Bankitalia: gli effetti del Coronavirus sulla redditività delle assicurazioni

L’incremento della volatilità e la marcata riduzione dei prezzi delle attività finanziarie incidono sulla posizione di solvibilità delle società di assicurazione, che rimane comunque ben al di sopra del minimo regolamentare.

La pandemia, si legge nel rapporto sulla stabilità finanziaria di Bankitalia, potrebbe avere effetti significativi anche sulla liquidità e sulla redditività delle compagnie.

Le stime di Bankitalia basate sui valori del bilancio prudenziale della fine del 2019 indicano che la flessione delle quotazioni azionarie e l’ampliamento degli spread creditizi sui titoli di debito del primo trimestre di quest’anno comportano una riduzione media del valore delle attività delle compagnie italiane pari al 7 per cento. Le plusvalenze implicite nette dei titoli in portafoglio registrate nel bilancio civilistico sono diminuite del 39 per cento.

Per calcolare il valore di mercato del passivo, le compagnie hanno fatto ampio ricorso alla curva dei tassi privi di rischio aggiustata per la volatilità (volatility adjustment); ciò ha consentito di mitigare gli effetti delle variazioni dei prezzi di mercato delle attività sulla posizione di solvibilità.

I risultati di un’indagine dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) mostrano che l’indice di solvibilità medio del settore è sceso di 35 punti percentuali nel primo trimestre del 2020, a circa il 200 per cento, rimanendo comunque ben al di sopra del minimo regolamentare del 100 per cento. La volatilità dei mercati finanziari e il generalizzato aumento dei premi per il rischio richiesti dagli investitori si sono riflessi anche sulle quotazioni azionarie delle principali compagnie italiane, diminuite nel primo trimestre dell’anno del 29 per cento, sebbene gli utili attesi si siano ridotti in misura molto contenuta (3 per cento).

I cali sono in linea con quelli delle altre compagnie dell’area dell’euro. La caduta dell’attività produttiva espone le assicurazioni al rischio di declassamenti dei rating sui titoli obbligazionari in portafoglio, che comporterebbero un incremento del requisito patrimoniale. Per le compagnie italiane gli investimenti in obbligazioni private rappresentano circa un quinto dei portafogli, di cui quasi la metà ha un rating di classe BBB.

Secondo le stime di Bankitalia, un’eventuale revisione al ribasso del rating dalla classe BBB alla classe BB comporterebbe un aumento contenuto dell’assorbimento del requisito di capitale del rischio spread delle obbligazioni interessate, pari a sei punti percentuali. La pandemia di Covid-19 avrà verosimilmente effetti significativi anche sulla liquidità e sulla redditività delle compagnie, principalmente a causa della crescita delle richieste di rimborsi degli assicurati per cancellazione di viaggi, interruzione di attività lavorative, escussione delle garanzie delle polizze dei rami credito, cauzione, malattia e assistenza. Per le compagnie italiane la raccolta premi per la copertura di questi rischi rappresenta tuttavia una quota del totale dei rami danni molto inferiore a quella media delle compagnie europee (14 per cento contro 29).

Effetti negativi si potranno manifestare anche sulla raccolta e sulle richieste di estinzione anticipata dei prodotti di investimento assicurativo. L’Ivass, in considerazione dell’incertezza sull’evoluzione futura dei fattori di rischio cui sono esposte le imprese del settore assicurativo, ha inviato una lettera alle compagnie italiane chiedendo di adottare, a livello individuale e di gruppo, estrema prudenza nella distribuzione dei dividendi e nella corresponsione della componente variabile della remunerazione agli esponenti aziendali; la raccomandazione è in linea con quelle diffuse dall’EIOPA.

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