RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 14/05/2019

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Addio Carige , benvenuta Fineco . Dopo essersi ritirato dal salvataggio dell’istituto ligure, BlackRock ha incrementato la partecipazione nella banca guidata da Alessandro Foti. Niente banche in crisi, insomma, nel portafoglio del gestore americano, ma c’è spazio per una società di gestione (più piattaforma trading) affermata sul mercato italiano. L’8 maggio il fondo americano ha approfittato della cessione del 17% del capitale da parte di Unicredit per incrementare la sua quota in Fineco al 7,25%. Il giorno successivo, il 9 maggio, il board di Carige ha annunciato la decisione di BlackRock di non proseguire nelle trattative.

Nasce Sella venture partners sgr, società di gestione del risparmio del gruppo Sella per investimenti nel mondo del venture capital. Il primo fondo di Sella Venture Partners sgr sarà un fondo di fondi di venture capital operativo principalmente sui mercati internazionali con l’obiettivo di offrire un accesso privilegiato sull’ecosistema dell’innovazione internazionale, abilitando investitori privati e istituzionali a investire in fondi di venture capital nei mercati più promettenti, con un elevato potenziale di rendimento proprio dei mercati tecnologici, e garantendo un ritorno virtuoso anche all’ecosistema italiano.
Obbligo di cauzione per i titolari di depositi fiscali. I gestori sono responsabili per il versamento delle accise a prescindere dall’attività condotta (fabbricazione, trasformazione, lavorazione e/o stoccaggio dei prodotti). L’importo della garanzia è pari al 10% dell’imposta che graverebbe sulla quantità massima di prodotti che possono essere detenuti in ragione della capacità dei serbatoi utilizzati. Ma al verificarsi di alcuni eventi la soglia si può modificare: l’aumento delle quantità autorizzate, l’incremento delle immissioni in consumo o l’inasprimento della tassazione faranno scattare l’obbligo di adeguare la cauzione; al contrario, lo scioglimento del contratto di deposito e il fermo dell’impianto potrebbero comportare una revisione al ribasso. È quanto chiarito dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli con la risoluzione n. 1/D/2019.

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  • Un hacker al volante colpa dell’autoradio
In un paio di mesi, due ricercatori hanno sviluppato un programma chiamato Candy Cream capace di accedere al sistema digitale della macchina riuscendo a controllare da remoto l’apertura delle porte, le frecce, il tachimetro, il contagiri. La falla è nel sistema operativo dell’autoradio, Android 6.0 di Google, lo stesso attivo su oltre 300 milioni di smartphone. Sistema versatile adoperato anche nei decoder tv, in alcuni mini computer, videocamere e, appunto, autoradio. «Una volta all’interno, qualsiasi strumentazione elettronica può esser manipolata » , continua la ricercatrice. «La mia vettura ha un’età, tutte le parti vitali sono meccaniche. Ma se avesse avuto ad esempio la velocità automatica di crociera, è possibile che avremmo potuto controllare freno e acceleratore». L’auto in pratica è come una stanza piena di pc collegati fra loro attraverso un computer principale e fino a ieri la sicurezza era garantita dall’assenza di una connessione ad Internet.

 

  • Nuovo codice della strada, graziato chi fuma in macchina
Punta ancora sulla sicurezza il testo per la riforma del codice della strada elaborato dalla commissione trasporti. Ci potranno ancora essere modifiche, poiché la bozza ha avuto l’ok in via informale in un comitato ristretto, ha spiegato il vicepresidente della commissione, il 5Stelle Diego De Lorenzis, e sarà presentato alla Camera all’inizio di giugno. Le novità principali, oltre all’aumento di alcune sanzioni, sono il via libera alla circolazione dei motocicli oltre i 120 cc di cilindrata in autostrada (ma solo ai maggiorenni); la possibilità per monopattini, skateboard e pattini di usare le aree pedonali; l’istituzione delle “strade scolastiche”, cioè tratti in prossimità delle scuole dove i comuni stabiliranno limitazioni alla circolazione, almeno negli orari di entrata e uscita, abbassando il limite di velocità a 30 chilometri orari o meno e istituendo zone a traffico limitato.Si vedrà alla Camera se ci sarà spazio per altri emendamenti. Intanto sono scomparsi il divieto di fumo in auto, così come la possibilità per i ciclisti di circolare contromano, di cui si era parlato a febbraio. I ciclisti incassano però la ” casa avanzata”, cioè la linea di arresto agli incroci posta 3 metri davanti allo stop, per tenerli lontani dai gas di scarico. La commissione spera di avere l’ok della Camera e concludere il tutto a inizio giugno al Senato.

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  • Fideuram, capitali in gestione a quota 223 miliardi
Fideuram, il ramo di private banking del gruppo Intesa Sanpaolo, ha chiuso con 229 milioni di euro di utili il primo trimestre del 2019 e con un patrimonio attestato al 20,1% (come Cet1). «I risultati del trimestre dimostrano quanto il nostro modello sia resiliente in ogni condizione di mercato», ha dichiarato l’amministratore delegato Paolo Molesini, «Continuiamo a generare valore in modo consistente e sostenibile». Le masse amministrate del gruppo si sono attestate a 223,7 miliardi, +5% su dicembre e +4% rispetto al primo trimestre dell’anno scorso. L’utile è risultato comunque in calo del 4% a causa del margine intermediazione sceso del 2% a 481 milioni, con commissioni nette attestate a 427 milioni (-2%) e margine di interesse salito del 14% a 41 milioni.

  • Sella, una Sgr per l’innovazione
Banca Sella rilancia sulle start up con Sella Venture Partners, la nuova società di gestione del risparmio del gruppo per investimenti nel mondo del venture capital. La nuova Sgr, spiega una nota, avrà «l’obiettivo strategico di dare vita a una realtà leader in questo mercato, ha ottenuto l’autorizzazione dalla Banca d’Italia e si fonda sull’esperienza acquisita negli ultimi anni negli investimenti di venture capital effettuati dal gruppo Sella».

AXA punta sullo sviluppo di queste coperture, che permettono di fissare soglie di attivazione per il pagamento dei sinistro. Questo mercato attrae anche start-up come Descartes Underwriting in Francia o Jumpstart negli Stati Uniti.
Nata una ventina di anni fa per promuovere le assicurazioni agricole nei paesi in via di sviluppo, l’assicurazione “parametrica” è in continua espansione.
Come suggerisce il nome, queste coperture sono basate su indici – quali pioggia, temperatura, umidità o resa delle colture – che consentono di fissare soglie di attivazione per il pagamento dei sinistri. In Germania, ad esempio, AXA assicura le imprese che trasportano la loro produzione via fiume in caso di un certo abbassamento del livello delle acque del Reno o dei viticoltori francesi in caso di temperature negative.
Secondo uno studio globale di Capgemini ed Efma, “World Insurance Report”, meno del 25% delle aziende e meno del 15% dei singoli clienti ritengono di essere adeguatamente coperti per i rischi emergenti, come i rischi informatici o ambientali, nei loro contratti assicurativi.
Questo è un risultato che dovrebbe incoraggiare gli assicuratori a muoversi in questa direzione. Di fronte al boom del rischio informatico, solo il 18% delle aziende ritiene di avere un’assicurazione sufficiente. Una percentuale che scende al 3,3% per le singole persone assicurate