Exor paga il dietrofront di Covéa

di Luciano Mondellini

La mancata cessione di PartnerRe da parte di Exor non è piaciuta alla borsa, dove il titolo della holding di casa Agnelli, complice la non brillante seduta di Piazza Affari, ha perduto il 7,2% chiudendo la giornata a 43,9 euro. Poco sono servite quindi le note di alcune case di affari, tra le quali Equita e Mediobanca, che pur tagliando il prezzo obiettivo sul titolo della holding hanno mantenuto una raccomandazione «comprare». Per John Elkann, che ha preferito mandare a monte l’operazione piuttosto che riconoscere lo sconto chiesto dai francesi di Covéa, ieri è stato il giorno in cui ha dovuto spiegare alla famiglia il suo no all’operazione. Si è tenuto infatti il cosiddetto «consiglio di famiglia», ovvero il consueto aggiornamento che avviene dopo una decisione importante e con cui Elkann comunica i motivi della scelta fatta ai diversi rami della dinastia riuniti nell’azionariato della Giovanni Agnelli Bv, la cassaforte olandese della casata che controlla Exor con il 52,99%. Nei fatti Elkann ha trasmesso ai parenti le stesse informazioni diffuse l’altroieri con il comunicato stampa con cui Exor ha mandato a monte l’operazione PartnerRe, che avrebbe fatto intascare alla holding 9 miliardi di dollari e un guadagno netto di circa 3 miliardi (visto che nel 2016 PartnerRe era stata pagata 6,7 miliardi di dollari ma nel frattempo aveva fruttato 660 milioni in dividendi, oltre ai 50 che si sarebbero aggiunti in sede di perfezionamento dell’operazione). Ma nello stesso tempo si è trattato anche di un’anteprima del tradizionale incontro tra i rami della famiglia, che quest’anno sarà alquanto particolare. Exor infatti ha già stabilito che in riferimento al 2019 distribuirà un monte dividendi complessivo di 100 milioni e quindi che alla Giovanni Agnelli Bv andranno circa 54 milioni (vanno compresi alcuni arrotondamenti). Ciononostante non passerà inosservato che tra le grandi controllate soltanto Ferrari ha confermato la sua cedola, facendo intascare a Exor circa 48 milioni (il 23% dei 210 complessivi). Mentre causa il coronavirus è stato sospeso il dividendo di Cnh Industrial ed è in forte rischio quello da 1,1 miliardi di Fca (l’assemblea del Lingotto è stata spostata a fine giugno). Inoltre l’altroieri è saltata un’operazione, quella di PartnerRe, che come detto avrebbe fatto incassare ad Exor qualcosa come 9 miliardi di dollari. Insomma, un tema importante per i soci della Giovanni Agnelli Bv, visto che la cassaforte di famiglia ha come unico asset Exor.
Sempre ieri intanto è emerso che Fca sta pensando alla emissione di un bond compreso tra 750 milioni e 1 miliardo per rimborsare una parte della linea di credito da 3,5 miliardi. Mentre sempre in tema di controllate, Ferrari ha annunciato che sta progettando assieme all’Istituto italiano di tecnologia un nuovo ventilatore polmonare che sarà denominato FI5. D’altronde il nuovo membro del cda di Maranello Roberto Cingolani è stato il fondatore e poi per 14 anni il direttore dell’Istituto italiano di tecnologia. (riproduzione riservata)

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