Cattolica, da ex Bpm occasione di crescita

La delega da 500 milioni per un eventuale aumento di capitale, che l’assemblea degli azionisti di giugno di Cattolica Assicurazioni sarà chiamata a votare, «è semplicemente una richiesta per dotare il consiglio e il management della flessibilità necessaria in termini di capitale». Lo ha spiegato il direttore generale della compagnia, Carlo Ferraresi, nel corso della presentazione agli analisti dei conti trimestrali chiusi con un utile di 14 milioni (-45%). «Era già stata fatta numerose volte in passato», ha detto, aggiungendo «che abbiamo qualche opportunità di m&a nel futuro prossimo». Lasciando da parte il discorso Ubi, «la cui partita leggendo i giornali non mi sembra essersi ancora conclusa, abbiamo anche la possibile estensione della joint venture con il Banco per la rete ex Bpm». Ora il partner assicurativo della banca è rappresentato dai francesi di Covéa, il cui accordo scade l’anno prossimo. La delega all’aumento è solo la possibilità di attuarlo, se attuata ci darebbe la possibilità di azione senza la necessità di convocare un’assemblea straordinaria», ha concluso.

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