti dalle migliori case sul mercato». La neonata polizza usufruisce delle agevolazioni fiscali previste per i prodotti Pir (nessuna tassa di successione né imposta sul capital gain) se mantenuta per cinque anni. I vantaggi fiscali sono riconosciuti limitatamente all’investimento di 30 mila euro all’anno e 150 mila nel quinquennio. In MultiPir si possono apportare somme superiori che però saranno escluse dal regime fiscale agevolato.

 


  • Crif, in ripresa a maggio le richieste delle famiglie per mutui e prestiti
Saranno probabilmente destinati anche ai lavori di riqualifazione edilizia che beneficeranno del bonus del dl Rilancio i fondi richiesti dalle famiglie in queste ultime settimane. Dalle elaborazioni effettuate sul patrimonio informativo di Eurisc (il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da Crif) emergono infatti i primi segnali di ripresa del numero di richieste di credito presentate dagli italiani dopo la flessione registrata a seguito del lockdown disposto dal Governo a partire dal 9 marzo scorso per contenere la diffusione della pandemia di Covid-19.
  • L’amministratore che non paga le imposte deve risacire i creditori della società fallita
L’amministratore che non adempie agli obblighi fiscali risponde di mala gestio in caso di fallimento della società. Questo emerge dalla sentenza del Tribunale di Milano del 13 marzo scorso, che ha accolto la domanda di un curatore che aveva chiesto di condannare gli ex amministratori di una società fallita a risarcire il danno, con diverse modalità derivato ai creditori sociali a causa delle loro inadempienze verso l’Erario. È il rappresentante legale che ha l’obbligo di provvedere al pagamento delle imposte della società con personalità giuridica. Egli non ne è personalmente responsabile sul piano patrimoniale e, in base all’articolo 7 del decreto legge 269 del 2003 convertito dalla legge 362 del 2003, non gli possono essere nemmeno irrogate le sanzioni amministrative relative al rapporto fiscale proprio della società.
  • Calcolo danni: non retroattivi i criteri della riforma
La nuova disciplina sui criteri di liquidazione del danno prevista dal Codice della crisi che ha modificato l’articolo 2486 comma 3 del Codice civile ed è in vigore dal 15 aprile 2019, sebbene recepisca principi già applicati dalla giurisprudenza, non può essere applicata retroattivamente perchè comporta un’inversione dell’onere della prova a beneficio dell’attore e in danno del convenuto. Lo ha stabilito la Corte di Appello di Catania con una sentenza del 16 gennaio scorso che si è discostata dall’orientamento seguito da altri giudici di merito che avevano di fatto esteso gli effetti della norma introdotta dal Codice ella crisi anche alle procedure fallimentari avviate prima della sua entrata in vigore, in considerazione della continuità tra la precedente applicazione giurisprudenziale e la n uova disposizione. Così aveva fatto ad esempio il Tribunale di Bologna con una sentenza del 2 dicembre 2019 (si veda Il Sole24 ore del 20 gennaio scorso).

  • Covid-19 e la responsabilità penale: cosa rischiano davvero i datori di lavoro francesi
Questa è una delle paure dei datori di lavoro: ritrovarsi in tribunale dopo la morte di un dipendente a causa della Covid-19. “I capi hanno il contachilometri a zero”, ha riassunto uno di loro. Non vogliono “essere piccioni che si sparano a mezz’aria”, ha allarmato il presidente del CPME, François Asselin, sottolineando le attuali incertezze giuridiche. “Sono le sanzioni penali che preoccupano di più i responsabili delle decisioni, chiunque essi siano, i direttori d’azienda, i dirigenti, i quadri, i manager ma anche i presidi delle scuole”, spiega Patrick Martin, vice presidente del Medef. La legge che estende lo stato di emergenza sanitaria dell’11 maggio dovrebbe aver trattato l’argomento. D’ora in poi, per quanto riguarda la responsabilità penale, sia per le autorità locali che per i datori di lavoro, si dovrà “tenere conto delle competenze, del potere e dei mezzi [a loro disposizione] nella situazione di crisi che ha giustificato lo stato di emergenza sanitaria”.
  • “La responsabilità penale della persona giuridica è più facile da coinvolgere rispetto a quella della persona fisica”.
Didier Rebut ripercorre le diverse forme di responsabilità penale del datore di lavoro. Secondo lui, il nuovo articolo del Codice della sanità pubblica, volto a specificare l’applicazione di questa responsabilità, è una misura simbolica.
  • Assicurazione in prima linea
Mentre i dipendenti tornano in ufficio, le aziende sono in guardia, così come i periti assicurativi. “Durante questo periodo di contenimento, abbiamo avuto molte domande sul tema della responsabilità del manager in caso di contaminazione di un dipendente”, ammette Alexandre Gajewski, un agente generale AXA con sede nei pressi del vecchio porto di Marsiglia. La questione è in discussione anche per i broker che lavorano con le grandi aziende. “Ci saranno senza dubbio aziende e manager in Francia che saranno interrogati e sanzionati per non aver rispettato le condizioni per il mantenimento dell’attività con tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza dei dipendenti e dei clienti”, ritiene Mickaël Robart, direttore del dipartimento rischi finanziari di Siaci Saint Honoré. Diversi scenari Ad esempio, i parenti di una persona che è morta in una casa di riposo a causa di Covid-19 potrebbero accusare la direzione di non aver sufficientemente protetto il suo cliente. Un operatore crocieristico potrebbe essere biasimato dai clienti per aver gestito male l’epidemia di coronavirus durante un viaggio. Le compagnie di assicurazione potrebbero poi intervenire per coprire le spese di difesa delle imprese e/o dei loro dirigenti nonché il risarcimento dei danneggiati (le sanzioni penali non sono mai coperte).
  • La giustizia ordina ad AXA di risarcire il proprietario di un ristorante parigino
Si tratta di una decisione giudiziaria che sarà letta con trepidazione da tutti gli assicuratori e i commercianti che sono stati costretti ad abbassare le serrande per più di due mesi per evitare il diffondersi dell’epidemia. Venerdì scorso il Tribunale Commerciale di Parigi si è pronunciato a favore della Maison Rostang, che aveva deciso di presentare un’ingiunzione nei confronti di AXA per ottenere la copertura dell’assicuratore per le perdite subite dai suoi ristoranti dall’inizio della crisi. “Questa è una vittoria collettiva. Domani, la vita di molti dirigenti d’azienda cambierà”, ha detto venerdì, il modo strangolato, Stéphane Manigold, l’imprenditore dietro la causa, davanti alla porta di uno dei suoi quattro ristoranti parigini. Ha detto: “Alzati, leggi i tuoi contratti [di assicurazione]”, ha detto a tutti i proprietari di ristoranti. E per criticare severamente il comportamento del suo assicuratore AXA. “Quello che mi aspetto dal mio assicuratore è che mi presti un ombrello, non che me lo nasconda.
  • Questa decisione sottolinea il rischio legale per gli assicuratori
Le minacce legate alla crisi della Covid-19 si stanno accumulando sugli assicuratori. Penalizzati dal rallentamento dell’economia e in prima linea per risarcire alcuni sinistri, come le cancellazioni di eventi, si trovano anche a fronteggiare il rischio di essere costretti dai tribunali a risarcire alcune aziende assicurate contro un calo di attività. Venerdì, il Tribunale Commerciale di Parigi ha condannato AXA a pagare 50.000 euro a un imprenditore parigino i cui ristoranti sono stati chiusi dall’inizio del blockdown. I giudici hanno ritenuto che la polizza assicurativa del proprietario del ristorante, che lo copriva da una diminuzione delle entrate in caso di chiusura amministrativa, dovrebbe essere applicata nelle circostanze attuali. Il procedimento sommario contro AXA France illustra il rischio legale che grava su tutti gli assicuratori francesi ed europei”, ha reagito Benjamin Serra, analista dell’agenzia di rating Moody’s. In Francia, il governo sta lavorando con gli assicuratori per studiare la
possibilità di un sistema di copertura delle imprese in futuro, ma non prevede modifiche retroattive dei contratti. La decisione di venerdì dimostra che i rischi non sono esclusi. “L’Autorité de contrôle prudentiel et de résolution (ACPR), l’autorità di vigilanza francese del settore assicurativo, potrebbe chiedere ad alcuni assicuratori di creare ulteriori accantonamenti per far fronte a questo rischio legale, che avrebbe un impatto sui risultati degli assicuratori quest’anno”, osserva Benjamin Serra.

Handelsblatt

 

  • Ristoratore francese vince in tribunale contro Axa
Si tratta di una decisione che potrebbe avere gravi conseguenze per la valutazione giuridica del lockdown: Stéphane Manigold, proprietario di quattro ristoranti, ha vinto una causa presso il Tribunale Commerciale di Parigi contro l’assicuratore Axa.
Con decreto ingiuntivo provvisorio, il giudice ha condannato la società al pagamento di 45.000 euro a titolo di risarcimento delle perdite di esercizio dovute alla chiusura di tutti i ristoranti ordinata dallo Stato in data 14 marzo. Un esperto doveva valutare l’esatto ammontare dei danni. Axa vuole fare appello contro questo. Per due mesi Manigold ha cercato di convincere Axa a far fronte alle richieste di risarcimento previste dalla sua polizza. Ha stipulato un’assicurazione contro le perdite d’esercizio dovute alla chiusura dei suoi ristoranti per ordine dello Stato. Tuttavia, l’assicuratore si è rifiutato di indennizzare il gestore del ristorante perché il lockdown francese non comporta la chiusura del ristorante. Lo Stato si era limitato a proibire ai bar, ai caffè e ai ristoranti di ricevere il pubblico. Manigold ha sottolineato che l’effetto è stato lo stesso. Il governo ha sempre parlato di chiudere i ristoranti al pubblico. Venerdì il giudice si è pronunciato a favore dell’imprenditore.